Eugenio Barba incontra il pubblico al teatro Valle

In occasione della mostra-installazione GLI SPAZI SEGRETI DELL'ODIN TEATRET, Eugenio Barba sarà protagonista dell'incontro pubblico CAMBIARE IL SAHARA giovedì 14 febbraio (ore 12) al Teatro Valle. Un momento di conversazione con i visitatori per raccontare la relazione della storica compagnia con lo spazio: luogo d'incontro tra attore e spettatore, tempo condiviso, realtà di immaginazione e conoscenza, habitat di spettacoli, casa del teatro e memoria degli spettatori.

Punto di riferimento nella storia del teatro contemporaneo, Eugenio Barba, fondatore nel 1964 dell'Odin Teatret che quest'anno compie 55 anni di attività, ripercorrerà con il pubblico alcuni dei principi fondanti del lavoro della compagnia: "Cosa è lo spazio? Quanti spazi esistono in cui può agire un attore? Certamente tre: uno spazio interiore, invisibile ma concreto; lo specifico spazio scenico nel quale si stabilisce la relazione con lo spettatore; lo spazio pubblico". È in rapporto a questi spazi che avviene il processo creativo dell'attore: la sua capacità di trasformare processi del suo mondo interiore in segni percettibili negli spazi condivisi con altri. Noto come allievo e amico di Jerzy Grotowski, Eugenio Barba è ritenuto, insieme a Peter Brook, l'ultimo maestro occidentale vivente. Barba ha modificato il concetto di lavoro dell'attore avviato dal regista polacco, attraverso una pratica teatrale che porta l'attore a contatto con la propria ricerca interiore. Infatti durante l'incontro l'artista affronterà il tema dello spazio in relazione all'attore avvalendosi delle dimostrazioni pratiche di Julia Varley, attrice storica dell'Odin Teatret dal 1976, attiva anche nel campo della regia, dell'organizzazione e della scrittura.

Il titolo dell'incontro è tratto da una poesia di Jorge Luis Borges: «A circa trecento o quattrocento metri dalla Piramide, mi inchinai, presi un pugno di sabbia, lo lasciai cadere silenziosamente un po' più lontano e dissi a bassa voce: Sto modificando il Sahara». L'incontro si inserisce nell'ambito della mostra sui 54 anni di attività della compagnia allestita al Teatro Valle fino al 17 febbraio.

LO SPAZIO, FIUME DI TEMPI di Eugenio Barba

«Ho sempre avuto la sensazione che lo spazio teatrale sia solido. Uno spostamento di un attore ha conseguenze immediate sugli altri attori, uniti da invisibili legami di acciaio. Un passo ha come effetto una reazione equivalente da parte di tutti gli attori in scena. Ogni azione, sia pur minima, innesca una risposta percettibile. In questo mondo dinamico, lo spettatore diventa parte di un ingranaggio da orologio biologico. Qualsiasi posto all'aperto o al chiuso, scelto deliberatamente per instaurare una specifica relazione attore-spettatore, non è mai neutrale. Un teatro all'italiana, il cortile di un castello, il sagrato di una chiesa, l'aia di una masseria, l'aula magna di un'università o un refettorio di una prigione hanno un passato, anche se nostro contemporaneo. Trasudano informazioni e impongono segni materiali che possono essere accentuati o contrastati, ma non omessi. L'efficacia di uno spazio scenico risiede nella capacità di destare nello spettatore una doppia percezione: esser uno spazio riconoscibile (un palcoscenico di un teatro, una chiesa, una palestra) e, allo stesso tempo, uno spazio potenziale, pronto a spogliarsi della sua identità per essere trasformato dalle forze dello spettacolo. Lo spazio vive attraverso un processo di svuotamento. Ammette di essere quello che è, pronto però a negare se stesso. Lo spazio mi ricorda la tolda di una nave, che s'inclina e beccheggia e si raddrizza su un mare a volte agitato dal vento, a volte piatto, a volte disturbato dall'improvvisa turbolenza di correnti sottomarine: le azioni degli attori, le loro tensioni, le caratteristiche introverse o estroverse, il modo di usare la voce, bisbigliare o urlare. Lo spazio teatrale respira, ha due polmoni. Sono costituiti da un doppio centro: un centro geometrico fisso, risultato della simmetria spaziale, su cui lo spettatore, inconsapevolmente, si orienta costantemente; e un centro dinamico, determinato dall'attore che si sposta. A volte il centro geometrico e quello dinamico coincidono, in questo caso l'attore sottolinea la simmetria spaziale. Altre volte l'attore, muovendosi, crea una tensione con il centro geometrico e sposta i nuclei dinamici e d'attenzione, ribaltandoli da un lato all'altro del centro geometrico. Il respiro dello spazio è un'altalena tra centro geometrico e centro dinamico, alternanza di convergenze e divergenze, di simmetrie e asimmetrie, di relazioni armoniche e disarmoniche, di prossimità e allontanamenti tra gli attori, e tra attori e spettatori. Lo spazio ingloba attori e spettatori e, al tempo stesso, li separa. Lo voglio come un caleidoscopio: la minima tensione di un attore lo converte in nuove forme e realtà. Scansioni, intensità e flusso - molteplicità di ritmi divergenti –- sono gli strumenti tecnici con cui rovescio lo spazio, lo comprimo fino a renderlo asfissiante, lo espando o disintegro. Lo spazio è un regno magico che riempio e svuoto. Intesso azioni reali, introduco simultaneamente più situazioni indipendenti l'una dall'altra, modello ritmi e azioni vocali in una contiguità d'immagini e allusioni. Il reame resiste, recalcitra, scalcia, vuole mantenere la sua identità e le sue fattezze.  Ma a volte accetta di mutarsi in un'altra dimensione e di traghettare me e i miei spettatori verso un particolare stato: un'allucinazione da cui emerge una verità personale».

Incontro con Eugenio Barba

Dimostrazione di lavoro con Julia Varley

ODIN TEATRET A ROMA

Per festeggiare i 55 anni del teatro danese di Eugenio Barba, l'Odin Teatret sarà presente a Roma in questi spazi

•    Abraxa Teatro

www.abraxa.it

•    Biblioteche di Roma

www.bibliotechediroma.it

•    La libreria del Palazzo delle Esposizioni

www.palazzoesposizioni.it

•    Teatro Argot Studio

www.teatroargotstudio.com

•    Teatro Vascello

www.teatrovascello.it

•    l'Università la Sapienza

www.uniroma1.it

•    Università Roma Tre

www.uniroma3.it

GLI SPAZI SEGRETI DELL'ODIN TEATRET

mostra installazione in collaborazione con

Odin Teatret, Abraxa Teatro, Teatro Vascello,

Università di Roma Tre (Biblioteca delle Arti)

Teatro Valle

ingresso libero

orario:

giovedì, venerdì, sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00

domenica dalle ore 11.00 alle ore 18.00

Il Teatro Valle accoglie GLI SPAZI SEGRETI DELL'ODIN TEATRET, una mostra installazione sulla compagnia fondata da Eugenio Barba nel 1964. Installazioni, proiezioni video, film e scenografie illustrano diversi aspetti della relazione della storica compagnia con lo spazio. I visitatori saranno invitati a costruire ciascuno il proprio percorso fra installazioni video, manifesti che hanno segnato la storia della compagnia, scenografie ricostruite e film a proiezione continua per addentrarsi nel mondo dello storico gruppo teatrale, con particolare attenzione ai diversi aspetti della relazione dell'Odin Teatret con lo spazio.

Appartiene ad un evento principale:


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma