Spettacolo liberamente tratto dall'opera di Camus, adattato e diretto da Lorenzo De Liberato

Debutta in Prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 9 al 19 novembre "Lo Straniero di Camus" liberamente tratto dall'opera dello scrittore francese Albert Camus, adattato e diretto dal regista Lorenzo De Liberato, con in scena un affiatato cast di attori di talento: Marco Usai, Tiziano Caputo, Agnese Fallongo, Mario Russo.

Lo spettacolo rilegge e reinterpreta uno dei più grandi capolavori della letteratura del novecento, sottolineando la chiave ironica e terribilmente realistica di un racconto che descrive il dramma di un uomo in balia di un destino avverso e beffardo e la sua incapacità di vivere in modo consapevole.

Il protagonista, il signor Meursault, vive ad Algeri ed è di origine francese, è uno "straniero" estraneo alla vita e alla società che lo circonda, annoiato e incapace di tessere relazioni con le persone che affollano la sua quotidianità, con le quali riesce ad interagire solo in maniera grottesca e a tratti surreale. La vicenda si apre con la notizia della morte della madre del protagonista nell'ospizio di Marengo, fuori dalla città. Durante il viaggio e il soggiorno per il funerale, Meursault si comporta eseguendo un compito necessario e nell'entrare in contatto con le figure dell'ospizio, quasi si distrae al pensiero della madre morta. Non ha emozioni nemmeno per la donna che ha iniziato a frequentare da poco, Maria. Meursault si ritroverà, senza sapere perché, a uccidere un arabo in spiaggia.

Una volta in prigione, Meursault sembra non provare rimorso per l'omicidio e il suo spirito e i suoi atteggiamento sembrano abbandonare ogni possibilità di difesa, rifiutando ogni tipo di attenuante e perdono che anche il prete, nella sua figura, potrebbe concedergli. La sentenza della corte prevede la condanna a morte e Meursault, lontano da ogni salvezza spirituale, allineandosi agli eventi, attende il giorno dell'esecuzione.

L'intento della messa in scena è quello di rappresentare l'archetipo di un uomo sopraffatto dalla vita, incapace di prendere decisioni o assumersi delle responsabilità, condizionato quasi esclusivamente dal clima che lo circonda, dal sole o dal caldo asfissiante dell'estate algerina.

Valorizzato ed arricchito dalle musiche arrangiate ed eseguite dal vivo dagli stessi attori, lo spettacolo offre un sottotesto in musica che con ironia e delicatezza, accompagna lo spettatore all'interno delle vicende narrate in un crescendo unico di atmosfere, suggestioni, personaggi e visioni.


Hai partecipato? Commenta ()

Banner La Taverna dei Corsari