L'opera dall'incredibile e innovativo impianto illuminotecnico e visivo

Concepito nel 1977 dopo il primo viaggio in America dell'autore, Hamletmachine nasce originariamente dall'incontro tra Heiner Müller e Robert Wilson, venendo alla luce quasi nove anni più tardi. L'amicizia tra i due non fu solo leggendaria, ma anche estremamente produttiva: Müller scrisse testi per la Sezione Colonia di The Civil war (1984), The Forest (1988) Mort de Molière (1994), e alcuni di questi vennero usati in Medea (1984), Alceste (1986) e Ocean Flight (1988). Müller dichiarò successivamente che la versione di Hamletmachine concepita da Wilson fosse "il miglior spettacolo di sempre" nella sua intera carriera, celebrando l'opera per l'incredibile e innovativo impianto illuminotecnico e visivo e per la quasi totale assenza di interpretazione scenica. Elogiato da Gordon Rogoff nei suoi scritti come "un trionfo", valse a Wilson un Obie Award come Miglior Regista. La prima messa in scena risale al 7 maggio 1986 sul palcoscenico del teatro della New York

University con la partecipazione degli allievi stessi; la versione tedesca segna invece il suo debutto il 4 ottobre dello stesso anno alla Kunsthalle di Amburgo. Lo spettacolo non è stato più ripreso da allora, e ritorna in scena quindi dopo ben trentuno anni grazie alla commissione di Festival di Spoleto 60 e alla partecipazione dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica 'Silvio d'Amico'.

Hamletmachine

testi di

Heiner Müller

ideazione, regia, scene e luci

Robert Wilson

co-regia

Ann-Christin Rommen

adattamento luci

John Torres

con i performers

Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico

nuova versione basata sulla produzione originale del 7 maggio 1986

progetto

Change Performing Arts

commissionato da

Festival di Spoleto 60

per l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico


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