Filippo La Porta e Marcello Rosa in concerto

Raccontando gli scrittori che hanno raccontato o "mimato" il jazz nel loro stile - da Scott Fitzgerald a Jack Kerouac, da Faulkner e Ellison, da Langston Hughes a Leroy Jones, dai futuristi a Fenoglio e Gianni Celati, dalle avanguardie a Céline, da Boris Vian a Cortazar e Murakami -, commentando la lingua che usano, descrivendo la loro idea di scrittura, nel corso dello spettacolo si mette via via a fuoco l'idea di una letteratura jazz, o "sincopata" (così i futuristi chiamavano il nuovo genere di importazione americana), caratterizzata soprattutto da un elemento: quella che riesce e a incorporare dentro di sé un elemento di rischio, di avventura e di gioco, come negli anni trenta compresero gli scrittori Massimo Bontempelli e Alberto Savinio. Lo spettacolo consiste in una dozzina di brani musicali (composizioni di Rosa, standard riarrangiati, riletture originali di classici come "'A vucchella" di D'Annuzio - Tosti o "Mack the knife") tra loro collegati da brevi raccordi verbali - letture di poesie, di brani di narrativa, di articoli, - entro un racconto unitario che a volte diventa un dialogo tra la voce narrante, Filippo La Porta, e il direttore artistico Marcello Rosa.

Jazztales Septet

Marcello Rosa trombone e direzione musicale

Filippo La Porta percussioni e voce narrante

Andrea Verlingieri sax tenore e soprano

Paolo Tombolesi piano

Massimo D'Agostino batteria

Stefano Micarelli chitarra

Toto Giornelli contrabbasso

Per la programmazione completa, consulta l'anteprima concerti a Roma nella sezione dedicata.


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma