La performance nasce dalla volontà di solidarizzare con Ilaria Salis e di tradurre in arte un impegno sociale e politico che crei un momento di riflessione riguardo ai temi della detenzione, dell'impegno ad arginare la pericolosa ondata neonazista in Europa e nel mondo, di riflettere sulla responsabilità di ciascuno di noi e sulla misura e la proporzione della pena rispetto ad un reato, sulle condizioni di detenzione alle quali si è sottoposti/e. La storia di Ilaria è nota, ora quello che è importante è moltiplicare i momenti capaci di aumentare l'attenzione e sensibilizzare il pubblico su temi che riguardano tutti noi e che in questo momento Ilaria sta scontando per noi tutti.

La riflessione si sofferma su alcuni punti essenziali e si focalizza su alcuni aspetti che mi hanno particolarmente colpita, la vicenda in se racchiude innumerevoli questioni ed essendo tuttora  in corso si presenta ancora troppo confusa e poco chiara nello svolgimento e nella narrazione, troppi lati oscuri delineano questa vicenda, ma le cose emerse finora ci danno una visione più che sufficiente per potere affermare e ricordare alcuni principi base dei diritti universali riguardo ai temi della giustizia, della detenzione ( diritti del detenuto e tempi della detenzione preventiva), della misura delle pene.
La sala sarà chiusa ed il pubblico potrà accedervi in gruppi di massimo tre alla volta, le luci saranno tutte spente eccetto una fioca luce per potere intravedere ciò che accade.

All'interno della sala installazione audio in loop di rumore di catene, in fondo alla sala seduta su una sedia io vestita di nero in posizione dimessa con un paio di scarpe scomode di misura inferiore alla mia con tacco, (simulazione di passività e sfinimento di fronte all'isolamento e costrizione della cella), le persone dovranno una ad una avvicinarsi, io simulerò un gesto che potrebbe essere un buffetto, uno strattone o semplicemente un colpo con la mano) su un tavolo di fronte le persone dovranno decidere come rispondere al mio gesto, verranno riprodotte immagini di armi di differente specie, pistola, mitra, bomba, mina anti uomo, coltelli, etc ) le persone dovranno decidere quale arma consona a rispondere al mio gesto.
La permanenza nella sala sarà obbligatoria ed avrà la durata di 5 minuti, anche se la persona chiederà di uscire da questa esperienza.
All'esterno verrà affisso un cartello che spiega lo svolgimento della performance per potere partecipare.

Secondo step performance
Prima di uscire verrà collocato un foglio dove io scriverò un piccolo testo, che il visitatore dovrà prendere per potere scrivere quale è la sua opinione sul tema e cosa ha provato in questa breve esperienza performativa, il foglio andrà portato nel cortile del Maam dove l'installazione con il cuore raccoglierà i pensieri e le opinioni che noi chiediamo siano fatti sull'onda emotiva dell'esperienza stessa.
Temi di riflessione e spunti che mi hanno guidato nel progetto.

L'articolo 2  della carta dei diritti dell'Unione Europea:
"l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze".

Info: monika.pirone@gmail.com

ILARIA
(dalla parte giusta della storia)
Scarpe strette e cuore grande
di Monica Pirone
a cura di Irene Di Noto
Performance site specific progettata per
MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove della Città di Metropoliz
nell'ambito di "Metropoliz Casa Museo Città" di Giorgio de Finis
12 Aprile 2024 ore 16
Maam, via Prenestina 913, Roma

Dove e quando

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