L'orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala fa ora rivivere il capolavoro dell'artista

Venticinque anni sono trascorsi dalla scomparsa di Frank Zappa, genio della musica del Novecento, tra i migliori chitarristi di tutti i tempi e artista in grado di far proprie influenze stilistiche diversissime: dal rock al blues, dal jazz al progressive, dall'avanguardia al cabaret. «Era una figura eccezionale perché apparteneva a due mondi: quello della musica pop e quello della musica classica» affermò Pierre Boulez.
Nato come registrazione dal vivo eseguita dall'orchestra tedesca Ensemble Moderne e pubblicato nel 1993, The Yellow Shark è l'ultimo album dell'artista ed è considerato uno dei suoi massimi capolavori. L'orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala fa ora rivivere questo monumento musicale in un'esecuzione integrale ad opera dell'Ensemble Giorgio Bernasconi.
A dirigerlo è Peter Rundel: non solo uno dei più importanti direttori d'orchestra al mondo, ma anche un testimone di questa grande creazione, da lui stesso diretta nel 1992 al Festival di Francoforte. Un appuntamento con la storia della musica e con la sua eredità.
In corealizzazione con Fondazione Musica per Roma

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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