Fateje largo che arrivano loro

Du’ etti de sonetti nasce un paio di anni fa da una bancarella al mercato di Santa Marinella, dove c’era un volumetto con alcuni sonetti del Belli che mi ha incuriosito.

L’ho comprato e non ho più smesso di leggere e scrivere sonetti romaneschi dice Filippo Santi, autore.

“Belli, Trilussa ma anche Bartolomeo Rossetti, quello di Er Vangelo seconnonoantri, o Nonna Minestra di Aldo Fabrizi, quello che sento più vicino a me come temi trattati, e girovita. In nessun modo voglio paragonarmi a loro, nemmeno per scherzo, ma leggendoli ho scoperto, o forse riscoperto, le grandi potenzialità comunicative del dialetto romanesco, la schiettezza, la sincerità, la franchezza sfacciata, l’andare dritti al punto senza giri di parole, una libertà d’espressione che la lingua italiana ha un po’ congelato nel tempo”.

Lo spettacolo Du’ etti de sonetti (and OneMeatball) si focalizza solo sui sonetti a tema “cibo”, ma in realtà i Du’ etti de sonetti parlano di tutto e di tutti, di cibo certo, ma anche di immigrazione, guerre, amore, morte, amici, vita di paese e pensieri sparsi. Sono una specie di diario segreto che un giorno Alessandro Sciortino ha deciso di rendere pubblico, al Festival della Letteratura di Città della Pieve.

E così è nato lo spettacolo Du’ etti de sonetti (and OneMeatball), che ha da subito coinvolto:Ales sandro Sciortino, che suona e canta, Marco Carnevale, unico lettore possibile di questi sonetti, Riccardo Cimino, unico compositore possibile per musicare questi sonetti, e Marco Re, unico sovrano ammesso in questa meravigliosa democrazia che sono i Coffee Killers, dove nessuno conta più degli altri, nessuno è più importante degli altri, nessuno è qualcosa senza gli altri, nessuno ha dà rompe…..…. (come direbbero i romaneschi)

Amici prima di tutto, compagni di viaggio poi.

Lo spettacolo porta in scena la romanità e la internazionalizza accostandola a musiche americane, lontane nel tempo e nello spazio, e musiche italiane, più vicine sia nel tempo che nello spazio, tutte in qualche modo a tema cibo, dando vita a un vagabondaggio in versi ghiotti fra Trastevere e il Texas, un viaggio che parte da un’osteria, gira per il mondo, per poi tornare immancabilmente all’osteria.

Perché i romani sono così, bello ermonno, bello tutto, ma Roma è Roma.

E per un pomeriggio tra arte cibo e musica i Coffee Killers approdano alla Gnam per passare con noi un pomeriggio goloso.

L’1 febbraio 2015 in Galleria Nazionale d’Arte Moderna – Salone del Mito – Viale delle Belle Arti 131 Roma –alle ore 17,00

Ingresso libero

“Fateje largo che arrivano loro”, direbbero a Roma.

E proprio da Roma arrivano i Coffe Killers, letteralmente gli Ammazzacaffè, con lo spettacolo “Du’ etti de sonetti (and onemeatball)”, una passeggiata in versi ghiotti tra i vicoli di Trastevere e le grandi strade del Texas, un’ora e poco più per immergersi nell’atmosfera di quella Roma mangereccia e godereccia, quella Roma cinica e sarcastica, la Roma pungente e golosa che o magna o parla de magnà ,e che per una sera incontra la grande musica italiana e americana che parla di cibo anche lei. Un incontro sorprendente da cui nasce uno spettacolo sorprendente, e che per un po’ vi farà vivere l’esperienza ormai sempre più rara di godersi un’oretta all’osteria.


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