Il Gioco delle Parti, ensemble vocale Alessandro d'Agostini, direzione e pianoforte

Il lungo regno della regina Vittoria (1837-1901) vede il fiorire in Inghilterra di una serie di compositori di primissima grandezza, interpreti di una sensibilità raffinata e di una cultura a metà strada tra la modernità e un recupero del passato (il neogotico del nuovo palazzo di Westminster, l'arte rinascimentale "rivisitata" dai Preraffaelliti...). In musica, nasce la "part-song", una forma musicale per coro a cappella su testi profani, con la quale siamo introdotti in atmosfere intime, sognanti, tese a celebrare la natura, l'amore, il gioco, con una grazia e una ricchezza quasi estenuata di sfumature che trova un preciso termine di paragone nei quadri di Rossetti, Millais o Waterhouse.
I compositori che si cimentarono in questa forma sono nomi famosi, come Sullivan e Edward Elgar; ma anche Hubert Parry e, una generazione dopo, Quilter e Warlock, sicuramente poco noti al pubblico italiano, ma tuttora celebri ed ampiamente eseguiti in patria.
La seconda parte del programma è dedicata invece a tre grandi lavori sacri, uno di Samuel Wesley ("il più grande compositore sacro inglese della sua epoca") e due di Charles Villiers Stanford, altro grande protagonista della musica inglese: tutte queste composizioni, in parte debitrici della grande lezione di Haendel, hanno una forza strutturale ed espressiva davvero coinvolgente e inaspettata.

Musiche di A. Sullivan, E. Elgar, P. Warlock, R. Quilter, H. Parry, S. Wesley, C. Stanford
Il Gioco delle Parti, ensemble vocale
Alessandro d'Agostini, direzione e pianoforte


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