Festival Mediterraneo dell'Incontro

Le Nuove Tribù Zulu ritornano a Roma per presentare live il nuovo lavoro "Namastè Om Shanti EP" nell'ambito del Festival Mediterraneo dell'Incontro, organizzato dall'Associazione Culturale Etnochoreia.

Sul palco una formazione allargata e ricca di suoni etnici.

Accanto alla lineup classica della band ci saranno infatti Pejman Tadayon al setar e al kamanché e Sanjay Kansa Banik alle tabla indiane.

"Namasté Om Shanti" (Filibusta Records, in uscita nel 2016)

"Saluto il Dio che è in Te" - Namasté, parola hindi che rappresenta un simbolico gesto di saluto in India, è il nuovo singolo delle Nuove Tribù Zulu, che segna il ritorno della storica band folk- rock italiana. Dopo l'entusiasmante e avventuroso progetto a fianco dei musicisti gipsy del Rajasthan nell'India del Nord, con i due album "Banjara!" (2012) e "Diario Nomade" (2014) pubblicati con Materiali Sonori, le Nuove Tribù Zulu tornano con l'Ep "Namasté Om Shanti".

Sperimentare senza confini è sempre stato l'obiettivo della band: mescolare vita e arte, storie personali e vena creativa per arrivare a tracciare la rotta di un un viaggio sonoro in grado di costruire un ponte di incontro e unità verso altri luoghi e altre culture. Il messaggio è chiaro: Noi siamo UNO, al di là di ogni muro religioso, etnico e razziale. Tutto questo è Namasté, "Saluto il Dio che è in Te", il nuovo passo del lungo viaggio intrapreso dalla band con la loro Cross-World-Music, dove il giro melodico vocale abbraccia il mondo della taranta del nostro sud italico, con il suono del setar ad intarsiare la struttura della canzone.

Aperti da sempre al mondo e alle collaborazioni, ad impreziosire il brano, nella classica e collaudata line up delle Nuove Tribù Zulu - formata da Andrea Camerini, Paolo Camerini, Roberto Berini, Ludovica Valori con Massimiliano Diotallevi al sax- la presenza di due ospiti eccellenti, come Pejman Tadajon, eclettico polistrumentista iraniano al setar, ancestrale e affascinante strumento a corde persiano, e quella di Sanjay Kansa Banik alle tabla, virtuoso musicista indiano di Calcutta e musicista dell'Orchestra di Piazza Vittorio.


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