Mostre, A Castel Sant'Angelo mostra di capolavori trafugati e poi ritrovati

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Capolavori dell'archeologia ritrovati

Statue votive greche del periodo arcaico, crateri e vasi trafugati o esportati illecitamente e poi ritrovati dalle forze dell'Ordine sono al centro della mostra che a partire da oggi al 5 novembre sarà possibile visitare a Castel Sant'Angelo. "Capolavori dell'archeologia: Recuperi, Ritrovamenti, Confronti" è inaugurata in occasione dei vent'anni di collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato, il Centro Europeo per il Turismo Cultura e Spettacolo.

Le opere che sono esposte nelle sale sono state al centro, anche recentemente, di importanti attività di recupero e ritrovamento, grazie alle quali è stato possibile far rientrare nelle loro sedi reperti archeologici rubati e trafugati da scavatori clandestini oppure esportati illecitamente dal nostro Paese. La mostra, ospitata nelle Sale di Clemente VII, di Clemente VIII, di Apollo e della Giustizia, è organizzata in nove sezioni tematiche, costruite attorno alle principali opere riacquisite.

Tra le finalità dell'esposizione c'è anche quella di sensibilizzare i visitatori sul problema del continuo pericolo di saccheggio e dispersione cui è sottoposto l'immenso patrimonio artistico italiano. Nello stesso tempo viene illustrato il grande lavoro scientifico e di ricerca, che sta dietro il ritrovamento di materiale archeologico insieme alla storia del loro "ritorno a casa. A spiegazione di ciascun "monumento", ci sarà anche una sezione che descrive l'importanza del bene, i modi e i tempi del suo recupero, il suo significato storico- artistico e la sua sistemazione attuale.

•Sarcofago delle Muse con coperchio, Marmo - ultimo IV del II secolo d.C., Scavi di Ostia, Museo recupero Guardia di Finanza T. P. A.

•Cratere apulo a mascheroni a figure rosse del Pittore di Baltimora o Pittore di Ganimede, Museo Archeologico Nazionale di Taranto, recupero Guardia di Finanza T. P. A.

•Cratere apulo a mascheroni a figure rosse del Pittore di Dario, Museo Archeologico Nazionale di Taranto, recupero Carabinieri T. P. C.

•Kouros in marmo, marmo pario, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria recupero Guardia di Finanza T. P. A.

•Phiale Mesonphalos, argento oro, IV secolo a.C., proveniente da Morgantina, Casa di Eupolemos Museo Archeologico Regionale di Aidone (EN)

•Statuetta di Giove, bronzo, Scavi di Ercolano, recupero Polizia di Stato

•Testa maschile in bronzo c.d. del filosofo da Porticello, bronzo, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

•Testa maschile in bronzo c.d. di Basilea, bronzo, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria recupero Carabinieri T. P. C.

•Vibia Sabina, Marmo pario, II sec. d. C. (età adrianea) - Antiquarium del Canopo, Museo di Villa Adriana Tivoli recupero Carabinieri T. P. C.

•Corona aurea a foglie di quercia, oro - Museo Archeologico Nazionale di Taranto

•Cratere a calice attico a figure rosse, raffigura il trasporto del corpo di Sarpedonte, detto cratere di Euphronios, 515 a.C., Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

DAI KUROI ALLE DECORAZIONI PARIETALI. Il Kouros in marmo di Reggio Calabria, scultura di giovinetto parzialmente dipinta della fine del VI secolo a.C., è la prima opera che si incontra durante il percorso espositivo ed è esposta insieme al Kouros Milani del Museo archeologico di Firenze, eccezionalmente ricongiunto alla sua testa.

Ai ceramografi Eufronio e Eutimide è dedicata la seconda parte del percorso, in particolare vi sono : il cratere di Eufronio con il trasporto del corpo di Sarpedonte (IV sec a.C.) restituito dal Metropolitan Museum di New York nel 2006, e la kylix dipinta con il Ciclo Troiano, restituita invece dal Getty Museum di Malibu.

Due pinakes della Casa degli Amanti di Pompei sono posizionati nella sezione dedicata alla grande pittura parietale, anche loro oggetto di un misterioso furto e poi ritrovati. Tra le sculture greche e romane è da segnalare la statua di Vibia Sabina, moglie di Adriano, del II secolo a.C., restituita dagli Usa e oggi a Villa Adriana di Tivoli.

Due sarcofagi recuperati si trovano a conclusione della mostra: quello delle quadrighe di Aquino, recuperato solo nel 2012 dopo essere stato rubato nel '90 e nel '91, e quello delle Muse della necropoli ostiense, che verranno esposti insieme al sarcofago della fanciulla di Grottarossa risalente al II d.C. e, ritrovato solamente pochi anni fa.





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