Al via la nona edizione Classica al Tramonto, la rassegna estiva dell'Istituzione Universitaria dei Concerti ospitata in uno dei posti più suggestivi della Capitale, il Museo Orto Botanico, negli ex Giardini di Cristina di Svezia, nel cuore di Trastevere.

Sempre più interessanti gli eventi della rassegna che si svolgerà dall'11 giugno al 15 luglio proponendo serate all'insegna di concerti unici (ore 21.00) oppure serate con due appuntamenti con la formula del doppio concerto (alle 20.30 e alle 21,30) oltre che ad eventi speciali.
Diciassette gli appuntamenti fra musica classica, jazz con incursioni nella musica elettronica e nella letteratura per un programma che anche quest'anno si caratterizza per la vivace, ma attenta eterogeneità: il palco dell'Orto Botanico ospiterà come di consueto artisti di fama consolidata e giovani artisti emergenti.
Cuore della rassegna resta la musica da camera con capolavori noti o meno celebri fra Beethoven, Bach, ?ajkovskij, senza dimenticare il Novecento fra Kurbatov, Janá?ek, Skrjabin, Rachmaninov, Pärt o Castelnuovo Tedesco, ma il cartellone si arricchisce di serate jazz, talk, elettronica e AV performances.


Il pianista Enrico Pieranunzi inaugura la rassegna con la Serata Bill Evans con la presentazione, in prima nazionale, di Evanscape, progetto dedicato al grande musicista, fra brani iconici e composizioni originali di Pieranunzi in duo con il chitarrista Bebo Ferra. Spazio poi all'Ensemble Enerbia, fra i gruppi italiani più attivi nel campo della musica antica e tradizionale che propone alcuni dei brani più interessanti del repertorio popolare, fra danze di gruppo, canti dedicati al matrimonio, alla serenata notturna, alla festa campestre. Ancora grande jazz con A Beautiful Miles, omaggio tributato a Miles Davis in occasione del centenario dalla nascita con Gianni Oddi Quartet e con la Campus Jazz Orchestra, formazione giovanile diretta da Massimo Nunzi con la presenza speciale di Stefano Fresi e Cristiana Polegri.
Arriva all'Orto Botanico anche Pangea progetto del contrabbassista Pietro Leveratto che evoca una dimensione creativa in continua evoluzione coinvolgendo diversi musicisti e cambiando spesso formazione e i repertori: il progetto si evolve in un quartetto che ospita il clarinettista Gabriele Mirabassi e i giovani Francesco Zanotti alla chitarra e Federico Chiarofonte alla batteria con un repertorio di musica interamente originale. Ancora jazz con il Duo Corde Brasiliane
composto da Gianluca Persichetti e Massimo Aureli: due chitarre per un viaggio unico ed emozionante attraverso i grandi stili della musica brasiliana e con Candy Cane Snail di Ava Alami e Vittorio Esposito, progetto originale che fonde jazz, elettronica, cantautorato italiano e musica persiana, in omaggio alle radici persiane della cantante.

Sempre consistente la proposta di musica da camera, fra il grande repertorio e la contemporaneità. Atteso il debutto all'Orto Botanico del pianista austriaco Martin Nöbauer, finalista nel 2023 del Concorso Chopin su strumenti d'epoca a Varsavia e che si è già distinto in prestigiosi concorsi europei, che proporrà Sturm, programma interamente dedicato ai grandi capolavori di Beethoven.

Alessandro Simoni torna per la nona edizione di Classica al Tramonto con un recital pianistico che attraversa diverse epoche della letteratura pianistica dalla rigorosa architettura barocca di Bach toccando Beethoven, e le sonorità contemporanee di Kurbatov.
Ritorno all'Orto Botanico anche per The Shirvani Sisters, duo di violoncello e pianoforte, che esplorerà il repertorio cameristico evidenziando diversi modelli di scrittura cameristica e di relazione tra i due strumenti, spaziando da ?ajkovskij a Brahms a Paganini. La rassegna estiva prosegue con il Galà Avos che consolida la collaborazione con la prestigiosa scuola romana di perfezionamento l'Avos Project, esplorando il volto più intimo della musica ceca, in un programma che incastona brani di Suk, Janá?ek, Dvo?ák, tre compositori di generazioni diverse che continuano a parlare con sensibilità al nostro tempo.
L'edizione 2026 di Classica al Tramonto ospita anche proposte alternative, come FALLA Imaginado, progetto del pianista e compositore Moisés P. Sánchez, inedita rilettura contemporanea dell'opera di Manuel de Falla, unendo rispetto per la tradizione e una visione moderna e libera, ma senza dimenticare lo sguardo attento ai linguaggi contemporanei. Si spazia fra Into the Night, progetto sulle musiche di grandi autori della musica dei nostri tempi, Badalamenti, Cage, Sakamoto con la voce di Veronica Alacri, il pianoforte di Ivano Guagnelli, il vibrafono di Gianluca Ruggeri (dell'Ars Ludi Ensemble), emozionante viaggio nell'ascolto delle vibrazioni sonore a Along Time, progetto che esplora la Musica Applicata del compositore Stefano Mainetti, curatore anche di un talk dedicato all'AI, insieme al duo composto dal violoncellista Luca Pincini a la pianista Gilda Buttà. Incursione nella letteratura con Un secondo di vita adulta, intenso concerto di musica e parole affidato allo scrittore triestino Mauro Covacich e alle percussioni di Antonio Caggiano dell'Ars Ludi Ensemble.

Si rinnova anche quest'anno la proposta delle AV performances di Margherita Iannilli, video artist coadiuvata dalla musica di Federico Castriota e con i live set di Leon Blane/ Nelio Van Heeswijk con il nuovo lavoro Opera Electric.

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La nona edizione di Classica al Tramonto si apre giovedì 11 giugno (ore 21.00) con la serata Bill Evans con il pianista romano Enrico Pieranunzi che introduce il suo libro, Ritratto d'artista con pianoforte (pubblicato da Il Saggiatore) e dedicato proprio alla figura del pianista e compositore statunitense. A seguire Pieranunzi in duo con il chitarrista Bebo Ferra propongono dal vivo i brani di Evanscape, album prodotto dall'etichetta francese Bonsai, che offre un suggestivo ritratto in suoni del grande Bill Evans. Si dice spesso che pianoforte e chitarra, ambedue strumenti armonici, non possano andare d'accordo. Ma ci sono eccezioni. E l'incontro tra Enrico Pieranunzi e Bebo Ferra ne è la prova.  Fervidi ammiratori del mondo musicale evansiano, i due musicisti hanno realizzato un album sulla poetica musicale di Bill Evans, straordinario pianista che fu tra l'altro tra i primi a dimostrare, insieme a Jim Hall, come piano e chitarra non solo possano coesistere ma, insieme, possano dar vita a soluzioni timbriche dal fascino unico. Temi iconici del pianista (Very early, Song for Helen) si affiancano a composizioni originali dei due musicisti dove la formula minimalista scelta da Pieranunzi e Ferra esalta il fascino di un mondo sonoro che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'arte musicale, ben al di là dei generi.
Jazz, barocco e molto altro. Nell'eclettico mondo musicale di Enrico Pieranunzi ci sono collaborazioni prestigiose con luminari del jazz come Chet Baker, Paul Motian, Charlie Haden, Jim Hall, Marc Johnson ma anche un cd in duo con Bruno Canino (Americas) e lavori incentrati su Scarlatti, Bach, Handel, Martinu, Gershwin.  Unico musicista italiano di sempre che ha più volte suonato e registrato a suo nome nello storico "Village Vanguard" di New York, Pieranunzi è stato insignito di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali incluso il "Django d'Or" francese (1997) e il premio "Una vita per il jazz" assegnatogli nel 2014 dalla rivista Musica Jazz.

Affermatosi ormai da anni come uno dei più importanti e originali chitarristi del jazz italiano, Bebo Ferra è componente abituale dei molti progetti ideati e realizzati da Paolo Fresu, incluso il recente Kind of Miles, e ha collaborato con moltissimi musicisti di spicco della scena jazz internazionale, da Billy Cobham e Joe Lovano a Peter Bernstein. Solista, ma anche compositore di musiche per il cinema, per cui ha ricevuto numerosi premi, e per teatro, vanta collaborazioni con artisti pop, da Ornella Vanoni a Sergio Cammariere.

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La rassegna prosegue martedì 16 giugno (ore 21.00) con l'Ensemble Enerbia, gruppo di riferimento della tradizione popolare e della musica antica con l'ausilio di strumenti originali come la piva o il piffero. Al chiarore delle stelle è il titolo del concerto che riecheggia una bellissima canzone d'amore che evoca a dolcezza dell'ora del crepuscolo, quando fervono i preparativi per la festa, atmosfere cantate dal poeta Giorgio Caproni. Il viaggio musicale di Enerbia comincia però idealmente dalle corti rurali della pianura per risalire le valli appenniniche lungo le vie storiche tra cui la Via Francigena con le sue varianti e raggiungere infine il Mediterraneo. Il concerto lascia rivivere le atmosfere delle danze campestri con l'esecuzione del repertorio coreutico originale delle Quattro Province, la zona montana di confine tra Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte, insieme a struggenti canzoni d'amore e di viaggio. Romantici valzer popolari si alterneranno alle antiche danze di gruppo ballate in cerchio, tra gighe, alessandrine e monferrine, che restano ancora oggi il simbolo della zona appenninica eseguite con gli strumenti ad ancia doppia dell'Appennino, accompagnati dalla fisarmonica e dalla chitarra e concerta e in dialogo con il violino, capolavori poetici e musicali della cultura popolare.

Composto da Maddalena Scagnelli violino, viella, salterio e voce, Carlo Gandolfi piffero, piva e tin whistle, Nicola Rulli chitarra e mandolino, Franco Guglielmetti alla fisarmonica, l'ensemble Enerbia è stato invitato in numerosi festival culturali italiani con concerti in Svizzera, Austria, Francia, Inghilterra, Stati Uniti. Negli ultimi anni   le produzioni legate all'arte e alla letteratura sono state ospitate in numerosi spazi diversi, tra cui il Museo S. Agostino di Genova, l'Oratorio San Filippo Neri-Fondazione Monte di Bologna, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, il Museo nazionale degli Strumenti Musicali e al Museo della Arti e Tradizioni di Roma, il Festival MITO di Milano, il Festival di Poesia di Genova, il Festival Internazionale delle Cinque Terre.

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Giovedì 18 giugno alle ore 21.00 l'Orto Botanico ospita Gianni Oddi Quartet che si arricchisce della special guest Claudio Corvini alla tromba. Il quartetto composto da Gianni Oddi al sax alto/soprano, Edoardo Simeoni al pianoforte, Stefano Napoli al contrabbasso, Valerio Vantaggio alla batteria, presenta A Beautiful Miles, un nuovo progetto in omaggio al centesimo anno della nascita di Miles Davis nel 1926. "Per me la musica e la vita sono una questione di stile" diceva il trombettista compositore di musica jazz tra i più influenti, innovativi e originali del XX secolo, che ha cambiato la storia del jazz nel 1959 con il disco "Kind of Blue" insieme a musicisti straordinari che hanno contribuito, con il loro talento e la loro arte, alla crescita e alla trasformazione del jazz moderno allargando i nuovi orizzonti musicali. Davis fu un punto di riferimento importante per tutti i musicisti, rimanendo sempre al passo con i tempi e talvolta anticipando ciò che sarebbe successo a breve, frutto di una grande e acuta intuizione artistica. Il suo grande carisma conferiva sacralità e ritualità alle sue esecuzioni quale artista rivoluzionario e icona della cultura non solo jazz ma anche nella musica pop e dell'industria dello spettacolo. Freddie Freeloader, Blue in Green, All blues, Flamenco Sketches sono alcuni tra I brani proposti in scaletta tratti proprio dall'album Kind of Blue.
Primo Sax dell'Orchestra di Musica Leggera della RAI di Roma per molti anni, Gianni Oddi ha collaborato con celebri artisti e direttori d'orchestra tra cui, Bruno Canfora, Nicola Piovani, Franco Piersanti, Luis Bacalov, John Lewis, Dizzy Gillespie, Wayne Marshall e molti altri. Con gli ensemble Musica d'Oggi, Roma Sinfonietta e Arte Nuova, ha eseguito musiche, anche in prime esecuzioni, dei più importanti compositori contemporanei. Ha registrato le musiche di molte colonne sonore del M°Morricone, accompagnandolo anche in tournée mondiali. Ha partecipato a numerosi Jazz Festival in Italia ed all'estero e svolge attività concertistica e didattica in Italia e all'estero.
Pianista, compositore e direttore d'orchestra, Alessandro Bonanno ha studiato anche Arrangiamento Jazz. Ha vinto numerosi premi come pianista classico e pianista jazz e compositore/arrangiatore, curato la realizzazione di un programma di "Jazz Sinfonico", con elaborazioni orchestrali di famosi standard del Jazz e sue composizioni eseguito con successo dall'Orchestra Regionale del Molise, dall'Orchestra di Roma e del Lazio all'Auditorium di Roma e dall'Orchestra "Roma Sinfonietta". Già docente di Pianoforte nei Conservatori Statali di Trapani, di Campobasso e de L'Aquila, compone anche musica da camera e sinfonica. Numerose le incisioni per l'etichetta Monocroma Edizioni.
Diplomato in contrabbasso classico, Stefano Napoli studia il basso elettrico con Massimo Moriconi, Luca Pirozzi, Marco Siniscalco, Mario Guarini, Cesare Chiodo e Roberto Gallinelli. Questa versatilità gli consente di applicarsi in molteplici generi e formazioni musicali. Suona a livello professionale da ormai 15 anni calcando palchi, teatri e manifestazioni di grande importanza. Tra gli artisti più importanti con i quali ha collaborato, figurano Monica Guerritore, Andrea Perroni, Iva Zanicchi, Gabriele Mirabassi e molti altri. In qualità di bassista registra dischi e pezzi singoli per diversi artisti romani e non, nonché colonne sonore per film e fiction.
Argentino di adozione romana, il trombettista Claudio Corvini partecipa ai suoi primi lavori nel 1980 con l'Orchestra della RAI con i maestri Bruno Canfora, Lelio Luttazzi, Ennio Morricone, Armando Trovajoli. Collabora con numerosi musicisti, come Roberto Gatto, Danilo Rea, Natalie Cole, come solista e prima tromba e suona nella PMJO Orchestra Jazz stabile dell'Auditorium Parco della Musica. Innumerevoli le partecipazioni con Festival Jazz Nazionali ed Internazionali e le collaborazioni con alcune delle più note scuole musicali romane.
Batterista romano, classe 1989, Valerio Vantaggio è attivo nella scena jazz italiana dal 2005. In carriera ha maturato esperienze che spaziano dal pop al fusion, dalle formazioni in trio alle orchestre e ai grandi ensemble jazz. Nel 2010, all'Umbria Jazz Festival, ha ottenuto una borsa di studio per il Berklee College of Music di Boston, nel 2011 è stato premiato come miglior batterista al Jimmy Wood Award del Tuscia Jazz Festival e nel 2013 ha ricevuto una borsa di studio dal Siena Jazz Festival per rappresentare l'Italia alla 24ª edizione della IASJ a Città del Capo, in Sudafrica.

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Classica al Tramonto prosegue martedì 23 giugno con una nuova serata dal doppio concerto.
Martedì 23 giugno alle ore 20.30 l'Orto Botanico ospita la Jazz Campus Orchestra, orchestra giovanile di Fondazione Musica Roma e diretta dal M° Massimo Nunzi, con il concerto "Italian Jazz Boom! (In Swing)" un programma dedicato a un capitolo poco frequentato, seppur ricchissimo della nostra storia musicale analizzando la musica italiana attraversata dal linguaggio del jazz tra anni '30, '40, '50 e '60.  
"Italian Jazz Boom! (In Swing)" si propone come un itinerario nella canzone e nella musica popolare di quegli anni, quando il Paese attraversava trasformazioni profonde: dal dopoguerra fino al periodo del boom. In quelle stagioni il jazz, ascoltato, studiato, rielaborato, entra nelle orchestre, nei teatri, nelle radio, e diventa parte di un modo tutto italiano di intendere ritmo, armonia e fraseggio. La Jazz Campus Orchestra affronta questo materiale con cura stilistica e slancio esecutivo, valorizzando sezioni e solisti in un concerto che unisce memoria e scoperta, e restituisce al pubblico un patrimonio musicale italiano di rara qualità. Ospiti dell'Orchestra saranno Cristiana Polegri e Stefano Fresi.
Jazz Campus Orchestra
Progetto di Fondazione Musica per Roma che nasce nel 2019 con la volontà di sviluppare nei bambini e ragazzi (dagli 8 ai 18 anni) l'interesse nei confronti della musica jazz, della sua storia e del suo linguaggio, in un percorso divertente e appassionante.  Vanta all'attivo diverse esibizioni in contesti istituzionali e prestigiosi festival musicali e si è recentemente esibita alla presenza del Presidente della Repubblica.

Massimo Nunzi
Romano, è trombettista, arrangiatore e compositore. Ha collaborato con artisti come Chet Baker, Dizzy Gillespie, Don Cherry, Lester Bowie, e con istituzioni come l'Orchestra della Rai e la Filarmonica di Radio France. Dal 1987 scrive e dirige per orchestra, fondando diverse formazioni. Ha presentato i suoi progetti in contesti come Umbria Jazz, JazzMI, è inoltre autore di musica per teatro, cinema, radio e TV.

Cristiana Polegri e Stefano Fresi
Formano una coppia artistica che unisce musica e teatro in progetti originali. Lei è una musicista e performer con lunga esperienza tra TV, teatro e grandi produzioni (fino a Sanremo 2024); lui è un attore e compositore molto noto per cinema, TV e palcoscenico. Insieme creano e interpretano spettacoli che mescolano racconto, musica e performance, come "Better be Henry Mancini" o "Dell'amore, della guerra e degli ultimi" e altri concerti-spettacolo.

La serata di martedì 23 giugno prosegue alle 21.30 con il progetto Pangea di Pietro Leveratto, special guest il clarinettista Gabriele Mirabassi.
Il nome Pangea evoca una dimensione creativa in continua evoluzione: è un progetto al quale Pietro Leveratto ha dato vita in diverse occasioni durante la sua ricchissima carriera concertistica, modulando sempre in modo diverso i musicisti coinvolti, la formazione e i repertori, esaltando così ogni volta la natura mutevole e imprevedibile di questo genere musicale. Pangea assume qui la forma di un quartetto che racchiude in sé l'incontro fra due generazioni di musicisti: il contrabbassista ospita sul palco il clarinettista Gabriele Mirabassi, musicista di assoluto rilievo con il quale condivide da diversi anni numerose esperienze musicali. A completare il gruppo, Francesco Zanotti alla chitarra e Federico Chiarofonte alla batteria. Il repertorio si compone di musica interamente originale, ricca da un punto di vista compositivo, sebbene l'elemento centrale di questa musica rimanga il gesto improvvisativo, come lo stesso Leveratto ama spesso sottolineare.

Clarinettista, nato a Perugia, classe 1967, Gabriele Mirabassi fin dagli inizi della sua carriera dimostra grandi doti tecniche e una spiccata versatilità artistica che lo porta da subito ad esplorare percorsi eterogenei: in particolare riscuote grande successo nella musica contemporanea (arrivando a collaborare con John Cage), del Jazz moderno (condividendo il palco e lo studio di registrazione con nomi di altissimo livello come Enrico Rava, Marc Johnson, Steve Swallow, Stefano Bollani) ed infine nella musica brasiliana, della quale è diventato un esponente di riferimento, come dimostrato dalla sua collaborazione con Guinga e Chico Buarque.

Genovese, classe 1959, Pietro Leveratto, contrabbassista, compositore, arrangiatore e scrittore, è una figura centrale della scena Jazz nazionale ed europea fin dalla fine degli anni Settanta. Tra i musicisti più richiesti e versatili, la sua discografia conta più di cento album incisi per etichette prestigiose, suonando al fianco di giganti del Jazz come Lee Konitz, Steve Lacy, Steve Grossman, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Phil Markowitz e molti altri.

Chitarrista e compositore, Francesco Zanotti, nato nel 2000 a Roma, negli ultimi anni ha consolidato una frequente attività concertistica arrivando a condividere il palco con nomi di rilievo del panorama del Jazz italiano come Luca Pirozzi, Daniele Tittarelli e Simone Alessandrini. Attualmente si esibisce regolarmente anche in big band come chitarrista nella SCJO (Santa Cecilia Jazz Orchestra).

Batterista e compositore, Federico Chiarofonte, lavora nell'ambito del Jazz e della musica improvvisata e come musicista per la danza contemporanea. Compare come sideman in diverse pubblicazioni discografiche edite in Italia e all'estero. Nel 2024 ha pubblicato il primo disco a suo nome con GleAM records al fianco del pianista Vittorio Solimene e Alessandro Bintzios con cui si è esibito in festival e club sul territorio italiano. Ha curato le musiche per gli spettacoli di danza contemporanea Sulla Mia Pelle - 5 gesti per il futuro e Danza Cannibale (entrambi prodotti da NINA).

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La rassegna prosegue giovedì 25 giugno con una serata, un doppio concerto, interamente dedicata al pianoforte.

Giovedì 25 giugno alle ore 20.30 il palco dell'Orto Botanico ospita il pianista Alessandro Simoni con un programma che propone un percorso, fra Bach, Chopin, Beethoven, Skrjabin e Kurbatov che attraversa diverse epoche della letteratura pianistica, mettendo in relazione forme, linguaggi e sensibilità differenti, dalla rigorosa architettura barocca fino alle sonorità contemporanee.
Il Preludio e Fuga BWV 854 dal Clavicembalo ben temperato II di Bach si fonda su un impianto contrappuntistico in cui la chiarezza della disposizione delle voci convive con una significativa densità imitativa. La Sonata Op. 10 n. 3 di Beethoven si colloca in una fase di ridefinizione della forma-sonata dove, accanto alla chiarezza strutturale dei movimenti estremi, il Largo e mesto introduce un livello di intensificazione espressiva. Nella produzione pianistica di Chopin, il rapporto tra modelli formali e scrittura idiomatica è centrale: la Mazurka Op. 24 n. 1 rielabora infatti i tratti ritmico-metrici della danza polacca attraverso dislocazioni accentuative e una certa instabilità armonica; lo Scherzo op. 39 n. 3, invece, si configura come una forma ampia e contrastiva, dove il virtuosismo è funzionale all'articolazione delle tensioni tematiche e tonali. Con la Sonata op. 30 n. 4, Skrjabin porta a esito la crisi della sintassi tonale funzionale: la forma unitaria e continua dissolve la segmentazione in movimenti, l'organizzazione armonica privilegia campi sonori e tensioni intervallari. Il brano "Lost in Darkness" op. 34 di Kurbatov si inserisce in una prospettiva contemporanea in cui il pianoforte è concepito come spazio di esplorazione timbrica e la scrittura privilegia parametri come densità, registro e articolazione, rispetto allo sviluppo tematico in senso tradizionale.

Classe 1996, Alessandro Simoni ha frequentato il Conservatorio di Frosinone nella classe del M° Gilda Buttà, conseguendo il diploma con la massima votazione, la lode e menzione d'onore. Ha frequentato corsi e masterclass sotto la guida di prestigiosi Maestri e si è diplomato cum laude ai Corsi di Perfezionamento presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, sotto la guida di Benedetto Lupo. Si è esibito in numerose città e nel 2021 è stato selezionato dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia come pianista dell'Ensemble Novecento. Ha partecipato a numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali: fra i premi più recenti, il riconoscimento nel 2023 come "miglior finalista italiano" al Sigismund Thalberg International Piano Competition. Di recente ha firmato un contratto discografico con l'etichetta Brilliant Classic, per l'incisione della raccolta completa di Studi del compositore Adolf von Henselt.

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Giovedì 25 giugno alle ore 21.30 spazio al debutto alla IUC del pianista austriaco Martin Nöbauer con il recital Beethoven: Sturm che propone tre celeberrimi pezzi di repertorio, la Sonata Op. 27 No. 2 "Chiaro di luna", la Sonata n. 17 in re minore, Op. 31 n. 2 "La tempesta", la Sonata Op. 57 "Appassionata"

Sebbene nessuno di questi titoli sia stato dato dal compositore, "Al chiaro di luna", "Tempesta" e "Appassionata" hanno probabilmente contribuito alla straordinaria popolarità di questi capolavori. Beethoven è radicato nel classicismo, ma la sua musica appare spesso, per certi aspetti, più "romantica" di quella successiva. È difficile infatti trovare pagine che esprimano con altrettanta immediatezza e intensità un'ampia gamma di emozioni, inclusi il senso di tragedia e il destino con cui il compositore dovette confrontarsi. Solo cinque anni dopo il primo gruppo delle 32 sonate, dedicato a Haydn, Beethoven scrive opere dal carattere quasi fantastico, lontane dalla pura forma classica. "Sonata quasi una fantasia", titolo autentico della celebre "Al chiaro di luna", potrebbe valere per tutte e tre le sonate in programma. I loro slanci emotivi, i bruschi mutamenti e le ricche sfumature sonore saranno affidati a Martin Nöbauer.
Pianista austriaco, Martin Nöbauer si esibisce su strumenti moderni e storici. Ha ottenuto il 2° premio e il Premio Klemens Kramert al Concorso Beethoven di Vienna, esibendosi al Musikverein con i Wiener Symphoniker diretti da Petr Popelka. Finalista al Concorso Chopin su strumenti d'epoca di Varsavia, ha inciso un CD per l'Istituto Fryderyk Chopin. Vincitore di numerosi concorsi internazionali (tra cui Classic on Danube e Fortepiano Plus Schloss Kremsegg), si è esibito con Elisabeth Leonskaja e in sale come la Brucknerhaus di Linz. Invitato in festival come Brucknertage, Haydnregion e Dubai Opera, ha tenuto recital a ?elazowa Wola. Ha debuttato a Unione Musicale Torino, Gustav Mahler Music Weeks e Chopin and his Europe. Incide per Gramola. Studia al Mozarteum di Salisburgo con Pavel Gililov.

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Venerdì 26 giugno alle ore 21.00 primo appuntamento di elettronica con Opera Electric, nuovo lavoro di Leon Blane (Leonardo Di Fiore) voce e live electronics, e Nelio Van Heeswijk (Charlie Vaux) voce e live electronics.
I due artisti collaborano in un progetto guidato dai sintetizzatori analogici, voci espressive e testi atmosferici, in un sound che si muove tra nostalgia e pop raffinato. Cominciata come una collaborazione al progetto solista di Leonardo Di Fiore, Opera Electric si è rapidamente evoluta in una vera partnership creativa: in qualità di fotografo e filmmaker, Nelio ha sviluppato l'identità visiva di Leon Blane. I due artisti hanno costruito un linguaggio comune che unisce suono, immagini e narrazione in un insieme coerente. gettando così le basi per il loro EP di debutto Changing Colors, pubblicato nel giugno 2025 e presentato proprio all'Orto Botanico. Ispirato da gruppi come Depeche Mode, Visage, la New Romantics e le icone queer degli anni Ottanta, Opera Electric crea un universo sensuale fatto di velluto, pelle e cromature attraversato da un sound fatto di synth-pop moderno senza filtri, emotivo, intransigente, intriso di un tocco di intrigante teatralità.
Compositore, sound designer, producer e cantante italiano, attualmente attivo a Berlino, Leonardo Di Fiore, attraverso il suo progetto solista Leon Blane, si è fatto conoscere per una scrittura introspettiva e per produzioni contemporanee che fondono generi diversi, esplorando temi come l'autenticità e le tensioni interpersonali nel mondo digitale. Scrive, produce e mixa la propria musica in totale autonomia e nel 2026 ha pubblicato, tra gli altri lavori, l'EP "Real Life". Il suo stile distintivo, che unisce profondità emotiva e una produzione moderna e accurata, definisce anche il sound di Opera Electric.
Conosciuto come Charlie Vaux, Nelio van Heeswijk è una figura affermata della scena club di Berlino, conosciuto per i suoi DJ set che attraversano e mescolano generi diversi, nonché come fondatore di LOVESHACK, party series nata nel quartiere berlinese di Neukölln. Parallelamente alla musica, lavora come fotografo e filmmaker ed è cofondatore di "Peachfuzz", studio fotografico e collettivo queer con sede a Berlino. Dal 2025 vive apertamente come uomo trans: il suo percorso di transizione, insieme ai temi dell'identità queer e della scoperta di sé, attraversa gran parte dei suoi testi e alimenta il suo impegno nella creazione di spazi dedicati alla visibilità e all'espressione della comunità queer.

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La nona edizione di Classica al Tramonto prosegue lunedì 30 giugno con una nuova doppia serata, alle 20.30 e alle ore 21.30.
Lunedì 30 giugno alle ore 20.30 l'Orto Botanico ospita un appuntamento all'insegna della letteratura e delle percussioni, Un secondo di vita adulta di Mauro Covacich, un concerto di parole e musica. Lo scrittore Mauro Covacich e il musicista Antonio Caggiano danno vita a un incontro in cui la parola diventa suono, gesto, materia musicale, mentre le percussioni assumono il ruolo di voce narrante, capaci di evocare stati d'animo, tensioni, memorie.
«In un rifugio di montagna un uomo assiste impotente alla caduta di una giovane madre con il neonato in braccio. La dinamica dei due corpi che precipitano uniti insieme dura non più di un secondo, nel quale però la mente dell'uomo esplode in una miriade di pensieri, lampi che si mischiano alle immagini in movimento, in un flusso di coscienza che tesse un filo invisibile tra le vite di questi tre umani e il loro destino».
In questo spettacolo, il confine tra musica e letteratura si dissolve per lasciare spazio a un linguaggio nuovo, fatto di risonanze emotive e significati nascosti. Lo scrittore Mauro Covacich e il musicista Antonio Caggiano danno vita a un incontro in cui la parola diventa suono, gesto, materia musicale, mentre le percussioni assumono il ruolo di voce narrante, capaci di evocare stati d'animo, tensioni, memorie.
Non si tratta semplicemente di accompagnare un testo con la musica, ma di far dialogare due forme espressive autonome in un intreccio profondo, dove il ritmo, il timbro e il silenzio diventano strumenti di esplorazione del senso. Un'esperienza in cui l'ascolto si fa visione interiore, e la letteratura si rivela anche come arte del suono.
Mauro Covacich, nato a Triste nel 1965, è autore della raccolta di racconti La sposa (Bompiani 2014, finalista Premio Strega) e di numerosi romanzi. Presso la Nave di Teseo ha pubblicato in una nuova edizione il "ciclo delle stelle" - A perdifiato (2003), Fiona (2005), Prima di sparire (2008), A nome tuo (2011, da cui Valeria Golino ha tratto il film Miele) -, La città interiore (2017, finalista Premio Campiello), Di chi è questo cuore (2019) e L'avventura terrestre (2023). Autore e interprete anche di tre monologhi, Svevo, Joyce, Saba, prodotti dal Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia. Nel 1999 l'Università di Vienna gli ha conferito l'Abraham Woursell Award. Vive a Roma.
Percussionista attento alle esperienze più innovative della scena musicale internazionale, Antonio Caggiano nel 1987 fonda con Gianluca Ruggeri l'Ensemble Ars Ludi con cui partecipa a importanti festival e rassegne nazionali e internazionali, intrecciando rapporti di collaborazione con alcuni fra i maggiori compositori contemporanei fra cui Andriessen, Battistelli, Bussotti, Curran, Reich, con cui si esibisce in tutto il mondo. Nel 2022 Ars Ludi vince il Leone d'argento alla carriera alla Biennale Musica di Venezia. Attivo per molti anni nelle maggiori istituzioni lirico-sinfoniche italiane, dal 1998 al 2003 è stato timpanista dell'O.C.I. diretta da Salvatore Accardo. Ha lavorato con molti importanti direttori come Bernstein, Sinopoli, Morricone, Pretre e collabora come solista in diversi gruppi da camera. da sempre interessato alla commistione di linguaggi artistici diversi, ha scritto musiche per il teatro e la danza. 

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Lunedì 30 giugno alle ore 21.30 spazio a Into the night con la voce del mezzosoprano Veronica Aracri, Ivano Guagnelli al pianoforte e tastiere, Gianluca Ruggeri al vibrafono e glockenspiel per un appassionante e misterioso viaggio nell'ascolto delle vibrazioni sonore di una notte intima, fatta di sussurri, accenni, dove i ricordi si confondono con i sogni, il canto con l'incanto, lo stupore con l'inquietudine. Un'esplorazione alla conclusione del giorno nell'attesa del domani percorrendo i sentieri tracciati dalle note da grandi autori della musica dei nostri tempi. Il concerto propone musiche di Angelo Badalamenti, Roberta Vacca, Arvo Pärt, Ry?ichi Sakamoto
Il concerto riunisce brani di autori diversi seppur accomunati da una particolare capacità di trasformare la musica in memoria, immagine e racconto interiore. Un viaggio nell'ascolto delle vibrazioni sonore di una notte intima, fatta di sussurri, accenni, dove i ricordi si confondono con i sogni, il canto con l'incanto, lo stupore con l'inquietudine. Un'esplorazione alla conclusione del giorno nell'attesa del domani percorrendo i sentieri tracciati dalle note da grandi autori della musica dei nostri tempi.
I brani del programma offrono infatti un doppio riferimento. Il primo è alla notte (Into the Night), con le sue inquietudini (Falling), le incertezze (The Sheltering Sky), le attese (Before Long), le emozioni sussurrate (Blue Velvet), i sogni (Who will take my dreams away), i ricordi (Blue Velvet), i suoi colori (Forbidden colours), i suoni (The Nightingale), la seduzione (Amore e Ouverture), la nostalgia (My heart's in the highlands). L'altro rimando è al cinema e a quei film di grandi registi che hanno utilizzato molti di questi brani composti da Ry?ichi Sakamoto e Angelo Badalamenti come "Il tè nel deserto" di Bernardo Bertolucci, "Blue Velvet" e "Twin Peaks" di David Lynch, "Furyo" di Nagisa Oshima, "La Grande bellezza" di Paolo Sorrentino. Un'altra particolarità è che alcuni dei titoli presentati sono stati composti senza testo e cantautori di grande spessore ne hanno aggiunto uno in accordo con il compositore. È questo il caso di "Who will take my dreams away" con il testo di Marianne Faithfull e Angels go to Heaven con il testo di Dolores O'Riordan (Cranberries) come anche di "Forbidden Colours"su testo di David Sylvian (Japan).

Mezzosoprano, Veronica Aracri debutta nell'ottobre 2019 al Teatro Torlonia di Roma con l'opera contemporanea "Il Testamento". Nello stesso anno vince una borsa di studio per il Laboratorio Lirico del Veneto – Young Opera Project di Padova. Collabora con il Coro della Cappella Giulia in Vaticano. Nel marzo 2022 vince la 76ª edizione del Concorso "Comunità Europea" del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e si specializza con Renato Bruson, Roberto De Candia, Marina Comparato e Carmela Remigio, debuttando in: "La Tragédie de Carmen", "La porta divisoria", "La legge", "Gli occhi di Ipazia", "A Hand of Bridge", "I due timidi". Nel 2024 debutta negli Stati Uniti, come mezzosoprano solista nel concerto "Bohemian Bash", accompagnata dalla "Symphony Irvine Orchestra" diretta da Dean Anderson. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali di canto lirico e musica da camera, ottenendo diversi primi premi.
Pianista, arrangiatore e direttore d'orchestra, Ivano Guagnelli ha collaborato anche per diverse produzioni musicali con L'ensemble Ars Ludi., lavora con diverse orchestre quali: la Filarmonica Oltenia di Craiova, La Matè e i Solisti Lucani e l'Orchestra Giovanile di Roma e collabora con compagnie teatrali come musicista di scena e arrangiatore con registi teatrali quali Lisa Ferlazzo Natoli, Edoardo Leo, Manuela Giordano, Simone Castano, Massimo Venturiello.  Nel 2017 fonda assieme a Riccardo La Chioma il progetto PLAYER 2, il primo progetto per orchestra sinfonica e piccolo ensemble in Italia specializzato nell'esecuzione di colonne sonore dei Videogames, Film di culto, Serie Tv ed Anime giapponesi.
Performer, Gianluca Ruggeri incentrato il suo lavoro sul repertorio solistico sulla "performance". Nel 1987 ha fondato con Antonio Caggiano, ARS LUDI, un ensemble di percussioni con cui si è esibito in tutto il mondo. Nel 2022 ha ricevuto, insieme agli altri componenti di Ars Ludi il Leone d'argento alla carriera dalla Biennale di Venezia per il teatro strumentale. Dal 2003 dirige il "Ready-Made Ensemble" con il quale si è esibito in importanti rassegne di nuova musica in tutta Europa. Ha fatto parte del gruppo di world music TANIT dal 1988 al 2001, dell'Officina Musicale Italiana, del Bussotti OperaBallett, della PMCE e dei Solisti della Filarmonica diretti da G. Sinopoli.  Come autore ha composto brani per piccoli ensemble e ha curato le musiche di scena per il teatro. Ha diretto tra le altre, opere di Bela Bartok, Luciano Berio, Guillaume Du Machaut, Franco Evangelisti, Luigi Nono, Steve Reich, Lucia Ronchetti, Karlheinz Stockhausen, e Igor Stravinsky. Ha registrato per Edipan, DGG, BMG, Harmony, Emi, Radiofandango, Brilliant Classics, Stradivarius. 

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Giovedì 2 luglio alle ore 21.00 Classica al Tramonto ospita Campo sensibile, opera immersiva di Margherita Iannilli, artista audiovisiva con la musica di Federico Castriota, artista sonoro e musicista.
Campo sensibile è un'opera immersiva e audiovisiva, una performance AV realizzata dal vivo che unisce il suono alle immagini, un live audiovisivo in cui immagini e suono dialogano in tempo reale a partire da riprese di paesaggi urbani. Fra Trastevere, l'Orto Botanico e i loro margini, la città viene filmata, scomposta in un intreccio dove suono e immagine si rispondono a vicenda - un attraversamento di luoghi familiari osservati da un'altra angolazione.

Margherita Iannilli è artista audiovisiva e Art Director indipendente con formazione in Psicologia (percezione e media) e in Media Design. Artista audiovisiva e designer multidisciplinare, con formazione in psicologia (percezione e media) e in media design. Sviluppa installazioni e performance audiovisive site-specific basate su composizione dal vivo e interazione in tempo reale tra immagine, suono e spazio, con un approccio sperimentale. Parallelamente lavora alla direzione creativa di progetti culturali e commerciali tra branding, identità visiva e contenuti cross-mediali.

Federico Castriota è artista sonoro e musicista. Il suo lavoro attraversa composizione, sound design e ricerca sul suono, inteso come materia e come strumento di relazione con lo spazio, il tempo e l'ascolto. Dal 2015 porta avanti il progetto Noha, con cui si esibisce in contesti internazionali, tra cui MUTEK, e raggiunge un pubblico di milioni di ascoltatori. Parallelamente compone musica per cinema e audiovisivo.

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La rassegna prosegue all'insegna della musica classica con un doppio concerto.
Martedì 7 luglio alle ore 20.30 il palco dell'Orto Botanico ospita The Shirvani Sisters, duo composto da Leila Shirvani al violoncello e Sara Shirvani al pianoforte in un programma costruito attorno al repertorio per violoncello e pianoforte, evidenziando differenti modelli di scrittura cameristica e di relazione tra i due strumenti, toccando autori come ?ajkovskij, Brahms, Beethoven, Griguoli, Rachmaninov e Paganini.
Nel Notturno op. 19 n. 4 di Pëtr Il'i? ?ajkovskij, la scrittura si fonda su un ideale melodico di tipo vocale, con il violoncello in posizione predominante e il pianoforte in funzione prevalentemente armonico, secondo un assetto ancora fortemente gerarchico. Con la Sonata op. 38 di Johannes Brahms, si afferma invece un equilibrio più stretto tra gli strumenti: il primo movimento presenta un'elaborazione tematica densa e una scrittura integrata: secondo una logica dialogica e non subordinante. In Canti persiani, Carlo Maria Griguoli sviluppa una scrittura contemporanea che privilegia processi timbrici e modali, con un'interazione cameristica basata sulla trasformazione progressiva del materiale piuttosto che su modelli formali predefiniti. La Sonata op. 102 n. 1 di Ludwig van Beethoven si colloca in una fase tarda della produzione cameristica, in cui la forma tende a una maggiore frammentazione formale e a una maggiore densità contrappuntistica, con una ridefinizione del rapporto tra le parti strumentali e della continuità formale tra i movimenti. La Danza orientale op. 2 n. 2 di Sergej Vasil'evi? Rachmaninov si inserisce nel linguaggio tardo-romantico attraverso una scrittura armonicamente densa e una forte caratterizzazione melodica, con elementi di esotismo mediati dalla tradizione russa. Le Variazioni su una sola corda di Niccolò Paganini rappresentano infine un modello di scrittura virtuosistica in cui il principio variativo è strettamente legato allo sviluppo della tecnica strumentale, che assume una funzione strutturale oltre che esecutiva.
Leila e Sara Shirvani, sorelle di origine anglo-persiana, sono nate a Roma in una famiglia di musicisti. Vincitrici complessivamente di circa 50 primi premi in concorsi nazionali ed internazionali, hanno fondato il duo "Shirvani Sisters" che le ha portate ad esibirsi per numerosi festival tra cui alla "Sala Verdi" di Milano, alla "Cappella Paolina" del Quirinale, presso il "Ravenna Festival", al Teatro Politeama di Palermo, al "Palazzo Pitti" di Firenze, all'Accademia Filarmonica di Messina", per gli "amici della Scala di Lugano" e molti altri. Sono state invitate da Paolo Fresu a registrare l'album "Clorofilla" da lui prodotto (Tuk Music, 2019) e stanno attualmente lavorando ad una nuova uscita discografica incentrata sulla musica persiana. Entrambe molto sensibili a cause femministe, ambientaliste e animaliste, si sono più volte battute, "armate" dei loro strumenti, esibendosi a favore di cause sociali, tanto che vengono spesso definite "musiciste attiviste". Sono ideatrici del progetto "Eco Accademia nel bosco", un centro ecosostenibile musicale diffuso nel verde.

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Martedì 7 luglio alle ore 21.30 spazio al secondo concerto della serata con FALLA Imaginado nuovo progetto del pianista e compositore Moisés P. Sánchez in occasione dei 150 anni della nascita del compositore spagnolo, esponente dell'impressionismo musicale e nato nel 1876. Moisés P. Sánchez propone una rilettura contemporanea dell'opera di de Falla, unendo rispetto per la tradizione e una visione moderna e libera. Attraverso arrangiamenti personali e una suite originale, Sánchez esplora la musica di Falla con un approccio armonico e strutturale influenzato dal jazz, dal rock sinfonico, dalla musica classica e dall'impressionismo francese.
Il repertorio comprende pezzi iconici del grande compositore di Cadice, come La vida breve o El amor brujo, insieme a opere meno conosciute come Nocturno, Fantasía Bætica o Mazurka, ampliati per l'occasione con una sensibilità attuale.
L'improvvisazione svolge un ruolo essenziale, integrata in modo organico come naturale estensione della composizione. Così, Moisés P. Sánchez costruisce un dialogo creativo che offre nuove interpretazioni dell'universo di Falla. Il risultato è un concerto vivo ed evocativo, in cui si riflettono sia la dimensione spagnola di Falla sia il suo lato più astratto ed europeo. FALLA Imaginado è un'esplorazione aperta, un invito a immaginare nuove forme di ascoltare e sentire una musica che rimane viva e continua a trasformarsi.
Con una carriera in costante espansione e un impegno verso l'esplorazione creativa, Moisés P. Sánchez si distingue come un artista la cui musica ridefinisce gli orizzonti della composizione e dell'interpretazione contemporanea, conquistando il pubblico in Europa e oltre. Riconosciuto come una delle figure più innovative nel panorama musicale europeo, ha costruito una carriera che supera generi e tradizioni. Come pianista, compositore e produttore, la sua musica fonde influenze diverse in un linguaggio unico, celebrato per la sua vitalità e originalità.  Le sue opere gli hanno valso riconoscimenti prestigiosi, tra cui una nomination al Latin Grammy nel 2019 per il suo album dedicato a Leonard Bernstein "Unbalanced: Concerto for Ensemble". Nel 2024, la sua carriera ha continuato a crescere a livello internazionale con l'uscita del suo nono album, "Dedication II", pubblicato dall'etichetta tedesca Double Moon, dopo altri momenti salienti come i suoi tour in Corea del Sud, Giappone e Argentina l'anno precedente, le sue prime esecuzioni all'Auditorio Nacional de Música di Madrid (2021, 2022 e 2023), oppure il Premio MIN della Musica Indipendente, che ha ricevuto per la seconda volta con il disco "Bach (Re)Inventions". 

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Con un'introduzione del compositore Stefano Mainetti sul rapporto tra musica e intelligenza artificiale generativa, Along Time, il concerto di venerdì 10 luglio (ore 21.00) al Museo Orto Botanico, conduce verso quanto di più autenticamente umano possa esistere: l'esperienza non ripetibile dell'esecuzione dal vivo. Along Time è un viaggio nel tempo che intreccia vita, arte e memoria, restituendo alla Musica la sua dimensione più profonda e condivisa. Le composizioni trovano espressione nel dialogo tra il Violoncello di Luca Pincini e il Pianoforte di Gilda Buttà, interpreti di riferimento di molte partiture di Mainetti. L'antologia racconta l'incontro di tre sensibilità artistiche che, resistendo al trascorrere del tempo, trasformano la scrittura in presenza, il suono in emozione condivisa, creando un dialogo profondo e irripetibile tra autore e interpreti. Along Time diventa così la celebrazione di un legame che si compie nell'ascolto vivo, fragile e potente, riaffermando il valore universale della creatività e dell'interpretazione umana. Il concerto è realizzato in collaborazione con l'ACMF, Associazione Compositori Musica per Film.
Compositore e direttore d'orchestra, Stefano Mainetti ha insegnato Composizione Applicata al Conservatorio di Santa Cecilia ed è relatore sui rapporti tra musica e intelligenza artificiale generativa. Tra i fondatori dell'ACMF, Associazione Compositori Musica per Film, compone per cinema, teatro e televisione tra Italia e USA. Ideatore di Rendering Revolution, presentato al MAXXI, è insignito della Menzione d'Onore dal Conservatorio di Santa Cecilia. Nomination ai Camille Awards 2026 "Best Original Music for Drama Series" per la serie Rai "I Casi di Teresa Battaglia - Ninfa Dormiente".
Vincitore di numerosi concorsi internazionali, Luca Pincini ha avviato una brillante carriera come primo violoncello in molte delle prestigiose orchestre italiane e come solista presso le più importanti istituzioni mondiali, spaziando tra repertori assai diversi, dalla musica classica alla musica contemporanea sperimentale. Ha collaborato assiduamente come solista con Ennio Morricone, Luis Bacalov, Franco Piersanti, Nicola Piovani, Armando Trovajoli, Alexandre Desplat incidendo per numerose pellicole, Il Commissario Montalbano, Il Caimano, L'ultimo bacio, I Medici, The Young Pope. Numerose le sue partecipazioni nel mondo della pop music, con cantanti come Luca Barbarossa, Carmen Consoli, Elisa, Jovanotti, Renato Zero, Mina.
Vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, la pianista Gilda Buttà si è esibita con le più importanti istituzioni mondiali, sia come solista sia in formazioni da camera. Dedita ai più svariati stili, ha sviluppato un repertorio vasto e completo, spaziando da Mozart a Beethoven, Brahms, Gershwin, Rachmaninov, Casella fino a Nyman. Ha collaborato per decenni con Ennio Morricone, dalla discografia in cd alle varie produzioni concertistiche, fino alle colonne sonore originali, tra cui La leggenda del pianista sull'oceano, Gli intoccabili. Dello stesso Morricone è assidua interprete nella musica assoluta, nonché dedicataria di Catalogo (Suvini Zerboni 2000).

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La nona edizione di Classica al Tramonto prosegue martedì 14 luglio alle ore 21.00 con il tradizionale Galà Avos, serata che conferma la collaborazione con la prestigiosa scuola di musica e perfezionamento Avos Project – Scuola Internazionale di Musica ospitando alcuni dei più talentuosi studenti della scuola romana. Il palco ospita un doppio concerto che vede come protagonisti il duo formato da Francesco Pavan al violino e Mattia Casu al pianoforte con un programma dedicato a Josef Suk e Leoš Janá?ek. Nella seconda parte della serata il duo Pavan-Casu si trasforma in quartetto con la presenza di Lorenzo Lombardo alla viola e di Leonardo Bruschetta al violoncello proponendo il Quartetto per pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore, op. 87 di Dvorák.
Il concerto proposto esplora il volto più intimo della musica ceca, unendo tre compositori che, pur appartenendo a generazioni diverse, hanno condiviso la capacità di trasformare il dolore personale e l'inquietudine storica in linguaggi sonori rivoluzionari, capaci di parlare direttamente alla sensibilità del nostro tempo.
La Love Song (Píse? lásky), Op. 7 n. 1 di Josef Suk rappresenta uno dei vertici del lirismo giovanile del compositore, composta originariamente per pianoforte nel 1891, l'opera incarna un'estetica tardo-romantica di chiara derivazione dvo?ákiana, rivelando una profondità emotiva legata alla dedica per Otilie Dvo?ák, futura sposa dell'autore. La narrazione musicale procede attraverso un dialogo espressivo costante, dove la ricchezza armonica sostiene una melodia appassionata, capace di spaziare tra momenti di grande slancio e ripiegamenti più malinconici e delicati, offrendo una sintesi ideale tra il calore della tradizione boema e una sensibilità poetica già proiettata verso le complessità del nuovo secolo.
La Sonata per violino e pianoforte, JW VII/7 di Leoš Janá?ek appartiene alla produzione tarda del compositore e incarna la sua tipica sintesi tra scrittura cameristica e linguaggio ispirato alla prosodia del parlato, riflettendo l'ansia e le tensioni politiche del periodo. L'opera si caratterizza per una struttura non rigidamente sonatistica, in cui frammenti motivici brevi e fortemente connotati vengono organizzati secondo una logica di tipo episodico e non lineare. Il rapporto tra violino e pianoforte è impostato in termini di forte tensione dialettica, con una scrittura che privilegia l'impatto espressivo e la densità timbrica rispetto alla continuità formale tradizionale.  Op. 7 n. 1
Il Quartetto op. 87 di Dvo?ák composto nel pieno della maturità, è un'esplosione di invenzione melodica e vigore ritmico. Se il primo movimento è dominato da un tema energico all'unisono, il Lento successivo è una delle pagine più profonde di Dvo?ák, con un violoncello che intona un canto di rara bellezza. Il terzo movimento ci riporta alle atmosfere popolari dei Ländler e della musica slava, portando il pubblico verso un finale trascinante e virtuosistico.

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La nona edizione di Classica al Tramonto si conclude mercoledì 15 luglio con un doppio concerto.
Alle ore 20.30 spazio al Duo Corde Brasiliane composto da Gianluca Persichetti alla chitarra e Massimo Aureli alla chitarra a 7 corde.
Persichetti e Aureli, uniti da una lunga amicizia e da una profonda passione per la musica brasiliana, sono considerati tra i principali esecutori italiani del genere. Due chitarre per un viaggio unico ed emozionante attraverso i grandi stili della MPB: Bossa Nova, Samba, Choro, Maxixe e Forrò. Musica brasiliana nella sua essenza più pura: un duo raffinato e appassionato condurrà il pubblico nel cuore del Brasile.

Gianluca Persichetti intraprende giovanissimo lo studio della chitarra. Attratto dalla musica etnica e profondo conoscitore di musica brasiliana ne diventa uno dei massimi esecutori italiani collaborando con alcuni dei più rappresentativi musicisti brasiliani in Italia. Con il Trio Itinerario Brasile realizza due cd all'insegna della personale interpretazione della musica sudamericana e ospita illustri musicisti, come Irio de Paula, Sergio Galvao. Intensa la sua attività televisiva e radiofonica.

Massimo Aureli, chitarrista romano, svolge un'intensa attività concertistica sia come solista sia in varie formazioni da camera, coltivando una forte passione per la musica latino-americana, soprattutto brasiliana. Con il Trio Chitarristico S. Cecilia (con Massimo Delle Cese e Gianluca Persichetti) si esibisce in Italia e all'estero. Da sempre interessato alla musica brasiliana, si specializza con grandi maestri nella Chitarra a Sette Corde, strumento tipico del Samba e dello Choro.

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Mercoledì 15 luglio alle ore 21.30 spazio al concerto conclusivo della rassegna: Candy Cane Snail
è il progetto musicale di Ava Alami (voce) e Vittorio Esposito (pianoforte e synth): il duo si ispira alla lumaca colorata omonima, simbolo di diversità e rallentamento proponendo un repertorio originale che fonde jazz, elettronica, cantautorato italiano e musica persiana, in omaggio alle radici di Ava. Il disco, intitolato Candy Cane Snail, è uscito a febbraio 2025, prodotto in collaborazione con ReMida Productions e Cesare Mangiocavallo e distribuito dall'etichetta newyorkese La Reserve Records. Nel 2024 Candy Cane Snail ha conquistato il primo premio al concorso Isio Saba, dedicato alla creatività e all'innovazione nella musica jazz. Il progetto ha calcato alcuni tra i palchi più significativi della scena jazz italiana ed europea, come il Teatro Ristori di Verona, la Maison d'Italie di Parigi, la Casa del Jazz di Roma e la Sala Vanni di Firenze.

Ava Alami
Cantante jazz che integra nella sua musica le proprie radici persiane e italiane. I suoi progetti uniscono composizioni originali, standard jazz, musica popolare persiana e classici italiani. Ha partecipato ai seminari di Siena Jazz e Nuoro Jazz, ricevuto alcuni riconoscimenti tra cui Premio Giovani Visionari (2024) e il Premio Isio Saba con Vittorio Esposito (2024). Si è esibita su palchi prestigiosi ad Amburgo, Roma, Firenze collaborando con con artisti come Rita Marcotulli, Gabriele Mirabassi.

Vittorio Esposito
Pianista e compositore, napoletano, classe 1998 calca i palchi di numerosi festival in tutta Italia, distinguendosi per sensibilità musicale e maturità interpretativa. Nel 2018 è finalista al prestigioso Premio Internazionale Massimo Urbani e con il Vittorio Esposito Trio conquista la finale del festival internazionale Sibiu Jazz in Romania, vincendo il Premio della Giuria; nel 2023 vince il Concorso per Pianisti Lelio Luttazzi. Ha registrato diversi dischi come sideman in varie formazioni collaborando con nomi noti del panorama jazz italiano e internazionale.

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