Capriccio Italiano Festival 2016

Un viaggio nella scuola napoletana dal Cinquecento al Settecento, nota grazie ai grandi compositori protagonisti di questo concerto e caratteristica nella pratica clavicembalistica per incorporare nell'accordo note estranee di passaggio, di acciaccatura o di pedale tali da renderlo carico di tensione. Valente, organista e clavicembalista cieco, è ricordato tra coloro che hanno fatto evolvere forme quali "ricercare" e "toccata"nella seconda metà del Cinquecento, attraverso un senso spiccato della struttura e una tecnica dell'imitazione tematica molto sviluppata. Scarlatti è uno dei massimi compositori di musica clavicembalistica. Il gusto per l'improvvisazione e nel contempo l'applicazione del contrappunto; l'impiego degli ornamenti e di tutto quanto può abbellire il discorso unitamente alla cantabilità trionfante o tenera; il senso prestigioso del ritmo e degli effetti ossessionanti che esso può raggiungere va di pari passo con la poetica ricerca di suoni nuovi, di timbre, di registri strumentali impensabili sul clavicembalo. Il grande compositore e operista Cimarosa ha lasciato, infine, un'eredità indelebile nella produzione per clavicembalo e fortepiano la cui caratteristica è una semplificazione della tecnica clavicembalistica tipica di un uomo di teatro e testimoniata, tra l'altro, dall'uso del basso albertino, forse per influsso dei maestri veneziani.

Capriccio Italiano Festival 2016 IL CLAVICEMBALO VIRTUSO la scuola napoletana

5°appuntamento

Sagrestia del Borromini, Chiesa di Sant'Agnese in Agone, piazza Navona, Roma

Musiche di A. Valente (1520 ca_1601), A. Mayone (…_1627), D.Scarlatti (1685_1757) e D. Cimarosa (1749_1801)

Clavicembalo, Antonella Moles


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