Studio 12, diretto da Isabella Peroni

e

Teatro delle Condizioni Avverse

presentano

Elisabetta De Palo e il Coro Zenzerei

nello spettacolo teatrale

Accadde a Farfa

di Dimitri Patrizi

con Elisabetta De Palo

e Coro Zenzerei (diretto da Laure Gilbert)

regia di Elisabetta De Palo

Costumi Maurizio Perissinotto - Datore di luci Andrea Maurizi

Teatro Due Roma

vicolo due Macelli 37

Rassegna Sguardi S-velati

Dal 25 al 27 gennaio - Ore 21.00

Studio 12, diretto da Isabella Peroni e Teatro delle Condizioni Avverse presentano Elisabetta De Palo e il Coro Zenzerei diretto da Laure Gilbert nello spettacolo teatrale “Accadde a Farfa” di Dimitri Patrizi con la regia di Elisabetta De Palo, costumi Maurizio Perissinotto al Teatro Due Roma (vicolo due Macelli 37), all’interno della Rassegna Sguardi S-velati. In scena dal 25 al 27 gennaio alle ore 21.00.

NOTE SULLO SPETTACOLO

Sulla scena due attrici e un gruppo di coreute, che daranno vita nei mille modi e colori che le voci possono avere al dolore, alla forza, alla speranza e ai sogni dei personaggi. Durante una Guerra tra Saraceni e Cristiani, in un passato solo apparentemente lontano, due donne si incontrano in terra Sabina: una è Lena, una girovaga ciarlatana che sopravvive tra espedienti, storie ed imbrogli; l’altra è una ragazza incinta che ha bisogno di raggiungere suo marito, un soldato spedito lontano a proteggere un gruppo di profughe in fuga dalle violenze dei soldati. Il carretto della ciarlatana sembra il mezzo di trasporto più adatto alla ragazza incinta a cui mancano pochi giorni al parto, anche se, misteriosamente, la nascita del bambino continua a tardare, come se il bimbo avesse paura a nascere, per venire in un mondo così brutto, sconvolto da guerra e violenza. Si guardano con sospetto e diffidenza ma non sanno di avere qualcosa di molto profondo in comune: entrambe hanno scoperto l’amore proprio in quelli che vengono da tutti considerati come i nemici – sì: tra i Saraceni. Insieme con altre donne, profughe anch’esse, attraverseranno la Sabina devastata dai combattimenti, riflettendo sull’orrore dell’odio tra civiltà e scoprendo insieme, ognuna affrontando i propri fantasmi, la necessità di continuare a sperare in un futuro di pace in cui l’amore superi le divisioni tra popoli e ridia la speranza ai bambini perché continuino a voler nascere. Come in una favola antica. Una storia ambientata in Sabina, luogo in cui abito da qualche anno e che amo sempre di più, una storia di donne in tempo di guerra, una storia in cui trova spazio la favola e la realtà… questa era la storia che ho chiesto a Dimitri di scrivere e quando ho conosciuto il coro Zenzeri ho capito che mi si offriva un’opportunità per far divenire questa storia ancora più potente,emozionante. E ho chiesto all’autore di aggiungere il grande Personaggio del Coro. La parte di madama Lena è una delle più belle che un’attrice si possa augurare,una donna che appare all’inizio una truffaldina,sguaiata,comica e che poi rivela il suo passato segreto e un grande,grandissimo coraggio. E Lucia, più giovane ma capace di credere nell’amore e di lottare, rappresenta il futuro e la volontà di combattere i pregiudizi.

Donne di ieri,donne di oggi. [Elisabetta de Palo ].

Nei suoi otto anni di esistenza, il coro Zenzerei ha sempre avuto il desiderio, e qualche volta l’occasione, di mischiare i suoi canti con il parlato. In effetti, nello stesso modo in cui il canto aggiunge forza e sfumature alla parola, il parlato aggiunge profondità alla musica. Scoprendo il bellissimo testo di Accadde a Farfa, sentendolo recitare con maestria da Elisabetta, è subito emerso un senso di appartenenza. Si parla di donne – il coro è formato di tutte donne e di un uomo; della Sabina – ci abitiamo tutte(i) da molti anni; di un bellissimo personaggio di levatrice – non lo sono un po’ tutte le donne? in un contesto di guerra – che per fortuna non conosciamo, ma sul quale, in questo mondo, non si può fare a meno di riflettere, con la questione dell’Altro, straniero e non – così fondamentale e delicata in questo periodo… Quali condizioni migliori per mettere insieme i pezzi, nel senso proprio e figurato, e finalmente dare risalto a verbo e canti? [Laure Gilbert]

La presenza di un arcolaio di legno nella scena con la sua ruota in movimento, serve a misurare questo antico tempo, che è anche tempo presente, conducendo nell'azione il racconto di queste due donne, del loro viaggio, del loro incontro. La narrazione si svolge, su questo lento procedere e come il filo che si dipana, la storia stessa si aprirà per poi concludersi in un perfetto intreccio.Un gruppo di donne assiste allo spettacolo, come testimoni in un antico coro

greco, cantano e orbitano attorno al sole come pianeti, passandosi matasse di filato per custodirle, come libri di saggezza. Nella futura tessitura dei fili si ripeterà il gesto divino della creazione. L´ordito verticale raffigura l´idea, la causa formale di tutte le cose, il principio ordinatore, mentre la trama, con cui l´ordito si intreccia, rappresenta invece la particolarità dell´ambiente, del momento, del divenire.. Ogni destino umano sarà "ordito" in vista della sua destinazione finale e "tramato" dal caso, secondo l´occasione. Il tessuto finale sarà dunque simile all´immagine dell´ordinamento e del significato dell´esistenza umana.Nelle più svariate tradizioni popolari, si può trovare la simbologia del tessere come ripetizione di un gesto cosmogonico al quale viene affidata la storia di colui che tesse. Nel filo è nascosta la voglia di riflettere, raccontare storie, di dire intorno al vivere e morire, al destino, al divenire, all´interconnettersi di cose ed eventi. La tessitura rappresenta la struttura stessa dell´universo: l´ordito -statico- collega i mondi, gli eventi e le cose; la trama -dinamica- traduce il destino di ciascuno. Ordito e trama incrociano e fissano i contrari; l´andirivieni della navetta, che non torna mai nello stesso punto esprime insieme ciclicità e unicità L´azione del filare riguarda proprio la vita umana stessa, perché essa è proprio come un debolissimo filo.

[Maurizio Perissinotto]

“Uno spettacolo commovente, da vedere e consigliare. Una storia ambientata nel passato ma attuale ancora oggi. Un'incentivo all'amore, al coraggio e alla forza, che parla alla testa e al cuore.”

Laura Bernardini

Tevere Notizie

Informazioni e prenotazioni: 06.6788259

e-mail: teatrodueroma@virgilio.it

Biglietti:

Intero 12 €

Ridotto 10 €

[Foto di Francesco Galli]


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