L’incontro su Del Re apre la rassegna Intrecci

Cantastorie e corpofonista, Enzo Del Re è stato l’interprete più autentico di una stagione di impegno civile nella quale le canzoni di lotta e di protesta animavano il sogno di una società diversa. Con uno stile e un linguaggio inconfondibili, schioccando la lingua e percuotendo sedie e valigie o qualsiasi altro oggetto che potesse ritmare la sua urgenza di vita, è stato protagonista di memorabili esperienze culturali e teatrali, da Ci ragiono e canto 2 di Dario Fo agli spettacoli con Nuova Scena e il Teatro Operaio, per poi eclissarsi nella sua Mola di Bari, mentre il movimento del '77 eleggeva a proprio inno una sua canzone, Lavorare con lentezza.
Alla vicenda umana e artistica di un autore così iconograficamente arcaico, eppure straordinariamente contemporaneo al punto da anticipare tendenze musicali come il rap o l’hip-hop, è dedicato il volume, con due cd allegati, di Timisoara Pinto, Lavorare con lentezza. Enzo Del Re, il corpofonista, che sarà presentato l’8 dicembre, al Teatro Anfitrione di Roma (via san Saba 24), in una serata-omaggio con la partecipazione, tra musiche e testimonianze, di Teresa De Sio, Luca De Nuzzo, Antonio Infantino, Giovanna Marini, David Riondino e i Têtes de bois. Presenza tutt’altro che casuale, la loro: sono alcune delle molte voci che animano il racconto corale che si sviluppa nel volume, dove il profilo del protagonista va progressivamente svelandosi nelle testimonianze di chi ha avuto modo di conoscerlo e amarlo, o che si ritrovano nel secondo cd allegato al libro, dove hanno reso un tributo alla memoria di Del Re, reinterpretando alcuni dei suoi brani, da Avola a Povera gente.
L’incontro su Del Re apre la rassegna Intrecci, dedicata agli anni ’70, periodo di grandi entusiasmi collettivi e di furiose passioni ideologiche che ritorna sempre più spesso nel dibattito culturale, mentre alcuni tra i più innovativi esponenti della scena musicale italiana, da Moni Ovadia a Vinicio Capossela, hanno reso un sentito omaggio ad alcune delle figure più rappresentative di quella stagione di fervide speranze civili e di audaci sperimentazioni artistiche. La rassegna prosegue, nel mese di dicembre, con altri due appuntamenti: il 14 dicembre, alle ore 18, dedicato all’esperienza del Circolo Gianni Bosio, con lo spettacolo Mira la Rondondella, ispirato dall’omonimo volume di Sandro Portelli, esito di una quarantennale ricerca sul campo nell’area dei Castelli Romani, e il 22 dicembre, alle ore 21, con un incontro sull’album più impegnativo dell’antesignano del folk revival italiano, L’Italia cantata dal sud, seguito da divagazioni, per voce e chitarra, dello stesso Otello Profazio con Peppe Voltarelli.
Promossa dall’associazione Megasound d’intesa con Squilibri e il Circolo Gianni Bosio, la rassegna, che si realizza con il contributo di Roma Capitale- Municipio Roma I e della Regione Lazio, proseguirà nel 2015 con altri tre incontri.


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