Scomposizione e ricomposizione di una varietà impressionante di pattern per dare vita a strutture elettroniche che sembrano ipnotizzare l'ascoltatore

Tra le leve della nuova musica elettronica 'made in Italy', Caterina Barbieri sviluppa una ricerca incentrata sull'utilizzo di vecchi e nuovi sintetizzatori e strumenti a corda.
Il suo minimalismo deriva da una meditazione sulle forme d'onda primarie e dall'esplorazione del potenziale polifonico e poliritmico dei sequenziatori, elementi attraverso i quali trasforma la musica in geometrie severe che si articolano nel tempo e nelle spazio.
Con Patterns of Consciousness il suo ultimo apprezzato album, qui presentato dal vivo e in modalità inedita ridisegnata per REf18, Barbieri macina, scompone e ricompone una varietà impressionante di pattern per dare vita a strutture elettroniche che sembrano ipnotizzare l'ascoltatore, ma solo per sorprenderlo con nuove e destabilizzanti fratture. L'ambient incontra una techno implosiva per plasmare un enigmatico quanto magnetico universo.

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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