Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento

Una mostra per celebrare gli anniversari della nascita e della morte del fondatore dell'archeologia moderna, Johann Joachim Winckelmann (1717-1768).

La mostra "Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento" intende celebrare gli importanti anniversari winckelmanniani del 2017 (300 anni dalla nascita) e del 2018 (250 anni dalla morte) e si inserisce nel contesto delle manifestazioni europee coordinate dalla Winckelmann Gesellschaft di Stendal, dall'Istituto Archeologico Germanico di Roma e dai Musei Vaticani.

L'esposizione ha una duplice finalità: la prima, offrire ai visitatori il racconto degli anni cruciali che hanno portato, nel dicembre del 1733, all'istituzione del Museo Capitolino, il primo museo pubblico d'Europa, destinato non solo alla conservazione ma anche alla promozione della "magnificenza e splendor di Roma"; la seconda, presentare le sculture capitoline sotto una luce diversa, ovvero attraverso le intuizioni, spesso geniali, del grande Winckelmann.

Arricchita da una selezione di 124 opere e da apparati multimediali realizzati appositamente, il Tesoro di Antichità si sviluppa in tre sedi diverse nell'ottica di una "mostra diffusa": le Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale museali del Palazzo Nuovo. 

Negli anni in cui Winckelmann rivoluziona il modo di studiare le testimonianze del mondo antico dando inizio alla moderna archeologia, il modello di museo pubblico rappresentato dal Museo Capitolino si diffonde rapidamente in tutta Europa, segnando la nascita di modalità del tutto nuove di fruizione dei beni artistici: un Tesoro di Antichità non più concepito come proprietà esclusiva di pochi, ma come luogo destinato all'avanzamento culturale della società.


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