Speech: discorso, orazione, sermone, monologo, soliloquio, racconto.

Questo progetto nasce dalla considerazione che la musica jazz, e quello che rappresenta, ha attraversato il mondo intero influenzando la modalità narrativa di grandi scrittori e poeti creando un legame più profondo di quanto si possa pensare, tra musica e letteratura. Molti esempi interessanti si trovano in tutta la letteratura americana, dagli anni '30 durante il “Rinascimento di Harlem”, agli anni '50 con la “beat generation” , sino a toccare uno dei suoi punti di espressione più alti con la scrittrice premio nobel Toni Morrison ed il suo capolavoro, “Jazz” (1992), una storia vera narrata in “stile jazz”, basata su un tema centrale, seguito dai vari “a solo”.

Uno stile “jazz”, intrapreso e teorizzato dal grande scrittore americano Jack Kerouac; il suo stile volutamente rapsodico rappresenta un tentativo di rendere sulla pagina scritta l'espressività e l'emotività diretta della musica jazz. Nel suo decalogo della "prosa spontanea", egli scrive: "Poiché il tempo è l'essenza della purezza del discorso, il linguaggio è un indisturbato flusso della mente di segrete idee-parole personali, un esprimere (come fanno i musicisti di jazz) il soggetto dell'immagine". E aggiunge: "(...) Non fate periodi che separino frasi-strutture già confuse arbitrariamente da falsi punti e virgola e da timide virgole per lo più inutili, ma servitevi di un energico spacco che separi il respiro retorico (come il musicista di jazz prende fiato tra le varie frasi suonate)".


Anche un'altro scrittore della “beat generation”, Gregory Corso, rapporta il suo stile poetico a quello del primo jazz moderno: "Quando Bird Parker o Miles Davis suonano un brano di musica comune, sconfinano in altri piccoli suoni personali e non comuni - be,' questo è ciò che avviene con la mia poesia - X Y e Z, chiamatelo automatico - io lo chiamo flusso comune (perché alla partenza le parole sono comuni) che viene intenzionalmente distratto e deviato verso il mio suono personale. Naturalmente molti diranno che una poesia scritta in questo modo è grezza, ecc... - e questo è proprio ciò che voglio essa sia - perché l'ho fatta veramente mia - il che è inevitabilmente qualcosa di nuovo - come tutto il buon jazz spontaneo, la novità è accettabile e attesa - dalla gente scaltra che sta a sentire".

In Italia lo scrittore più vicino a questo “mood” è Cesare Pavese. Nella raccolta di liriche “Blues della grande città” (1929 ) e in “A solo di saxofono” descrive la natura del suo rapporto col jazz: "Tutta l'anima mia/rabbrividisce e trema e s'abbandona/al saxofono rauco. È una donna in balia di un amante, una foglia/dentro il vento, un miracolo, una musica anch'essa". Oppure, più recentemente, Fernanda Pivano che descrive il suo metodo compositivo in questo modo: " l'intensità del tema centrale sarà solo sottolineata proprio dalle distrazioni, dalle sospensioni, dagli indugi creati dai temi laterali".

Ma la “letteratura jazz” non conosce confini, attraversa l'Europa e arriva in Asia, in Giappone: “Tutto quello che so sulla scrittura”, dice il contemporaneo romanziere Haruki Murakami in un'intervista di pochi anni fa al New York Times, “l'ho imparato dalla musica jazz: Charlie Parker, Scott Fitzgerald, Miles Davis sono stati un modello letterario. Se non fosse stato per loro, non sarei mai diventato un romanziere.”.

Esiste, dunque, una scrittura jazz che si traduce in un uso del linguaggio prossimo alla espressione spontanea, che vive di improvvisazioni, che respira la libertà creativa e non da meno una scrittura sul jazz, quella biografica e saggistica, molto ricca di esempi di alto livello letterario che affonda le sue radici nella comunità la quale si raccoglie per ascoltare le storie dei propri inesauribili storyteller.

“Questo l'ho suonato domani”, dice Parker dopo un assolo nel bel racconto “Il Persecutore” (1959), che segna una svolta nella produzione dello scrittore argentino naturalizzato francese, Julio Cortàzar, un omaggio lirico al mondo del jazz, pagine scritte “in presenza” e “in tempo reale”, come un unico assolo struggente. Perché il jazz è, in realtà, come la poesia: tutto accade nel presente.

Testi teatrali, letteratura, poesia, readings, liriche, si confronteranno in un continuum con la musica di grandi musicisti jazz, in questa 37ma edizione del Roma Jazz Festival dal titolo “Speech”.

PROGRAMMA

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Sinopoli

20 ottobre 2013, ore 21

JOSHUA REDMAN QUARTET

Joshua Redman, sassofono; Aaron Goldberg, pianoforte; Reuben Rogers, contrabbasso; Gregory

Hutchinson, batteria.

Letture dal libro "Dieci dicembre" di George Saunders

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Petrassi

21 ottobre 2013, ore 21

FUTBOL

Un racconto di Osvaldo Soriano

Javier Girotto, sassofoni; Peppe Servillo, voce: Natalio mangalavite, piano.

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Petrassi

22 ottobre 2013, ore 21

VIJAY IYER TRIO

Vijay Iyer,piano; Stephan Crump, contrabbasso; Marcus Gilmore, batteria.

Letture dal libro "Ritratti in jazz" di Haruki Muratami


AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Sinopoli

24 ottobre 2013, ore 21

MULATU ASTATKE “SKETCHES OF ETHIOPIA”

Mulatu Astatke vibrafono,Wurlitzer, Percussioni; Byron Wallen tromba; James Arben sax; Danny

Keane cello; Alexander Hawkins piano, tastiere; Neil Charles contrabbasso; Tom Skinner batteria;

Richard Olatunde Baker percussioni.

LANIFICIO 159 – ROMA

25 ottobre 2013, ore 22

ANTHONY JOSEPH – THE SPASM BAND

Anthony Joseph, voce; Andrew John, basso; Christian Arcucci, chitarra; Colin Webster, sassofono;

Marijus Aleksa, batteria; Will Fry, percussioni.

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Petrassi

26 ottobre 2013, ore 21

ROY PACI CORLEONE/ CARLO LUCARELLI

“LE COSE NON SONO MAI COME SEMBRANO”

Roy Paci, tromba; Andrea Vadrucci, batteria; Guglielmo Pagnozzi, sax contralto

Angelo Capelli, chitarre; John Lui, programming, chitarra; Marco Motta, sax baritono;

Voce recitante Carlo Lucarelli

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Petrassi

27 ottobre 2013, ore 21

AVISHAI COHEN STRINGS PROJECT

Avishai Cohen, basso & voce; Nitai Hershkovits, pianoforte; Ofri Nehemya, batteria; Cordelia

Hagmann, violino; Amit Landau, viola; Noam Haimovitz Weinschel, Viola; Yael Shapira, violoncello;

Yoram Lakis, oboe.

Letture di Paolo Calabresi dal libro "Il gioco preferito" di Leonard Cohen

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Petrassi

28 ottobre 2013, ore 21

AMIRI BARAKA WORD MUSIC

René Mc Lean, saxofono contralto; D.D. Jackson, pianoforte; William Parker,

contrabbasso; Pheeroan akLaff, batteria.

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Petrassi

29 ottobre 2013, ore 21

ANTONELLO SALIS/PAOLO ANGELI/GAVINO MURGIA

“ FANTASTICHE FRATTAGLIE :cibi favolosi per tempi grami”

Gavino Murgia sax soprano, flauti, samplers; Antonello Salis pianoforte, fisarmonica; Paolo Angeli

chitarra sarda preparata;testi e voce recitante Marcello Fois

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Petrassi

30 ottobre 2013, ore 21

CHISCIOTTISSIMI

di ERRI DE LUCA

Erri De Luca, voce recitante; Gabriele Mirabassi, clarinetto; Gianmaria Testa, chitarra

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Sinopoli

31 ottobre 2013, ore 21

FABRIZIO BOSSO QUARTETTO

CHET BAKER - COME SE AVESSI LE ALI

Fabrizio Bosso, tromba; Julian Mazzariello, pianoforte;batteria; Massimo Popolizio voce recitante.

LANIFICIO 159 – ROMA

1 Novembre 2013, ore 22

NAPOLEON MADDOX - ISWHAT?!

Napoleon Maddox, voce, beatbox; Erik Sevret, sax tenore, EFX; Angus Thomas, contrabbasso;

Hamid Drake, batteria.

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

Sala Sinopoli

2 Novembre 2013, ore 21

MINGUS DYNASTY

Craig Handy, sax; Brandon Wright, sax; Philip Harper, tromba; Robin Eubanks, trombone; Boris

Kozlov, contrabbasso; Jim Ridl, piano; Donald Edwards, batteria; voce recitante, Francesco

Pannofino

Dove e quando

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