In occasione della nuova interpretazione di Belcore dell'Elisir d'Amore di Donizetti in streaming dal Regio di Torino Giovedì 22 Aprile alle ore 20.00 e in attesa del Gaudenzio rossiniano de Il Signor Bruschino al Rossini Opera Festival 2021 dal 10 al 18 agosto.

GIORGIO CAODURO
Gioacchino Rossini, the Art of Virtuoso Baritone
Pubblicazione internazionale: Glossamusic Aprile 2021

Giorgio Caoduro, baritono
Brno Janá?ek Chorus
Virtuosi Brunenses
Jacopo Brusa, direttore

Tracklist:
Torvaldo e Dorliska Oh qual voce d'intorno rimbomba
La Cenerentola Come un'ape ne' giorni d'aprile, Un segreto d'importanza
La Gazza Ladra Accusata di furto
Il Signor Bruschino Nel teatro del gran mondo
Semiramide Sì, vi sarà vendetta
L'inganno felice Una voce m'ha colpito
Guillaume Tell Sois immobile
La Cenerentola Sì, tutto cangerà, Là del ciel dell'arcano profondo
Alle voci della gloria

A 40 anni, nel pieno di una carriera iniziata molto precocemente, ben prima della fine degli studi, e che lo vede dunque già saldamente affermato nel panorama mondiale, Giorgio Caoduro presenta il suo Rossini, italianissimo, sottile nell'approccio attoriale, libero dopo lungo cammino da certi irrigidimenti novecenteschi. Un album che è la fotografia dello status quo di un'arte elegante e misurata che ricorda, col suo garbo belcantistico, la celebre sprezzatura di Baldassare Castiglione, cioè la capacità rara "che nasconda l'arte, [come se si agisse] senza fatica e quasi senza pensarvi. Da questo credo io che derivi assai la grazia: perché delle cose rare e ben fatte ognun sa la difficultà, onde in esse la facilità genera grandissima maraviglia; e per lo contrario il sforzare e, come si dice, tirar per i capegli dà somma disgrazia e fa estimar poco ogni cosa, per grande ch'ella si sia."
Una citazione questa che racchiude in sé molti dei credo di Caoduro: il superamento del virtuosismo come esibizione muscolare e quasi sportiva di forza, tipica della prima giovinezza, per piegarlo invece ad un'espressività che scenda con grazia nelle pieghe del personaggio e gli regali quella tridimensionalità che conquista il pubblico; l'esigenza, fortissima soprattutto in Rossini, di trovare una cifra stilistica asciutta perché l'umorismo rimanga tale, leggero, elegante, mai troppo marcato e proprio per questo più efficace. Infine l'appello tutto filologico di liberazione dalla dicotomia basso/baritono per sfruttare al meglio la duttilità in varie tessiture senza fossilizzarsi in categorie prefissate.
Infine un Rossini italianissimo perché ricorda Caoduro, per 70 volte Figaro, 80 Dandini "Nel mondo Rossini chiama Italianità del cast più di qualsiasi altro compositore, mentre capita di trovare un Verdi o un Puccini fatto tutto da stranieri, Rossini è spessissimo tutto italiano o comunque con notevolissima presenza italiana nel cast. Probabilmente quella leggerezza profonda che porta in sé un retaggio rinascimentale, è davvero più cifra nostra che di altri, con l'unica eccezione degli Americani che riescono, con istinto educato, ad entrarvi dentro con la necessaria levità"
Ma The Art of Virtuoso Baritone è anche uno sguardo verso il futuro nell'ottica di una gestione oculata della voce e dei propri mezzi espressivi per una carriera sempre più ricca di ruoli e sfaccettature.
Ascolto album: Spotify  https://spoti.fi/3tTil4e Apple Music https://apple.co/39oaeVr

Giorgio Caoduro:
Friulano doc, Giorgio Caoduro è uno dei baritoni italiani più interessanti e celebrati della sua generazione e sicuramente uno dei migliori belcantisti del panorama mondiale. Nonostante la giovane età, Caoduro, precocissimo in carriera, è stato ed è ospite costante di istituzioni quali Royal Opera House Covent Garden, Opéra National de Paris, La Scala, Teatro dell'Opera di Roma, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Regio Torino, Berlin Staatsoper, Deutsche Oper Berlin, Semperoper Dresden, Frankfurt Opera, Liceu Barcelona, Opéra de Lausanne, Toulouse Théâtre du Capitole, San Francisco Opera, Los Angeles Opera, Sydney Opera House; ha collaborato con direttori come Carlo Rizzi, Jesús López Cobos, Riccardo Frizza, Bruno Bartoletti, Daniel Harding, Bruno Campanella, Nicola Luisotti, Daniel Oren, James Conlon, Michel Plasson, Zubin Mehta e registi del calibro di Pier Luigi Pizzi, Jérôme Savary, Massimo Ranieri, Irina Brook, Sir Peter Hall, Toni Servillo, Luca Ronconi, Stefano Vizioli, Denis Krief, Andrei Serban, Francisco Negrin, Marco Bellocchio e Laurent Pelly.
Noto soprattutto per le sue interpretazioni di Rossini e Donizetti, è stato per ben 70 recite Figaro e per 80 volte Dandini nei migliori teatri del mondo, dalla Scala alla Fenice, ma anche al Maggio Musicale Fiorentino, Opéra National de Paris, Opéra de Lausanne, Toulouse Théâtre du Capitole, Sydney Opera House, all'Opera di Roma come a Bologna, Frankfurt, Glyndebourne, Cardiff.
Mentre con il personaggio donizettiano di Belcore ha debuttato all'età di 21 anni all'Opera di Roma, quindi lo ha portato alla San Francisco Opera, quindi in Scala, al Regio di Torino, al Teatro Colón Buenos Aires, Teatro Carlo Felice di Genova, solo per nominarne alcuni. L'amato Enrico di Lucia di Lammermoor l'ha visto invece esibirsi a Sydney, Melbourne, Barcelona e Bologna sin dall'età di 26 anni. Con il Dulcamara dell'Elisir ha invece fatto il suo doppio debutto a Los Angeles e nel ruolo sotto la bacchetta di James Conlon.
Nei ruoli mozartiani è stato particolarmente apprezzato per Le Nozze di Figaro della Berlin Staatsoper, ma anche alla Deutsche Oper Berlin, a Aix-en-Provence Festival e nel Papageno del Sanxay Festival.
Nel repertorio pucciniano vale ricordare il debutto alla Washington National Opera come Lescaut in Manon Lescaut e al Covent Garden come Ping in Turandot, Marcello in La Bohème a Los Angeles Opera, poi Berlin Staatsoper e Sydney Opera House.
Nei titoli verdiani è stato Germont (La Traviata) a the Florida Grand Opera, Ford (Falstaff) al Festival Verdi in Parma, Rodrigo (Don Carlos) a Hong Kong, Rolando (La Battaglia di Legnano) a Trieste e Hamburg, quindi Rigoletto alla Sydney Opera House, Guy de Montfort (Les Vêpres siciliennes) con Daniele Gatti all'Opera di Roma e alla Welsh National Opera, dove ha affrontato anche l'Escamillo della Carmen.
Grazie al suo precocissimo debutto a soli 19 anni, a 29, già in piena carriera, è stato parte del celebrato cast nella produzione internazionale del Rigoletto a Mantova di Andermann con Placido Domingo e Zubin Metha, e ha ricevuto l'australiano Green Room Award 2012 come miglior cantante d'opera dell'anno.

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