Cantata per i bambini accusati di stregoneria un racconto di Sandro Cappelletto per la musica di Michelangelo Lupone

Chi sono gli Ndoki? I bambini e le bambine più deboli, resi orfani da una guerra, malati, colpiti da qualche handicap, i più poveri. Diventano un problema, considerarli feticci, diversi, altri, è un modo spiccio e sicuro per raggiungere un duplice risultato: liberarsi di un peso (chi li mantiene, se non hanno più una famiglia o se le loro famiglie sono disperatamente povere?) e incanalare la rabbia, la frustrazione per le grame condizioni di vita di un villaggio, di una comunità verso il più facile, il più inerme degli obiettivi. Loro sono le vittime innocenti di errori e di interessi altrui. Il testo, affidato alla voce narrante, ricostruirà le diverse fasi del "processo" che viene istituito contro il bambino accusato di essere un feticcio, di stregoneria, e che sempre si conclude con la sua eliminazione. Alla voce degli strumenti e dell'elettronica, della cantante e del coro di voci banche, è affidato un contrappunto di sgomento, di compianto, di speranza. Sono loro le voci che queste piccole vittime non hanno mai potuto avere, per rivendicare il loro diritto alla vita. Che questo nostro lavoro vuole, con dolce prepotenza, difendere, come una carezza donata alla loro memoria, come uno schiaffo duro sul volto di chi li tormenta.

Creazione per Artescienza 2018

in collaborazione con Accademia Nazionale di S. Cecilia

Silvia Schiavoni: mezzosoprano

Sandro Cappelletto: voce narrante

Michela Rabbia: multi-percussioni

Schola Cantorum (direttore Vincenzo Di Carlo) e Cantoria (direttore Massimiliano Tonsini) dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Michelangelo Lupone: regia del suono

Silvia Lanzalone: live electronics

Giovanni Stella: regia video

Emanuela Mentuccia: Coordinamento scenografico

Stefano De Vito: disegno luci

Giuseppe Silvi: assistente musicale

Michele Papa: assistente tecnico


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