Due storie s'incontrano e delineano il racconto di un cammino eroico verso la conoscenza

Cosa ha in comune la vicenda filosofico/fantascientifica di Picnic sul ciglio della strada (il celebre romanzo dei fratelli Strugackij noto anche grazie alla personalissima trasposizione cinematografica del film Stalker di A. Tarkovskij) con l'epopea Sufi de Il verbo degli uccelli (parabola di profonda e rara intensità partorita dalla magistrale penna di Farid al-Din'Attar, poeta mistico persiano del XII secolo)? Queste due storie, distanti nello spazio e nel tempo, s'incontrano e delineano il racconto di un cammino eroico verso la conoscenza in cui è necessario abbandonare ogni cosa, bruciare cento mondi e gettare il proprio cuore nel tempestoso fuoco del presente. Nato dalla collaborazione tra Daniele Del Monaco e alcuni musicisti di New York, il cui nucleo centrale (Marco Cappelli, Ken Filiano e Satoshi Takeishi) è affiancato da Fay Victor e Marc Ribot, lo spettacolo mette in scena le energie di una nuova stagione della musica sperimentale newyorkese, nella quale confluiscono con naturalezza l'energia del rock, l'interplay dell'improvvisazione, i colori della musica contemporanea e la sintesi della composizione musicale. Presentato in prima mondiale per Romaeuropa Festival dopo essere stato interamente riscritto a partire da un lavoro del 2014, The Zone è un'odissea Sufi che, con spirito punk, si allontana dai cliché adolescenziali, costruendo, all'interno delle sue sette canzoni, toni austeri e tenebrosi, violenti eppure dolcissimi in grado di restituire valore e spessore poetico al concetto di rituale.

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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