La lirica come passione, come piacere, come impegno artistico e personale

Dire che i protagonisti della serata sono dilettanti giapponesi di livello elevato è solo una parte della storia. Vi è dell'altro, di grande rilevanza. Questi artisti sono testimoni dell'amore che la società nipponica nutre per la lirica italiana e per l'Italia tout court. I cantanti che potremo ascoltare coltivano il bel canto con la costanza dei professionisti, ma anche con l'entusiasmo dei debuttanti. Sono personalità della società civile ben note al grande pubblico giapponese per il loro ruolo culturale ed economico, ma in questa occasione intendono essere apprezzate solo come esecutori di romanze e canzoni italiane. Hanno studiato la musica e la lingua italiana, hanno frequentato il nostro Paese e i suoi ambienti artistici, si sono già esibiti in varie località italiane e continueranno a farlo per il loro piacere e quello del pubblico. La loro passione crea tra Italia e Giappone un legame molto più forte di un trattato di amicizia o di un accordo culturale. E' una prova di affetto nei confronti della patria della lirica, nei confronti di un paese che amano, di una tradizione che fanno propria, arricchendola di aspetti nuovi e di graziosa disponibilità.
Dopo l'esibizione dei cantanti Etsuko Hattori, Chie Hidaka, Haruo Yamamoto, Kumi Taniguchi, del tenore Iwao Onuki e del baritono Kei Yonashiro, accompagnati al pianoforte da Angelo Inglese, vi sarà un intermezzo poetico con liriche lette da Zingonia Zingone e da Marina Benedetto. Si esibirà infine il coro di voci bianche Sol Artium, diretto da Monica Burgio con Manlio Pinto al pianoforte.


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