Quattro conferenze sui temi della mostra Eco e Narciso

Sabato 20 e domenica 21 ottobre 2018 si tiene a Palazzo Barberini e al MAXXI il convegno ARTE E PSICHE TRA TEMPORALITÀ E TRASCENDENZA a cura di Benedetta Silj, analista filosofa (SABOF) e saggista.

Il convegno, articolato in quattro sezioni, evoca e connette da un punto di vista estetico, filosofico e psicoanalitico, alcuni temi che ricorrono nella mostra Eco e Narciso aperta al pubblico fino al 28 ottobre nelle due sedi di Palazzo Barberini e del MAXXI.

A partire dal soggetto del ritratto e dell'autoritratto, declinato in forme e opere diverse dall'arte antica e da quella contemporanea nella mostra curata da Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica e Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte, vengono esplorate la questione dell'identità e del narcisismo e in particolare il rapporto creativo tra mente e paesaggio, la dimensione intergenerazionale del trauma umano, la simbologia del velo femminile, le polarità visibile-invisibile e corpo-psiche.

Le due giornate di convegno vogliono approfondire quella via della "conoscenza per immagini" che attraversa, dai graffiti preistorici all'arte contemporanea, ogni forma di espressione artistica umana. 

Le prime tre sessioni sono ospitate il 20 ottobre 2018, dalle ore 9.30 alle ore 15.00 nella Sala Marmi di Palazzo Barberini, la quarta sessione del 21 ottobre 2018, dalle 11.30 alle 13.00, nella sala Graziella Lonardi Buontempo del MAXXI.

PROGRAMMA

sabato 20 ottobre 2018, 9.30-15.00

Palazzo Barberini, Sala Marmi

SALUTI E APERTURA DEI LAVORI: Flaminia Gennari Santori, Direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica

INTRODUZIONE: Benedetta Silj, analista filosofa (SABOF) e saggista

SEZIONE N. 1: RIFLESSI, OSTENTAZIONI E TRASCENDENZE DELL'IO

"L'Io si sente a disagio, incontra limiti al proprio potere nella sua stessa casa, nella psiche". Questa notissima affermazione sui poteri dell'Io, formulata da Freud, introduce alla grande questione dell'identità, alle sue potenzialità e ai suoi limiti, alla vanità e alle traversie individuali e comunitarie. E segnala, anche, una tappa fondamentale del cammino della coscienza che porta a rischi patologici e distruttivi dell'Ego, freudianamente inteso. Dalla denuncia dell'ossessione narcisistica contemporanea (Ontani, Le ore) ai riflessi del mito (Caravaggio, Narciso), dalla rigidità delle più marcate personalità di figure del passato (Holbein, Enrico VIII) fino all'evanescenza incorporea delle soggettività post-moderne (Serra, Butor e Melville), le opere in dialogo nella mostra mettono in luce il debito della psicoanalisi in materia di descrizione dell'Io con il lavoro dell'arte di tutti i tempi.

Intervengono: Domenico Chianese, Gian Domenico Cortellesi

Sale e opere di riferimento:

Sala 1, Salone Pietro da Cortona, L. Ontani (Le ore) - Pietro da Cortona (Salone Pietro da Cortona).

Sala 2, Sala Ovale, Caravaggio (?) (Narciso) - G. Paolini (Eco nel vuoto).

Sala 4, Sala delle Cineserie, M. Schinwald (untitled extensions, # X) ) – L. Giordano (Filosofo)

Sala 5 e Sala 6, Appartamento d'estate, Bronzino (Ritratto di Stefano IV Colonna) – H. Holbein il Giovane (Ritratto di Enrico VIII) - R. Serra (Butor, Melville)

Sala 14, Sala Marmi, Yan Pei Ming (Pape, Mao) – G.L.Bernini (Ritratto di papa Urbano VIII)

SEZIONE N. 2: PAESAGGI DELLA PSICHE TRA IMMAGINI E MATERIA

Il rapporto tra psiche e paesaggio evoca risonanze suggestive, nostalgiche, struggenti, "appaesanti"-spaesanti, tra il luogo geografico e lo spazio interiore, tra autobiografia e natura, tra criteri di inclusione ed esclusione. Dal fascino di scorci remoti alla narrazione di spazi quotidiani, dal gioco delle inquadrature più classiche a quelle più impertinenti della contemporaneità, dall'immobilità delle immagini dipinte all'occupazione dello spazio di figure tridimensionali sparpagliate, le opere cui si fa riferimento in questa sezione rimandano al desiderio di connettere lo spazio e il tempo alla coscienza, sempre aperta allo stupore e alla cura del mondo.     

Intervengono: Michele Di Monte, Nicole Janigro

Sale e opere di riferimento:

Sala 3, Sala Paesaggi - Maria Lai (Bisbigli, Il viaggiatore astrale, Terra)

Sala 9, Sala delle Udienze, Kiki Smith (Large Dessert) – R. Carriera (Allegoria dei quattro elementi, Ritratto femminile) – B. Luti (Giovani donne con specchio, Teste di donna)

Sala 10, Appartamento d'inverno, P. Subleyras (Nudo femminile di schiena) – S. Arienti (SBQR, netnude, gayscape, orsiitaliani,etc…)

Sala 11, Appartamento d'inverno, M. Benefial (Ritratto della famiglia Quarantotti - La famiglia del missionario) – Y. Shonibare Mbe (The Invisible Man)

SEZIONE N. 3: TRAUMA E SUBLIMAZIONE

"La creatività sorge da un impulso riparatorio e potrebbe tentare una riorganizzazione della realtà storica anche in senso intergenerazionale, trovando forza di espressione per quanto è rimasto non detto" scrive Clara Mucci, nel suo lavoro sul trauma relazionale intitolato Trauma e perdono. La tensione empatica e soccorrevole suscitata dall'accostamento tra il ritratto di una creatura storica ferocemente abusata (la Beatrice Cenci attribuita a Guido Reni) e le sequenze fantasmatiche di un trauma relazionale indicibile (nell'opera video di Shirin Neshat) ci aiutano a mettere in collaborazione simbolica la denuncia intima e quella politica del trauma, il difficile lavoro del lutto individuale e di quello storico, e la speranza di una cura, infine, per le ferite inflitte dall'umano alla dignità del vivente.

Intervengono: Pani Galeazzi, Laura Porta, Stefania Salvadori

Sale e opere di riferimento:

Sala 7 e Sala 8, Sala del Trono e Cappella, Shirin Neshat (Illusion&Mirrors) - Guido Reni, attr. (Ritratto di Beatrice Cenci)

domenica 21 ottobre  2018, ore 11.30/13.00

MAXXI, Sala Graziella Lonardi Buontempo

SALUTI: Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI

SEZIONE N. 4: IL TRASPARIRE D'ALTRO

Cosa abbiamo più urgentemente bisogno di capire e possibilmente connettere e trasformare, oggi, rispetto al simbolo del velo? Quale sollecitudine psichica e quale delicatezza relazionale ci sussurrano, insieme e una di fronte all'altra, la Velata di Corradini e l'opera di Vanessa Beecroft?  A fronte della vastità pressoché sterminata di interpretazioni e letture, in Oriente e in Occidente, delle figure del velamento e del disvelamento, si proverà a riflettere sulla dimensione e sulla funzione odierne del trasparire: verità, segno, simbolo? E con quali implicazioni rispetto alla "questione sempre aperta dei sessi e della relazione tra sé e l'altro, che si presentano, in un diverso intreccio, a un nuovo appuntamento storico?" (R.Prezzo, Veli d'Occidente)

Intervengono: Rosella Prezzo, Laura Guido

Sale e opere di riferimento:

Sala 12 e sala 13, Appartamento d'inverno, Piero Di Cosimo (Maria Maddalena) - Raffaello Sanzio (La Fornarina), Monica Bonvicini (Bent and Fused)

Museo MAXXI, Galleria 1, A Corradini (La Velata – Vestale Tuccia) – V. Beecroft  (VB74)


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