Al Gonfalone un concerto che omaggia i compositori del Seicento veneto

La stagione concertistica 2019/2020 del Gonfalone prosegue con l'appuntamento del 21 Novembre, alle ore 20.30, dedicato ad alcuni compositori del Seicento veneto. Sul palco l'Insieme Strumentale di Roma, un gruppo ad organico variabile attivo nella esecuzione di musiche composte nei secoli XVII e XVIII su strumenti d'epoca, diretto dal violinista Giorgio Sasso, con Marco Silvi al clavicembalo e Andrea Fossà al violoncello.
Il programma prevede nella prima parte la Sonata op. II n. "La Foscari" e la Sonata op.II n.7 "La Colloreta" di Giovanni Legrenzi, successore di Claudio Monteverdi in San Marco a Venezia, che divenne celebre in tutta Europa per il suo stile innovativo. Le due sonate appartengono all'opera Sonate a 2-3 libro primo (1655), in cui è molto evidente la realizzazione dell'"affetto" attraverso l'utilizzo di figure ritmiche, armoniche e cromatiche ben chiare.
Il concerto prosegue con la "Sonata seconda a soprano solo" (1629) di Dario Castello, compositore appartenente alla cerchia di Monteverdi. La sua opera strumentale è racchiusa nelle Sonate concertate a più strumenti (1621 e 1629), dove è interessante rilevare una netta differenziazione ritmica e formale tra i vari tempi della composizione.
La seconda parte del concerto è dedicata a Tomaso Albinoni, con la Sonata in La Maggiore op. VI n.11 e la Sonata in la minore op.VI n.6, tratte dalla raccolta Trattenimenti Armonici. La sonata è scritta nel tradizionale stile della sonata da chiesa, con una melodia cantabile del violino che ricorre all'inizio di ogni movimento, espressione della conoscenza che Albinoni aveva della musica vocale.
La serata si concluderà con la Sonata in La Maggiore RV 758 di Antonio Vivaldi, tratta dal volume XII Suonate à violino solo, e basso per il cembalo, scoperto nel 1973 da Michael Talbot nella Manchester's Central Music Library. È probabile che Vivaldi stesso abbia presentato le sonate per violino e basso continuo al cardinale Ottoboni, grande mecenate romano, intorno al 1720. Quando Ottoboni morì nel 1740, era così indebitato che la sua biblioteca di musica dovette essere venduta. Parte di essa, inclusa questa collezione, fu acquistata da un viaggiatore inglese, Edward Holdsworth, che la trasmise a Charles Jennens, librettista del Messia e altri oratori di Händel. Quindi, tramite Heneage Finch, Terzo Conte di Aylesford e Newman Flower, studioso dell'opera di Händel, furono infine acquistati all'asta dalla Central Music Library a metà degli anni '60.

Il concerto successivo, giovedì 28 novembre 2019, ore 20.30, vedrà l'esecuzione del Quartetto per archi n. 77 in Do Maggiore "Kaiserquartett", op.76 n.3 di F.J. Haydn e il Quartetto per archi n.14 in re minore, D.810 "La morte e la fanciulla" di F. Schubert. Sul palco il "Quartetto Forsizia": Michele Pierattelli - Damiano Isola – Violini; Tommaso Morano – Viola; Francesco Abatangelo - Violoncello.


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