Musiche di B. Eno, P. Glass, W. Mertens, P. Puglisi, A. Stalteri

La parola “minimalismo” venne usata per la prima volta dal filosofo dell'arte inglese Richard Wollheim nel saggio intitolato, appunto, "Minimal Art". In realtà non vi è stato un gruppo di artisti che ha definito il proprio lavoro con questa denominazione, o che si è riconosciuto come appartenente a questa corrente. Il termine si è quindi diffuso per mezzo dei critici d'arte e della stampa, ma l’onda creativa di personaggi come Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass, avviluppandosi a figure ritmiche immediate e spesso ossessive, ha portato ad una vera e propria scuola (inconsapevole?).

Il recital proposto da Pierluigi Puglisi e Arturo Stàlteri offre uno spaccato di tale modo di comporre: i due pianisti volano sulle ali ossessive di Philip Glass, oppure rileggono il transfuga Wim Mertens, che dal miminalismo è partito, ma ha saputo ridare cuore e umanità a una musica che è soprattutto razionalità e estasi trascendente; brani come VICTOR’S LAMENT o STRUGGLE FOR PLEASURE partono dalle stesse coordinate di pensiero, ma compiono un cammino decisamente diverso ... Così come diverso è il percorso dell’inglese Brian Eno che, recuperando i canoni estetico-ascetici di Erik Satie, conia il termine di AMBIENT MUSIC (potremmo definire alcune sue pagine “minimalismo prosciugato”).

E ancora: esiste un minimalismo che sa colorarsi di leggerezza? Forse... (SELIKA SUITE). E un minimalismo “lisztiano”? Perchè no... (ANFITRITE).

Per concludere: abbattiamo ogni confine e accettiamo il fatto che... amare la musica vuol dire dare libertà alla musica.

Musica ai Ss. Apostoli V stagione concertistica 2014/2015 presenta

“Minimalismo, mon amour”

Musiche di B. Eno, P. Glass, W. Mertens

P. Puglisi, A. Stalteri

pianoforti:

Pierluigi Puglisi - Arturo Stalteri


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