La Messa da Requiem K 626 in Re minore, l'ultima opera incompiuta di Wolfgang Amadeus Mozart, rappresenta un labirinto di contraddizioni e misteri che nel corso del tempo ha diviso gli storici e i musicologi, alimentando congetture e accendendo passioni. Mozart portò a termine solo l'Introito: Requiem aeternam, e scrisse le parti principali dell'opera indicando di tanto in tanto il motivo melodico dell'accompagnamento. In questo stadio sono pervenuti Kyrie, Sequentia (con il Lacrimosa che si ferma dopo le prime otto battute) e l'Offertorium.

Dopo la morte di Mozart, la moglie Constanze delegò il completamento del Requiem a tre allievi del marito, per meglio avvicinarsi agli intenti originari dell'opera, ma solamente Franz Xaver Süssmayr continuò il lavoro, riordinando in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti e completando i brani totalmente mancanti del manoscritto. Sin dalle prime note è presente un senso d'angoscia, è come se l'autore avesse paura della morte e del giudizio ed è come se essa fosse già presente.

Organico

Lorenzo Macri, Direttore

Luisa Ciciriello, Soprano
Tiziana Fabietti, Mezzo soprano
Delfo Paone, Tenore
Cesidio Iacobone, Basso /Baritono

Coro Accademia Vocale Romana & La Fenice

Orchestra Sinfonica Città di Roma

Dove e quando

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