100 km a piedi per ripercorrere una pagina di storia dell'Unificazione d'Italia

Ripercorrere la via in cui un tempo si nascondevano i briganti, seguendo la linea di confine tra lo Stato Pontificio e quello borbonico, sulle tracce di una delle pagine dell'Unificazione d'Italia. E' una storia di 150 anni fa quella che si vive nell'intraprendere l'antico Cammino dei Briganti, uno dei percorsi inediti del nostro Paese che si sviluppa lungo 100 km tra il Lazio e l'Abruzzo. A proporlo è la Compagnia dei Cammini in un viaggio di una settimana dal 3 luglio al 9 luglio e offrendo la possibilità di percorrerlo anche in solitaria grazie alla guida "Il Cammino dei Briganti" di Luca Gianotti, Alberto Liberati e Fabiana Mapelli appena pubblicata dalle Edizioni dei Cammini.

Tra i confini del Cicolano e la Marsica, tra Lazio e Abruzzo, il Cammino dei Briganti ripercorre appunto l'antica linea di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, raccontandoci le tante storie di briganti che hanno avuto luogo proprio qui. I briganti non erano malviventi, ma coloro che difendevano queste terre dall'invasione dei Sabaudi, i nuovi padroni arrivati dal nord che avevano decuplicato le tasse e imposto la leva obbligatoria a chi non poteva sottrarsi dall'obbligo di custodire la terra.

Il percorso ripercorre, dunque, una storia di 150 anni fa, fatta anche di rapimenti, riscatti, violenza e soprusi, una storia che va conosciuta per ciò che è stato e che ha poi generato nei difficili equilibri del nostro Paese. Una storia da ripercorrere a piedi, lungo un cammino di paese in paese, ben percorribile e segnato, con posti tappa attrezzati.

Tecnicamente, il Cammino dei Briganti si compie in sette giorni ed è di media difficoltà: si sviluppa su quote medie tra gli 800 e i 1300 metri di quota, alle pendici del Monte Velino, terza cima degli Appennini. Tra boschi e montagne, si ripercorrono dunque le orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Si parte da Sante Marie, vicino a Tagliacozzo (ricordato anche nell'Inferno di Dante), per proseguire verso Valdevarri nel Lazio, dove le donne ancora lavano il bucato alla fonte e Nesce, dove passò anche San Francesco nei suoi viaggi. Paesi quasi disabitati e poco noti, dove l'incontro con gli abitanti è ancora autentico e sempre sorprendente.

Poi si rientra in Abruzzo e si giunge a Cartore, magico borgo alle pendici del Velino che fu sede dell'omonima banda di briganti, con una puntata al Lago della Duchessa (1.788 m), incastonato in una delle più belle cornici dell'Appennino a dominare la piana del Cicolano e della Marsica. Poi Santa Maria in Valle, capolavoro del Romanico, Rosciolo e Scurcola Marsicana, i borghi della Marsica più conservati nel tempo, per poi chiudere l'anello di nuovo a Sante Marie.

La guida "Il Cammino dei Briganti" è disponibile in tutte le librerie da metà maggio.


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