Fenomeni fisici e scientifici sono alla base della ricerca del compositore ed artista

Considerato uno dei maggiori esponenti della computer music contemporanea e uno dei pionieri della musica astratta, il compositore e artista giapponese Ryoji Ikeda si è guadagnato un posto nella storia della musica grazie a una precisione ed estetica matematica, insieme all'attenzione per le caratteristiche essenziali del suono e della luce. Fenomeni fisici e scientifici sono alla base della sua ricerca che fa propri media sonori e visivi, performance immersive e installazioni. Nato in collaborazione con Eklekto, gruppo di percussionisti contemporaneo fondato a Ginevra nel 1974, music for percussion segna un nuovo percorso nella prolifica carriera dell'artista. Ikeda abbandona proiezioni ed elettronica, per concentrarsi sulla purezza del suono prodotto da un gruppo di 4 percussionisti. Il risultato – presentato in Italia per la prima volta dal vivo – è un insieme di composizioni minimaliste per corpo, triangoli, piatti, crotales e metalli, capaci di tratteggiare una continuità uditiva con tutta l'opera del compositore.

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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