ACHILLEIDE
(Poema di pace)
TEATRO DEL CENTRO di Roma
VICOLO DEGLI AMATRICIANI, 2 (VIA DEI CORONARI)
Tel. (+39) 333.4297730 http://www.achilleide.altervista.org


DAL 5 AL 31 OTTOBRE 2010 DA MARTEDI A SABATO ORE 20.30 DOMENICA ORE 17.30

CONCERTO PER VOCE RECITANTE E MUSICHE SCELTE DAL REPERTORIO OPERISTICO ITALIANO MELOLOGO IN DUE ATTI DI EMANUELE GIGLIO
DALL’OMONIMO POEMA EPICO INCOMPIUTO DI PUBLIO PAPINIO STAZIO (ca 45-ca 96) CON L’AGGIUNTA DI ALCUNI VERSI TRATTI DAL DRAMMA PER MUSICA ACHILLE IN SCIRO DI PIETRO METASTASIO (1698-1782)

Un contributo per i festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia è l’Achilleide di Emanuele Giglio: un’opera ispirata all’omonimo poema epico incompiuto di Stazio, poeta napoletano del I sec. d.C. troppo dimenticato nel nostro secolo ma fondamentale nel Medioevo per giustificare tanto riverito spazio che Dante Alighieri gli riserva nella Divina Commedia, con aggiunti alcuni versi tratti dall’Achille in Sciro di Pietro Metastasio, poeta grazie al quale tutta Europa parlò italiano.
Il racconto trattato dalle due fonti è basato sulla poco nota vicenda del mito di Achille che viene travestito da donna dalla madre apprensiva per farlo scampare alla guerra di Troia, sinonimo e simbolo di tutte le guerre.

Emanuele Giglio, riversificando il fatterello mitologico, restituisce alla parola, oltre al suo potere narrativo, tutta la suggestione evocativa, fondendo quel fenomeno della sua voce-orchestra con tutto il patrimonio musicale dell’opera lirica, gloria e vanto nazionale, mescolando in una scelta antologica tutte le più belle arie, preludi e cori di quattro secoli di melodramma italiano.
Eliminando ogni elemento scenico, ogni materico orpello, Giglio, attore-artifex, da solo nell’esecuzione, intende restituire alla poesia l’ormai perduta lirica originaria, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora atta a fare del nuovo teatro italiano un linguaggio universale, superando una volta per tutte la Babele delle lingue.

Per un completo gaudio si consiglia il totale abbandono all’ascolto. Durata: 90 minuti.

Dove e quando

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