Mostre, Yoko Ono e Claire Tabouret. One day I broke a mirror



Una tappa imperdibile nel ricchissimo calendario internazionale di quest'anno

One day I broke a mirror si annuncia come una tappa imperdibile nel ricchissimo calendario internazionale di quest'anno, un'esposizione concepita dall'artista-icona Yoko Ono e da Claire Tabouret, classe 1981, rivelazione sorprendente dell'ultima generazione.

Dalle Gallerie di Ferdinando alla Loggia, dai magnifici giardini all'Atelier di Balthus, le opere delle due artiste dialogano come in un contrappunto musicale che trasforma Villa Medici in un unico progetto espositivo per due voci soliste.

One day I broke a mirror è il titolo creato da Yoko Ono per la mostra a Villa Medici, la quale esplora principalmente gli anni 1960-1970 della produzione di un'artista eclettica e multidisciplinare, tanto attiva nella scena underground newyorkese da ridefinire e rappresentare assieme al movimento Fluxus - nel solco della ricerca di John Cage - l'arte di quel periodo. Tra "istruzioni", coinvolgimento del "caso" ed esperienze sensoriali, le sue opere richiedono la partecipazione attiva del pubblico per essere complete e totali.

La critica verso ogni forma di guerra e l'armonia tra i popoli sono tematiche costanti nelle installazioni e nelle performance di Yoko Ono, così come il suo attivismo politico che si sublima in pura poesia, l'insofferenza per il convenzionale, l'adesione ai movimenti pacifici di protesta. Questi e altri elementi risuonano nelle grandi tele di Claire Tabouret, nei suoi corpi imballati, corazzati, costretti. L'artista ha conquistato il riconoscimento della critica grazie alle sue tele dai colori acidi, stranianti e atemporali, le sue donne guerriere dallo sguardo risoluto, il suo esercito di bambini mascherati nell'atto di brandire delle lance luminose, a metà tra un quadro di Paolo Uccello e l'immaginario di Guerre stellari. Dopo la partecipazione alla mostra L'illusione delle luci nel 2014 a Palazzo Grassi, Claire Tabouret torna in Italia con nuove produzioni realizzate nel suo atelier di Los Angeles, dove vive e lavora.



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