L'esposizione sonda l'elasticità del concetto di tempo

Con l'inaugurazione della grande mostra Time is Out of Joint, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea scrive un nuovo capitolo della sua storia portando a compimento l'ampio processo di trasformazione, riorganizzazione e riallestimento con la restituzione al pubblico di spazi completamente rinnovati e la profonda rilettura delle sue collezioni.
L'esposizione, il cui titolo cita i versi dell'Amleto di William Shakespeare "The time is out of joint", sonda l'elasticità del concetto di tempo, un tempo non lineare, ma stratificato, che sembra porre in atto il dilemma dello storico dell'arte Hans Belting "la fine della storia dell'arte o la libertà dell'arte".
È il definitivo abbandono di qualsiasi linearità storica, per una visione che dispiega, su un piano sincronico, le opere come sedimenti della lunga vita del museo: da Giacomo Balla, Gustav Klimt, Lucio Fontana, Alberto Giacometti a Cristina Lucas, Adrian Paci, Sophie Ristelhueber, per citarne alcuni.
La Galleria Nazionale si propone oggi come luogo di scoperta, aperto alla ricerca e alla contemplazione, e spazio di riflessione sui linguaggi, sulle pratiche espositive e sul ruolo del museo contemporaneo.


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