GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI
10 dicembre 2025 – ore 10:30
Radio Vaticana, Sala Marconi
Roma, Piazza Pia 3
LA SALUTE DOVE NON C'È.
Il libro che racconta con i testi scritti da Chiara Nocchetti l'impegno di Apurimac ETS sulle Ande peruviane il tutto accompagnato dagli scatti fotografici di Maria Novella De Luca.
In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, mercoledì 10 dicembre dalle ore 10:30 alle 12:30 nella Sala Marconi di Radio Vaticana, in Piazza Pia 3, sarà presentato il libro "La salute dove non c'è", che racconta grazie ai testi di Chiara Nocchetti e agli scatti fotografici di Maria Novella De Luca il lavoro più che trentennale a favore della popolazione delle Ande peruviane realizzato da Apurimac ETS, l'Associazione che affianca le Missioni Agostiniane in diverse aree del mondo. Il libro è stato finanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ed è parte del Progetto "Salute e Telemedicina: consolidamento e rafforzamento dell'accesso alle cure sanitarie di base in Perù e Bolivia" (AID 012590/09/5).
La pubblicazione consente di avere sguardo intimo e diretto sulle comunità rurali e remote che abitano nella Regione di Apurimac, da qui l'origine del nome stesso dell'Associazione italiana, una delle aree più povere e isolate del Perù, con un alto tasso di analfabetismo, stili di vita non salutari e con un'economia di sussistenza. L'accesso alle cure è di fatto un diritto negato: gli alti costi sanitari sono insostenibili per la maggior parte della popolazione andina, che, in generale, si affida a cure e rimedi tradizionali, e si rivolge alle strutture sanitarie solo quando la situazione si aggrava.
Grazie alle immagini e alle parole delle autrici, che hanno accompagnato alcune campagne sanitarie itineranti di Apurimac ETS, il lettore è condotto a scoprire il cuore di un intervento che unisce tecnologia e prossimità umana. Le storie e i volti raccolti nel libro documentano l'impegno costante dell'Associazione nel contrastare la disuguaglianza sanitaria: un modello ibrido che unisce la prossimità e la tradizione grazie alle Unità Sanitarie Mobili attrezzate e alla Telemedicina si possono raggiungere i villaggi più isolati.
Un sistema che oltre alla formazione del personale sanitario locale, migliora la qualità e l'efficacia dei centri sanitari locali, permette la consulenza specialistica anche a distanza, facilita l'accesso ai servizi di assistenza alle fasce più deboli della popolazione, riducendo l'incidenza delle malattie ed il numero di decessi in tutte e sette le province della Regione.
Il libro non si limita solo a documentare le difficoltà della popolazione nell'accedere ai servizi sanitari, ma soprattutto mette in evidenza la dignità e la forza con la quale la popolazione andina affronta le sfide quotidiane. Lo stesso racconto è permeato dal concetto di "cura", intesa come il farsi prossimo, stare e restare accanto ai più fragili, come richiamato nella prefazione scritta dalla giornalista di Avvenire, Lucia Capuzzi: "Cura significa cogliere nelle fibre intime del contesto frammenti di resistenza, segni di lotta, brandelli di sogni in cui la speranza si fa motore di azione. È riconoscere nell'altro l'infinita dignità di soggetto."
Apurimac ETS
Apurimac ETS è un'Associazione di volontariato impegnata nella promozione umana e sociale, nel garantire e tutelare i diritti umani delle persone che abitano nelle periferie geografiche ed esistenziali, in Italia e in alcune aree del mondo, con programmi volti all'inclusione sociale ed educativa, secondo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile - 3, 4, 5 e 10 - di Agenda 2030.
Fondata 1992 per supportare la Missione Agostiniana nella regione peruviana di Apurimac oggi è presente a fianco della Congregazione anche in Kenya, Nigeria e Italia, dove affianca le popolazioni nell'assicurare loro un futuro sostenibile ed equo.
In concreto, Apurimac porta alcuni medici a 4.000 metri sulle Ande della Regione Apurimac affinché possano curare bambini, adulti e anziani, e forniscono supporto socio-sanitario alle donne vittime di violenza di genere e ai loro figli, e alle famiglie venezuelane migranti o rifugiate a Cusco.
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