Francesco Pennisi nacque nel 1934 ad Acireale, in Sicilia, in una famiglia antica, aristocratica e profondamente legata alle arti. Fin dalla prima giovinezza si dedicò sia alla pittura sia alla musica. Anche dopo aver scelto definitivamente la composizione come propria vocazione, continuò a dipingere e, soprattutto, a disegnare, senza tuttavia trasferire elementi grafici nella scrittura delle sue partiture.
Nel 1953, conclusi gli studi secondari, si trasferì a Roma, dove frequentò l'università e iniziò a studiare composizione con il musicista americano Robert Mann. Nel 1962 esordì alle Giornate della Nuova Musica di Palermo con il brano L'anima e i prestigi per contralto, tromboni e percussioni. Nello stesso periodo divenne uno dei principali promotori dell'associazione Nuova Consonanza, fondata a Roma con l'obiettivo di favorire la diffusione, l'esecuzione e la conoscenza della musica contemporanea internazionale.
Nel corso degli anni le opere del compositore siciliano furono eseguite con frequenza crescente nei principali centri musicali e nei più importanti festival italiani e stranieri, tra cui il Festival di Royan, Hilversum, la Biennale di Venezia e il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo.
Dopo aver attraversato e osservato con sottile distacco critico le esperienze delle avanguardie europee e americane degli anni Cinquanta e Sessanta, Pennisi elaborò un linguaggio personale e raffinato, nel quale confluiscono differenti componenti stilistiche: la fluidità sonora di Debussy e il rigore essenziale di Webern; alcuni gesti fonici e formali di Ives (e, marginalmente, di Cage); nonché quella «libertà controllata» che caratterizza le opere più tarde di Petrassi, sostenuta da una geometria interna nascosta ma rigorosa.
A proposito della sua musica, Mario Messinis ha scritto:
«… Francesco Pennisi prosegue lungo un percorso solitario e silenzioso, che sfugge a ogni classificazione superficiale (…). Dove collocare questo siciliano che lavora il materiale sonoro con la precisione di un orafo e lo racchiude entro strutture ordinate, ma sempre aperte all'irrazionale? (…). Questo artista costruisce minuziose miniature, apparentemente chiuse in se stesse, che tuttavia si animano di riflessi illusori, come specchi semoventi che, di istante in istante, annullano una realtà soltanto apparentemente definita (…). Il mondo di Pennisi è inaccessibile e delicatamente enigmatico, simile a una sfinge (…): pagine leggere che sembrano sospese nel vuoto».
Il compositore morì a Roma il 9 ottobre 2000.
Le sue opere sono pubblicate da Casa Ricordi, Suvini Zerboni ed Edipan (da RICORDI)
Oltre a Pennisi opere di:
Gabriel Maldonado
Sghiribizzo per strumenti ed elettronica (2026)
versione per chitarra ed elettronica - prima esecuzione
Francesco Cuoghi
Due Ricercari per soprano, chitarra e elettronica (2026)
(testi di G. Gozzano) - prima esecuzuone
Stefano Petrarca
I giardini di Goldbach (2026) per chitarra e live electronics
Daniele Corsi
Ou puis par font de mamerencolie (2026)
da una lirica di Charles d Orleans per chitarra elettrica, arpa e soprano - prima
Informazioni, orari e prezzi
TEATRO DI DOCUMENTI
Via Nicola Zabaglia 42, Roma (zona Testaccio)
Ingresso € 3 con tessera soci del Teatro di Documenti
Tel. 06 45548578 – 328 8475891 – 377 9999182
https://www.orphee.it/2026/05/15/trio-inarmonico/
Dove e quando
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