Due promesse del concertismo italiano al femminile eseguono musiche di Mozart, Grieg e Stravinsky

Mercoledì 15 marzo alle 18.00 all'Auditorium "Ennio Morricone" dell'Università di Roma "Tor Vergata" (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) nell'ambito della stagione di concerti organizzata dall'Associazione Roma Sinfonietta, debutta a Roma Caterina Demetz, astro nascente del violinismo italiano, in duo con la pianista Federica Bortoluzzi, un'altra grande promessa.

Dopo essersi diplomata in conservatorio col massimo dei voti, lode e menzione speciale, Cristina Demetz si è perfezionata con Salvatore Accardo presso l'Accademia Stauffer di Cremona e la Chigiana di Siena. Oltre che in violino si è diplomata in pianoforte e in composizione. Ha suonato in prestigiose sale e con importanti orchestre italiane e inoltre in vari paesi europei, negli USA e in Giappone. Federica Bortoluzzi ha debuttato in pubblico a soli nove anni, suonando come solista con l'orchestra. Da allora ha tenuto concerti in Italia e all'estero (Grecia, Portogallo, Austria, Svizzera, Turchia, Canada). Demetz e Bortoluzzi hanno già inciso insieme alcuni cd, tra cui uno dedicato a Sonate di Mozart.

Proprio a Wolfgang Amadeus Mozart è dedicata tutta la prima parte del loro concerto romano, con la Sonata in la maggiore K 305 e la Sonata in sol maggiore K 379. La seconda parte del recital si apre con una delle più belle composizioni per violino e pianoforte del secondo Ottocento, la Sonata n. 3 in do minore op. 45 di Edvard Grieg, la più celebre delle tre scritte dal compositore norvegese per questi due strumenti e uno dei suoi capolavori in assoluto. In conclusione il Divertimento da "Le baiser de la Fée" di Igor Stravinsky, che appartiene al suo periodo neoclassico ed è ricavato dalla musica di un suo balletto del 1928, ispirato ad una famosa fiaba di Hans Christian Andersen, La fanciulla dei ghiacci.

Alle 17.00, prima del concerto, si svolgerà la presentazione del libro Sofia e dintorni. Divertimento per solo e orchestra d'arte di Aldo Fabbrini.

Docente all'Università dell'Aquila e poi alla Sapienza di Roma per oltre trent'anni, Fabbrini è uno dei più importanti clinici italiani nel campo dell'endocrinologia ed è autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche. Ora, giunto al termine della sua attività, si concede una pausa di meditazione e s'interroga sull'ambiente culturale in cui è vissuto, sulle scelte fatte, sulle passate esperienze umane e professionali. Nella rilettura di un noto best seller, uscito qualche anno prima, trova lo stimolo ad approfondire tanti aspetti della realtà e del pensiero sperimentati nel suo passato. Inizia così un percorso nel quale vengono analizzate pulsioni culturali, come il dualismo arte/scienza, che condizionano le percezioni non solo razionali, ma anche affettive. Il cammino procede e si compie assieme al suo mentore, ossia l'autore di quel libro pieno di significati imprevedibili che ha risvegliato sopite curiosità.

Intervengono la Prof.ssa Donatella Caramia, professore associato in Neurologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e docente di Psicologia della Musica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma "Tor Vergata", e il Prof. Rino Caputo, docente di Letteratura italiana all'Università di Roma "Tor Vergata".


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