Una manifestazione progettata sull'idea dell'incontro e della condivisione

In un periodo come quello che stiamo attraversando, in cui spesso si induce paura e diffidenza nei confronti dell'altro e si esprimono indifferenza e rifiuto soprattutto verso i più deboli, ci sembra importante affermare i principi diametralmente opposti dell'accoglienza e dell'ascolto attraverso una manifestazione progettata sull'idea dell'incontro e della condivisione. In questo spirito, l'IPRS ha presentato un ciclo di concerti e workshop, dal 19 settembre al 20 ottobre, per incontrare la musica concepita sotto tutti i cieli – da epoche antiche fino a oggi – nelle diverse latitudini e con diverse ispirazioni, per proporre un ascolto interculturale e interreligioso, che attraverso la musica raggiunga il senso del sacro, contribuendo a creare una società più coesa e solidale.   

La manifestazione ha preso le mosse nel 1988 e, dopo la lunga interruzione successiva alla scomparsa del fondatore Sandro Gindro, ha avuto una ripresa lo scorso anno ottenendo un lusinghiero successo di pubblico, che ha spinto gli organizzatori a riproporne la struttura e i valori.

La proposta quest'anno si inserisce all'interno di "BRIDGE, buone pratiche di dialogo interreligioso in Europa", progetto promosso dal Ministero dell'Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione e finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020, che si propone di creare occasioni di incontro e reciproca conoscenza, riconoscendo il valore aggregativo, identificativo e culturale svolto dalle diverse fedi presenti sul territorio italiano.

Programma:

Tradizione zen Takkesa Ge – il Canto dell'apertura del Kesa, veste cerimoniale dei  

monaci (voce, strumenti)

Maka Hannya Haramita Shingyo – il Sutra del Cuore della Grande Perfetta Sapienza (voce, strumenti)

Poco conosciuto al grande pubblico è l'aspetto cerimoniale e liturgico della Via spirituale del Buddismo zen che si esprime in atti rituali di profondo significato e in canti accompagnati da vari strumenti. Questi canti includono Darani (formule sacre di valore simbolico simile a quello dei Mantra) e Sutra (i testi sacri della tradizione), che ascolteremo questa sera.

Sandro Gindro Amen (coro, ensemble musicale)

Il brano politonale è del 1988 ed è stato eseguito a conclusione della prima edizione degli Incontri di Musica Sacra Contemporanea nella versione originale per coro e orchestra sinfonica. In questo concerto viene presentata una versione per coro e piccolo ensemble. Si compone di due parti: un'introduzione strumentale la cui funzione è meditativa ed invita ognuno ad elevare la propria preghiera verso il Divino; e l'Amen cantato che ha il valore di un auspicio ma è anche una risposta di fede alla volontà di Dio.

Leonard Bernstein Adonai (da Chichester Psalms) (soprano, coro, pianoforte)

Bernstein, compose il brano nel 1965, secondo le richieste pervenute dalla Cattedrale di Chichester, strumentandolo per soli, coro, archi, tre trombe, tre tromboni, due arpe e percussioni. Esiste anche una versione ridotta, dello stesso compositore, che viene presentata questa sera con la parte di soprano, nell'intenzione originale pensata per voce di bambino solista. Il messaggio dei Chichester Psalms vede prevalere una disposizione d'animo pervasa di gioia. Adonai è il passaggio brillante del Salmo 100, venato di suggestioni jazzistiche, con la sezione centrale della proclamazione che sfocia in una vera e propria danza "americana", per poi chiudersi in un passaggio più meditativo.

Marco Valabrega Mishnigun (voce, ensemble musicale)

Mishnigun è una composizione che accomuna le tre religioni: ebraica, cristiana ed islamica; il termine ebraico nigun suggerisce l'idea della melodia religiosa ed il termine mish allude proprio alla mescolanza. Il brano presenta un'introduzione minimalista ed un corpo dal ritmo balcanico; il canto melismatico ricorda una preghiera senza parole.

Feng Yi  Aimer, c'est tout donner (coro)

Il brano composto da Feng Yi nel 1992, si ispira ad una preghiera/poesia di Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (detta Teresa di Lisieux) al secolo Thérèse Françoise Marie Martin, religiosa scalza del Carmelo di Lisieux, beatificata nel 1923 e proclamata santa da papa Pio XI il 17 maggio 1925. A sua volta il componimento della Santa carmelitana fa riferimento alla prima lettera di San Paolo ai cristiani di Corinto (1Cor 13, 1-13). La scrittura originale è per coro a cappella; in questa occasione viene proposta una versione per voce solista e quartetto d'archi. Il brano è prettamente tonale; la melodia è poetica e toccante e riferisce sia della bella poesia di Teresa sia della sua vicenda spirituale, profondamente umana.

Daisaku Ikeda Morikasagi Kaigan (Soka Millennium Ensemble)

Daisaku Ikeda Ningen Kakumei (Soka Millennium Ensemble)

L'insegnamento di Nichiren Daishonin affonda le radici nel Sutra del Loto di Shakyamuni e afferma che ogni esistenza è dotata del supremo valore della Buddità. Chiunque si risvegli a questa verità trasforma il proprio cuore portando benessere a sé, alla propria famiglia, alla comunità e al paese in cui vive. Il Soka Millenium Ensemble traduce questo cambiamento in Musica dell'Umanesimo Buddista, una libera rilettura di melodie tradizionalmente care alle comunità della Soka Gakkai di tutto il mondo.

Madya Diebate Kila Nimmah (voce, kora, quartetto d'archi)

La kora è uno strumento che nasce dalla terra – la cassa armonica è una zucca e le corde "erano" di budello – e si innalza verso il cielo. Il suono che se ne trae è uno dei miracoli più intimi e stupefacenti dell'arte musicale africana, generalmente più conosciuta per i suoi tamburi. Madya ha pubblicato alcuni CD che comprendono musiche e canzoni tradizionali cantate e personalizzate in lingua mandè; i testi raccontano brevi leggende e storie religiose che i Griot (cantastorie) tramandano attraverso il canto e lo strumento. …

Arto Tuncboyaciyan Yenilige Dogru (voce, ensemble musicale) su testo di Rumi Mevlana

Il compositore è un polistrumentista folk e jazz d'avanguardia di origini armeno-turche che vive negli Stati Uniti. Il testo di Rumi Mevlana parla del problema di sempre: abbandonare le proprie case per emigrare. In particolare, il riferimento è all'esodo delle popolazioni armene all'inizio del XX secolo.

"Che bella giornata per emigrare/ È bello fluire senza offuscare o congelare/ È bello essere in un posto ogni giorno/ È bello fluire senza offuscare o congelare/ È andato con ieri, tesoro/ Ora dobbiamo dire cose nuove/ Finché ci sono promesse di ieri/ Ora dobbiamo dire cose nuove"

Sufi Tunisia (rielaborazione Ziad Trabelsi) Ala bni Maryam (voce, oud, ensemble musicale)

In un'epoca in cui si negozia per il dialogo nella diversità, costruendo ponti e rimanendo spesso impreparati alla presunta novità delle migrazioni, dimentichiamo che tutto questo esisteva già da tempo. Il mondo è questo sin da quando è stato creato. I canali di mediazione non si distinguono solo per i dibattiti, le poltrone politiche e le leggi: esiste un canale che da sempre ha messo in comunicazione i popoli: la musica. Questo brano islamico canta la Gloria di Gesù: "La pace di Dio sia sul Figlio di Maria, Gesù anima di Dio".

Ramya Devi Stuti Rakshaka (Kalyani ghirvani), danza Kuchipudi, liriche di

Sharada Devi; T?la: Adi (chaturastra triputa) coreografia di Vyjayanthi

Kashi

La danza, la musica e il canto sono le forme espressive considerate nella cultura indiana raffinati linguaggi spirituali. La danzatrice esprime la perfetta armonia della gestualità delle mani (mudra) e del viso con gli intricati ritmi eseguiti dai piedi: si rivela, in questo simbolismo, il rapporto sottile tra gli esseri umani e le forze che li circondano, tra microcosmo e macrocosmo. La danza è essenzialmente dialogo con il Divino, preghiera devozionale.

Federico Bonetti Amendola La rosa è senza perché (per soprano, ensemble musicale) prima 

esecuzione assoluta

"Molto Illustre e Amatissimo Signor Padre (...), per maggiormente regalarLa, gli mando una rosa (…), figliuola Affezionatissima Suor Maria Celeste." Sono alcune parole tratte da una lettera a Galileo Galilei dell'amata figlia e vengono recitate come introduzione del brano rappresentandone pienamente l'ispirazione: il contrasto tra la dolcezza e la bellezza di un gesto d'amore inscindibile dal dolore e dalla sofferenza, nel periodo del processo e della condanna del padre. Il titolo del pezzo è del mistico secentesco tedesco Angelus Silesius, e fa parte del testo cantato "La rosa è senza perchè/ fiorisce perchè fiorisce/ a sè stessa non bada/che tu la guardi non chiede". Questa composizione ha avuto una prima versione nel giugno 2004, per soprano, mezzosoprano, tenore, basso e orchestra ed è stata eseguita a Firenze dall'orchestra della Scuola di Musica di Fiesole diretta da Stephen Higgins. La versione 2019 è stata integralmente riscritta e concepita per soprano e piccola orchestra; viene eseguita in pubblico per la prima volta.

Stefano Mainetti Multiversus Namaz (voce, sax soprano, violoncello, oud, kora, pianoforte ensemble di archi e fiati)

Il titolo racchiude il significato di questa suite: Multiversus, sia come unione di tutti gli universi, sia come multi-versus, vale a dire più linguaggi. Namaz significa preghiera in turco, e il turco è una delle lingue presenti nella suite, oltre al latino e all'italiano, nonché lingua madre della cantante Yasemin Sannino.  A lei ed alla sua splendida voce è dedicato questo brano; un segno di riconoscenza nei confronti di chi, in tanti anni di collaborazione, ha esaltato le mie composizioni, nobilitandole con la profondità della sua voce è della sua anima. La suite è la sintesi di un percorso artistico e spirituale che mi ha portato negli anni a collaborare con musicisti di tutto il mondo, artisti di credo differente, uniti dalla passione per la musica, nell'ottica di un dialogo trasversale, multiculturale e multietnico.

Sandro Gindro Preghiera a Messer Buon Dio (per voci, soprano, ensemble musicale) 

arrangiamento e orchestrazione di Paolo Lepore

È una melodia guidata dalla voce su di un tema a carattere popolare, composto da Gindro per la musica di scena de Il Monaco e il Pagliaccio. Ha ritmo ternario e il carattere di una cantata dedicata all'essere umano che si rivolge a Dio e, come nell'amen, si affida alla Sua volontà. L'arrangiamento è per voci, soli, coro misto ed ensemble strumentale.

Interpreti:

Rev. Guglielmo Doryu Cappelli       voce

Annamaria Gyoetsu Epifanìa voce

Yasemin Sannino             voce

Alessandro Lanzi tenore

Antonio Tanqi Wang tenore

Marta Vulpi           soprano

Chang Yang soprano

Zhihao Ying basso

Lei Zhang mezzosoprano

Atmananda danza

House Company Quintet quintetto di fiati

Coro VocIncanto diretto da Roberto Murra

Gianni Savelli           sassofono

Shalom Budeer violino I

Mariana Dudic violino II

Marco Valabrega viola

Luca Pincini           violoncello solista

Matteo Scarpelli violoncello

Bruno Zoia contrabbasso

Ziad Trabelsi                       oud, voce

Madya Diebate                         kora, voce

Marilena Bisceglia taiko

Maurizio Casté shamisen

Mohssen Kassirosafar             percussioni

Roberto Murra                           pianoforte

Paolo Lepore direttore


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