Live con una delle massime rappresentatici della world music e tra le voci più belle del mondo

Icona indiscussa della musica internazionale, tra le massime rappresentatici della world music e tra le voci più belle del mondo, Angélique Kidjo presenta un live speciale, vero e proprio ponte tra culture e mondi apparentemente distanti. La cantante fa infatti proprio il quarto album dei Talking Heads Remain in Light registrato dal gruppo insieme a Brian Eno nel 1980 e contaminato, a partire dall'influenza del musicista nigeriano Fela Kuti, dalla poliritmia africana, dal funk e dalla musica elettronica. «Le idee africane erano molto più importanti da ottenere dei ritmi specifici» avrebbe affermato David Byrne, facendo riferimento non solo alla forma ma anche ai contenuti di quell'album. Ed è forse per questo che oggi la Kidjo sceglie di riportare quel mondo post-punk, di suoni e di groove, alle proprie origini in una sorta di viaggio A/R caratterizzato da nuove linee di chitarra, nuovi messaggi e una sorprendente energia. Un vero e proprio incontro tra sonorità e culture differenti, ma anche un omaggio a una delle più grandi band della storia della musica, attraverso lo sguardo di una delle artiste più cosmopolite di sempre.

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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