Voci, suoni, colori del barocco popolare

Il Barocco è il momento in cui l'uomo più o meno consciamente si rende conto che la varietà del mondo non è un suo aspetto accidentale, una superficie illusoria pronta a dissolversi davanti alle armi della fede o della ragione, ma che al contrario costituisce uno degli aspetti più essenziali della vita degli uomini e delle cose. Chiamato a confrontarsi con una tale, vertiginosa complessità, lo sguardo si fa più acuto, anche se forse più disincantato; e anche la stratificazione della società, sintomo della ineliminabile molteplicità della vita, diventa un fenomeno da osservare con curiosità e attenzione attraverso la lente del filosofo o dell'artista. L'elemento popolare assume allora nell'arte e nella musica un'inedita gamma di sfaccettature che sfondano gli angusti limiti del comico e del grottesco che avevano caratterizzato l'immagine dei ceti più umili nel corso del XVI secolo. Paralleli e confronti tra opere figurative e musicali consentono di esplorare questa ricchezza di elementi accomunati dalla rustica inventiva, dalla stravenata energia e dalla sapida esplosione dei contrasti che anche le espressioni artistiche più raffinate accoglievano in sé come cifra più autentica dell'espressione popolare.

Musiche di Kapsberger, Fasolo, Frescobaldi, Provenzale, A. Scarlatti, Caresana, Merula, Marais Rameau

Giovanni Cappiello, musicologo

Lucia Franzina, soprano

Riccardo Pisani, tenore

Silvia De Maria, viola da gamba

Sara Osenda, spinetta


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