GIACOMO GUIDI & MG Art ARTE CONTEMPORANEA Vicolo Sant'Onofrio, 22, 23 00165 Roma

Presenta:
PITTURA/CONCETTO/MATERIA
Domenico Bianchi, Vittorio Corsini, Nunzio, Alfredo Pirri inaugurazione lunedì 9 maggio ore 19,00 a cura di Ludovico Pratesi


La mostra, una rivisitazione dell'arte degli anni Ottanta, attraverso gli artisti Domenico Bianchi, Vittorio Corsini, Nunzio e Alfredo Pirri si propone come un'attenta riflessione sul rapporto tra dimensione concettuale e materiale, forma e contenuto, materia e progetto.
Attraverso una rilettura d'istanze poetiche che si riferiscono all'astrattismo e al minimalismo Bianchi Corsini Nunzio e Pirri sviluppano modalità differenti di relazione tra spazio pittura e materia, accompagnandoci nel loro mondo interno fatto di linea luce colore.

Scrive Ludovico Pratesi: La mostra si propone come una riflessione sul rapporto tra la dimensione fisica e concettuale dell'opera, intesa come luogo di incontro tra forma e contenuto, materia e progetto, attraverso le ricerche di quattro artisti rappresentativi, a vario titolo, dell'arte degli anni Ottanta. All'interno del clima di citazionismo che caratterizza il clima postmoderno di allora, le personalità di Domenico Bianchi, Vittorio Corsini, Nunzio e Alfredo Pirri si caratterizzano per un approccio che si distacca dal figurativo per affrontare problematiche legate alla relazione dell'opera con la materia, la linea e la luce. Non riferimenti immediati alla storia dell'arte, ma affinità concettuali con il Minimalismo, l'Arte Povera e l'Informale, per costruire una griglia semantica in grado di affrontare problematiche inerenti alla vocazione strutturale dell'opera in relazione con il territorio circostante. In un momento come quello attuale, dove l'unicità dell'opera sembra essere fortemente messa in discussione per trasformarsi in un insieme frammentato e disperso, questa mostra intende riportare l'attenzione su una generazione di artisti che credono nella capacità dell'arte di abitare lo spazio in maniera stabile e significativa.

L'opera di Domenico Bianchi si colloca in una linea di confine che unisce segno, luce e materia, secondo equilibri già presenti nelle tarsie rinascimentali, strutturate in base a logiche geometriche che apparentano i fregi bizantini agli arabeschi islamici, riletti attraverso la precisione prospettica della classicità quattrocentesca. Le grafie metalliche tracciate dall'artista su tavole in legno possiedono la grazia rarefatta dell'ornamento orientale, e danno vita a sofisticati percorsi che sottolineano la dimensione mentale del disegno astratto, esaltandone la purezza luministica e aniconica.

La campitura monocroma dell'opera di Vittorio Corsini indica la capacità del colore di relazionarsi con lo spazio, in una gamma sensibile di microscopiche relazioni tra la tela e la materia pittorica. Una vocazione che l'artista sottolinea attraverso l'inserto di una fonte di luce diretta, un neon incastonato al bordo della tela, quasi a indicarne il confine. Attraverso questo elemento l'opera acquista la capacità di impadronirsi dello spazio circostante, di imporsi allo sguardo per suggerire un'architettura della visione, animata dal cortocircuito tra la dimensione evocativa del colore e la forza espressiva della luce.

All'interno della riflessione sulla scultura condotta da Nunzio fin dai primi anni Ottanta la presenza della materia, ingentilita da un vocabolario di matrice minimalista appare fondamentale. Nella riproposizione di forme archetipali che appartengono al repertorio dell'arte primitiva l'artista ha saputo inserire con sapienza e sensibilità elementi pittorici o materici in grado di fornire aperture di senso e traiettorie di luce che arricchiscono l'opera di valenze strutturali in rapporto al circostante. Una scultura che unisce le asperità dell'informale con una vocazione poetica dell'opera, a tratti spirituale.

Per Alfredo Pirri la declinazione della ricerca sull'arte scaturisce da un dialogo serrato con lo spazio, che viene assecondato nelle sue caratteristiche fisiche per essere abitato con un portato di senso sottile e rarefatto. L'opera si connota come una presenza sensibile, per incastonarsi in maniera quasi empatica sulla parete, grazie all'emanazione di una leggera aura cromatica, unita a una scansione strutturale armoniosa e musicale. Presenza leggera ma sostanziale, che suggerisce astratti ritmi di pensiero senza però rinunciare alla dimensione formale, espressa in maniera limpida e sempre leggibile.

Dal 10 maggio al 11 giugno 2011.
apertura da martedì a sabato 11.00-13.00/16.00-20.00

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Domenico Bianchi nasce a Sgurgola in provincia di Frosinone nel 1955, si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma ed esordisce nel 1977 con una mostra personale al Fine Arts Building di New York organizzata dal gallerista Ugo Ferranti. Nel 1984 espone alle collettive Ateliers e de Umbris Idearum alla Galleria Sperone Westwater. Partecipa alla 41a, 42a e 45a Biennale di Venezia e alla Biennale di Instanbul del 1993. Ha realizzato numerose collettive e personali nei più importanti musei del mondo, tra cui il Castello di Rivoli (1989), Museo Nacional Reina Sofia di Madrid (1996), al P.S.1 MOMA di New York (1999), al MACRO di Roma (2003). Vive e lavora a Roma.

Vittorio Corsini è nato a Cecina (LI) nel 1956. Ha esposto in importanti musei nazionali, come la Galleria L'Attico di Roma, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci e al MACRO di Roma. Numerosi i progetti pubblici realizzati dall'artista, tra i più importanti quelli conseguiti a Torino (2009), all'Ospedale di Poggibonsi (2008) e a Ozieri - SS (1996).

Nunzio (Nunzio di Stefano, 1954) è uno scultore italiano formatosi all'Accademia di Belle Arti di Roma con l'artista Toti Scialoja. Espone in una serie di mostre personali alla galleria L'Attico di Fabio Sargentini dal 1984 al 1988. Nello stesso 1984 espone ad Ateliers, la mostra realizzata all'ex Pastificio Cerere curata da Achille Bonito Oliva, e due anni dopo espone alla Biennale di Venezia alla sezione "Aperto" (Premio 2000 per il miglior artista giovane). Partecipa alla XI Quadriennale di Roma, e realizza numerose personali a New York, Parigi, Basilea e Milano.

Alfredo Pirri nasce a Cosenza nel 1957 e si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1988 alla sezione Aperto, a quella del 1993 con la mostra Viaggio a Citera, e alla Biennale de l'Havane nel 2001. Ha esposto, tra le altre, al Mitchell Museum di Illinois (1993), alla galleria VOLUME! di Roma (1998), al P.S.1 MOMA di New York (1999) e alla galleria Oredaria di Roma (2004). Ha insegnato alla Bezalel Academy di Gerusalemme e all'Accademia di Belle Arti di Lione. Vive e lavora a Roma.

Ludovico PRATESI, critico d'arte e curatore, è Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, curatore scientifico di Palazzo Fabroni e Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. E' inoltre Presidente della sezione italiana dell'AICA e consigliere dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Collabora con il quotidiano "La Repubblica".

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