In occasione della mostra, il primo concerto con un programma dedicato al teatro musicale barocco

Per tutto il periodo della mostra I voli dell'Ariosto. L'Orlando furioso e le arti, Villa d'Este propone una serie di manifestazioni ed eventi musicali, volti a far conoscere il grande impatto che il poema ariostesco suscitò sulla cultura musicale dell'epoca e dei periodi successivi.

Sin dalla prima edizione del 1516, le stanze del Furioso hanno fornito i testi per oltre settecento madrigali composti da musicisti del calibro di Orlando di Lasso, Andrea Gabrieli, William Byrd e Pierluigi da Palestrina. Già dai primi decenni del 1600 i castelli incantati, le gesta eroiche, gli amori e i colpi di scena hanno irresistibilmente attratto l'attenzione dei librettisti del nascente teatro d'opera.

Dopo essere stato tradotto nelle principali lingue europee, il capolavoro dell'Ariosto offre lo spunto per una impressionante quantità di imitazioni, sequel e parodie. Tra gli inizi del 1600 e la fine del 1700 sono circa quaranta le opere, senza contare quelle perdute, che hanno come protagonisti Orlando, Angelica, Medoro, Bradamante, Ruggiero, Alcina, Ginevra, Ariodante, Atlante o Rodomonte. Il testo, nelle mani di librettisti e compositori, anche a causa della grande varietà e articolazione dell'opera, viene smembrato in decine di microcosmi: un unico canto può offrire lo spunto per la composizione di un'opera completa.

I concerti in programma, organizzati dalla Direzione di Villa d'Este in collaborazione con l'Associazione Schola Palatina, e affidati alla "Vertuosa Compagnia de' Musici di Roma", presentano una scelta di composizioni nate dall'influenza del poema ariostesco nella cultura musicale europea; la quantità e le modalità di "rilettura" del Furioso danno l'idea del fermento e del dinamismo che caratterizzava gli ambienti letterari e musicali nell'Europa dal XVI al XVIII secolo.

Il primo concerto, dal titolo "Il Segno d'Orlando", inaugura la programmazione il 2 luglio alle ore 21,00 con un programma dedicato al teatro musicale barocco. L'orchestra, diretta da Maurizio Lopa, e i due solisti, Cristiana Arcari e Giorgio Carducci, propongono l'esecuzione di Ouvertures, Suites ed Arie tra le più preziose ed affascinanti, tratte da opere di Hændel, Lully, Porpora e Steffani: capolavori in alcuni casi molto noti, altri poco conosciuti e di altissimo valore, selezionati tra quelli che meglio possono rappresentare i legami artistici e poetici stabiliti nella cultura europea dal capolavoro ariostesco.

A seguire si apre il Ciclo di tre concerti-evento dal titolo "Cantar d'Orlando". Ciascuno dei tre appuntamenti sarà dedicato ad un tema particolare: L'Amore e gli Amanti (15 luglio), La Guerra e i Paladini (27 agosto), Il Senno e la Follia (17 settembre). I brani musicali, scelti tra danze, Cantate e Sonate del primo Barocco sono eseguiti dell'ensemble in formazione da camera: Valerio Losito e Giorgio Tosi (violino barocco), Luca Marconato (tiorba e chitarra barocca), Maurizio Lopa (viola da gamba), Emanuela Pietrocini (clavicembalo), Andrea Piccioni (percussioni), e Giorgio Carducci, controtenore; alla musica si alternano letture di Canti selezionati dall'opera ariostesca in tema con la serata.

INOLTRE, per l'intera durata della mostra, a partire da luglio, i giardini di Villa d'Este offriranno ai visitatori una "meraviglia", nel senso rinascimentale del termine: le voci di Alberto Lupo, Giorgio Albertazzi e Arnoldo Foà torneranno a raccontare l'Orlando furioso in un luogo dedicato all'ascolto, alla riflessione, al riposo come al tempo dei fasti estensi: la Fontana della Civetta, già luogo delle meraviglie per la presenza degli automi idraulici.

L'audioistallazione, che consentirà in alcune fasce orarie di immergersi in un'atmosfera ariostesca, è stata realizzata dagli studenti del Biennio Specialistico in Multimedia Design dell'ISIA (Istituto superiore per le industrie artistiche -disegno industriale- alta formazione artistica e musicale) di Pescara, coadiuvati dai docenti dei corsi di Sound Design ed Acustica, coordinati dal prof. Maurizio Lopa, attraverso il recupero, il restauro e la rielaborazione sonoro-musicale di estratti dalle registrazioni trasmesse dalla RAI negli anni '60.

Un esempio di come la tecnologia moderna possa prestarsi al recupero dei contesti culturali, in una piena integrazione con un Sito che, realizzato qualche decennio dopo l'uscita dell'Orlando furioso, da 500 anni è testimone dei voli dell'immaginazione.


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