Il suono cosmopolita di Valerio Corzani & Stefano Saletti tra Mediterraneo, World e reggae music

Caracas è il risultato di una fertile partnership tra Valerio Corzani (Mau Mau, Mazapegul, gli Ex, Interiors) e Stefano Saletti (Novalia, Piccola Banda Ikona, Café Loti, Sete Sois Orchestra). I due hanno composto, arrangiato, suonato e prodotto l'album omonimo (uscito per Materiali Sonori). Il filo rosso musicale dell'intero progetto è la sottolineatura – negli arrangiamenti e negli incastri ritmici - del "levare". Una sorta di benefico galleggiante sonoro che ha permesso di intraprendere un mirabolante viaggio strumentale (ma ci sono anche parti corali e alcuni inserti "spoken word") alla ricerca di una sorta di cosmopolitismo degli strumenti e delle musiche.

Tappa di partenza il Mediterraneo (con alcuni strumenti simbolo di questo fertile bacino – oud, bouzouki, marranzano, darbouka, tamorra - che caratterizzano molti brani) e poi circumnavigazione del globo terracqueo con la prua puntata sul meticciato sonoro e sulle alchimie ritmiche.

Il reggae, dunque la Giamaica, è un'altra delle mete dei Caracas che sono riusciti però nell'impresa di evitare tutti i cliché del genere forgiato nell'isola caraibica, utilizzando gli stilemi di quella musica per incrociare soluzioni nuove, aggiungere buone dosi di elettronica e scomodare anche molti altri bacini etnici (dal deserto Tuareg alla Turchia sufi, dalle Hawaii al Sudamerica, da certo soul-jazz statunitense agli ibridi dub della britannica Onusound…).

Un progetto world-reggae dunque, dai contorni e dal profilo molto particolari che dal vivo si concretizza in uno spettacolo davvero ammaliante.

Tutti brani originali, una formazione a cinque che comprende Erica Scherl al violino, Eugenio Saletti alla chitarra e voce e Filippo Schininà alla batteria che allarga ulteriormente il range timbrico della proposta e l'attitudine votata a far ballonzolare chiunque. Ospiti speciali della serata il virtuoso trombettista Sergio Vitale, Nando Citarella al canto e marranzano, presenti anche nel disco, e Roberto Saletti che attraverso i suoi video "colora" il suono cosmopolita del gruppo.

Per la regia di Fabio "Fiandrix " Fiandrini è stato realizzato il video di "El Presidente", brano di punta del fortunato lavoro discografico che ha ottenuto un'accoglienza entusiastica dalla critica.

Il link

VALERIO CORZANI: basso, electronics e looping, voce parlata

STEFANO SALETTI: chitarra, oud, bouzouki, cavaquinho, cori, melodica, electronics e looping

con

ERICA SCHERL: violino, tastiera

EUGENIO SALETTI: chitarra, voce

FILIPPO SCHININA': batteria

Special guest:

SERGIO VITALE: tromba

NANDO CITARELLA: voce, marranzano, tammorra

ROBERTO SALETTI: video art

Hanno detto di CARACAS:

"I Caracas mescolano sentimenti, amalgamano alchimie, attraversano pezzi di pianeta usando il pentagramma come un piccolo aereo privato…due gauchos che a dispetto delle mode hanno realizzato un'opera bella e solare, che sa di mare e di rum"

Daniela Amenta "L'Unità"

"Uno stile libero e caldo, privo di dogmatismi o intellettualismi; ascoltandolo, Marc Ribot o Ry Cooder sorriderebbero di sicuro compiaciuti"

Federico Guglielmi "Blow Up"

"Un vero e proprio capolavoro di mimetismo…un album che unisce brillantentemente gobilità e rigore, anima e corpo"

Antonello Cresti "Rockerilla"

"Si muove su sottili linee di confine tra Tropici e dub cosmpolita; lavora con delicatezza su armonici, sensazioni spaziali e atmosfere evocative"

Paolo Ferrari "Rumore"

"Caracas è una specie di divertissement-omaggio al ritmo in levare, declinato e ripensato in scenari sonori e geografici sempre diversi: torrido world-dub, mediterraneo-dub, desert-dub, reggae con bouzouki, oud e marranzano, con qualche rinfrescante spruzzo di elettronica"

Jacopo Tomatis "Il Giornale della Musica"

"Caracas riesce sempre a sorprendere sviando vacuità world ed esercizi di stile, esibendo architetture iterative e avvolgenti, mutevoli e ondivaghe, danzanti e accarezzanti"

Ciro De Rosa "Blogfoolk"

"Caracas ha il merito di ricomporre in un delizioso intreccio l'annoso caveat tra avanguardia e tradizione"

Grazia Rita di Florio "Il Manifesto"

"Un viaggio attraverso il Mediterraneo compiuto da due fantastici collaboratori che spingono la loro barca verso altre rotte più lontane…due artisti estremamente creativi ed in continua evoluzione"

Tonino Merolli "Raropiù

"I confini Caracas fa di tutto per saltarli a piè pari, con l'aiuto di un collante miracoloso, la battuta in levare, gli echi del dub. E se a volte la bussola punta ai Caraibi, state pur certi che nel pezzo successivo vi sembrerà di essere dalle parti di Catania, o in Giamaica, o in medioriente"

Guido Festinese "DiscoClub"


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