Un gigantesco paradosso che si consuma tra scenari assurdi

Un gigantesco paradosso che si consuma tra scenari assurdi, in particolare stile kafkiano e dialoghi visionaristici apparentemente senza né capo né coda. Ma dietro questo gioco in cui la finzione supera la realtà, si nasconde una profonda, acuta e lucida riflessione filosofica sulla verità. Se un tempo eravamo un popolo di poeti, santi e navigatori, oggi siamo un popolo di sedicenti medici, statisti, critici. Nell'era dell'iperdigitalizzazione, i nostri account vengono violati, le nostre foto sono alla mercè di tutti, le nostre informazioni sanitarie sono il segreto di Pulcinella e il contenuto delle nostre mail è come se fosse urlato dai tetti. Il grado di privacy di una società si basa su uno spettro di due opposti: trasparenza e segretezza ed è come se non fosse importante quello che facciamo, purchè si sappia.

Il poeta Eliseo, solo nel suo studio, riceve la visita di un inquisitore. Si sta indagando attorno ad un accadimento non precisato. La discussione prende diverse strade ma il gioco è chiaro: il commissario vuol sopraffare Eliseo e questi tenta in ogni modo di uscirne. Una lotta senza tregua né traguardo. Qual è l'ora esatta in cui il poeta, "il giorno sabato 13", è uscito di casa? Le due? Le due e tre quarti? Poco conta, l'importante è investigare per l'uno e negare per l'altro...


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