Riflessi nel teatro dell'assurdo

La mostra che Embrice dedica a Cina Conforto, Architettura nel teatro dell’assurdo, viene prorogata fino a mercoledì 12 giugno 2012.

La giornata di chiusura si intreccia con Riflessi, un happening musicale del duo Di Marco Palermo. Mario Di Marco (clarinetto) e Roberto Palermo (fisarmonica), creano i loro temi muovendosi con la maniacale e orgogliosa attenzione di raffinati artigiani. Il succo stesso della loro musica sta nella commovente e divertita presunzione della propria capacità di fare; nell’esibizione distaccata, e sofferta, dello sforzo creativo. Non è il risultato che conta, ma il processo. La musica di Palermo e Di Marco si vede. La fisarmonica forma accuratamente superfici plastiche che, sole, sarebbero sdolcinate; ma il clarinetto le incide instancabilmente rendendole più ruvide a colpi secchi di bulino; poi è il clarino che lascia pennellate sottili che la fisarmonica interrompe ritmicamente. Il risultato è quello di una fluida massa plastica che riempie vuoti creandosi lo spazio entro il quale avanza, solidi sonori che vanno osservati da vicino, nella minuziosa perizia dell’esecuzione.
L’attenzione di chi assiste a questo proliferare di volumi e superfici, è presa soprattutto dall’esibizione della struttura musicale e dello stesso processo creativo. I lavori artigianali di Palermo e Di Marco nascono infatti in solitaria, nella bottega personale di uno dei due. Prendono però la loro vita di pezzi a tutto tondo quando vengono messi a disposizione dell’altro: è allora che finalmente si confrontano, spalancando i battenti del proprio studio, con la tradizione che pensavano di aver messo alla porta, con strane preesistenze che vanno da Richard Gagliano al tema di Pinocchio di Lorenzo Carpi. Riconoscendone le origini, i motivi si liberano: la struttura è completamente esposta – i due sembrano anzi divertirsi increduli della loro stessa ingenuità – ma nel frattempo è nata una nuova musica.


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