Il primo gabbiano che imparò a volare

Aligaspù è, probabilmente, il primo spettacolo di teatro di figura interamente realizzato con la tecnica dell'origami giapponese.

Il gruppo, che negli anni ha fatto della sperimentazione dei linguaggi e della mescolanza delle tecniche del teatro di figura la propria cifra stilistica, nel 2016 inizia un percorso di ricerca sull'animazione della carta e la costruzione di figure espressive attraverso l'origami. Durante la fase iniziale incontra la filosofia del Karumi e questa scoperta darà un'impronta decisiva allo sviluppo del lavoro.

Karumi è la leggerezza. Karumi sono parole e immagini sobrie, prive di enfasi e retorica. Karumi è empatia. Karumi è osservare la bellezza, è saper cogliere la poesia nella frenetica vita quotidiana. Karumi è l'attrazione verso l'essenziale, è ascolto profondo. Karumi è respirare la realtà e farla fruire".

Questa filosofia rappresenta la radice artistica di Aligaspù, l'aspirazione, la drammaturgia, la struttura scenica, la tecnica, tutto ha come punto di riferimento il Karumi.

La storia

L'incipit nasce dal romanzo breve Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach. Ma nello spettacolo si percepisce solo una vaga ispirazione al racconto, perché del personaggio letterario sopravvive solo una sorta di respiro. Il nostro gabbiano, Aligaspù, sarà il primo della sua specie che imparerà a volare e scoprirà che il mondo è davvero molto grande e pieno di opportunità, conoscerà senza giudicare, sarà sia eroe che vittima, proverà a superare i propri limiti ma capirà anche come rispettarli, avrà paura ma la combatterà, e infine scoprirà qualcosa di nuovo: l'amore.

Uno spettacolo il nostro che poggia su una storia originale ma che non vuole fermarsi ad una semplice narrazione di eventi, suggerisce, sussurra – delicatamente – attraverso un susseguirsi continuo di immagini e di suggestioni sonore. Vuole accompagnare il pubblico senza imporsi, senza descrivere, preferisce piuttosto stimolare l'immaginazione di chi lo guarda.

L'obiettivo dell'autrice è quello di partire dalla propria esigenza narrativa, "osservare la bellezza e la poesia nella semplicità" come suggerisce il Karumi, dando sfogo all'urgenza di restituire una personale osservazione della realtà. Il risultato è una proposta libera da condizionamenti e da cliché, che si diverte a giocare continuamente fra poesia e divertimento.

La scena

Abbiamo voluto realizzare uno spettacolo che si mostri semplice anche nelle sue complessità, partendo dallo spazio scenico: che prevede un tendone modulare adattabile a qualsiasi situazione, sia all'aperto che al chiuso, e che può essere montato sia negli spazi convenzionali che in luoghi normalmente non deputati alle rappresentazioni dal vivo, con l'obiettivo concreto di superare qualsiasi barriera. Anche per l'illuminotecnica e la fonica abbiamo scelto di essere completamente autonomi dotandoci di sistemi a batteria.

Il pubblico è parte integrante dello spettacolo, l'attrice e i personaggi si muovono fra gli spettatori cercando di sviluppare un dialogo attivo, costante, fatto di azioni ed emozioni.

La materia

Il materiale principe dell'allestimento è della comune carta, la sua natura e le sue caratteristiche rappresentano un tratto artistico essenziale del nostro spettacolo, vogliamo inoltre favorire una politica di consumo sostenibile e dare risalto alle sue grandi potenzialità di riciclo. La carta quindi non solo come mezzo materiale ma anche ideale, conla quale abbiamo creato più di cento origami che trovano la loro forma definitiva diventando sagome per ombre, marionette a filo, burattini, pupazzi e strutture progettate per l'animazione delle diverse situazioni sceniche di un allestimento dalla vocazione fortemente multidisciplinare.

PER BAMBINI DAI 5 AI 10 ANNI.


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