Rarità e capolavori della Vienna dell'800

"Raffinatezza" e "preziosità" contraddistinguono il programma del penultimo appuntamento di quest'anno, composto dal piccolo e raramente eseguito Trio Sonata di Schubert D.28, che, nonostante sia un'opera giovanile, esprime tutta la raffinatezza, la profondità e la malinconia del genio viennese. F. Schubert ebbe vita breve e fu destinato a scomparire solo un anno dopo colui che fu il suo maggiore riferimento artistico: L. van Beethoven, del quale ascolteremo nella stesso concerto il noto trio Op.11, qui nella meno usuale versione con il violino al posto del clarinetto. Si tratta di un'opera di grande freschezza (entusiasmante il tema e variazioni finale) e inoltre dotata, nel movimento centrale, di grande profondità Per chiudere il programma, uno dei capolavori della letteratura cameristica, il trio op.8 di J. Brahms, in quattro movimenti, presentato qui nella seconda versione, rielaborata da Brahms verso la fine della sua carriera compositiva, nonostante il numero d'opera possa far pensare ad un'opera giovanile.

Ancora un volta un concerto da non perdere..

Francesco Peverini, violino

Paolo Andriotti, violoncello

Monaldo Braconi, pianoforte


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