Tuxedomoon, sono una band di culto che rappresenta una straordinaria eccezione nel mondo musicale ultra strutturato di oggi

Nati nel 1977, nell'atmosfera dell’età d’oro postpunk di San Francisco, la band divenne ben presto parte centrale della scena No Wave di New York (come documentato dal film "Downtown 81", incentrato sulla figura di Jean Michel Basquiat e contenente performance di Blondie , James Chance, DNA e Tuxedomoon). No Tears, il loro secondo singolo (1979), è rimasto un classico electro punk fino ai giorni nostri.

La band ha lavorato con l’etichetta dei Residents, la Ralph Records, e con questa ha pubblicato due album seminali, Half Mute (1980) e Desire (1981) che in breve tempo ottennero una buona diffusione all'estero. Il primo concerto in Europa si tenne il 9 Dicembre 1980 al Cinema Antoniano di Bologna, inaugurando quello che sarebbe stato un rapporto privilegiato con il pubblico italiano.

Fuggendo dall'America di Reagan Tuxedomoon si trasferiscono in Europa nei primi anni '80, prima a Rotterdam e poi a Bruxelles, per rimanervi per tutto il decennio.

Anche se la loro capacità di cristallizzare un certo “zeitgeist” oscuro e romantico li trasformò rapidamente in una delle band più influenti in circolazione, la loro musica è andata sempre oltre tutti i generi e ha abbracciato un più vasto orizzonte dove il rock, l’elettronica, la musica minimale, la classica, il jazz, la musica gitana e il pop sono stati fusi e trasformati in una miscela musicale innovativa e originale.

Nel 1985 nasce la CramBoy, la label creata dalla band insieme all’etichetta Crammed Discs di Bruxelles e inizia così, con l’uscita di Holy Wars, anche il rapporto di distribuzione e creativo con l’italiana Materiali Sonori. Continuano intanto anche le carriere soliste, dividendo occasionalmente le loro strade sia geograficamente che dal punto di vista musicale. Escono in successione fino al 1987 una seria di album di grande profilo, rimasti ancora oggi dei classici del “secondo periodo” della storia della band.

Nel 1988 la Materiali Sonori gli dedica un libro monografico con i testi delle canzoni, edito da Stampa Alternativa.

Gli anni Novanta sono caratterizzati dai molti progetti solisti e i componenti, lasciandosi e ritrovandosi continuamente, girano il mondo, confermando il loro spirito cosmopolita: Steven Brown (voce, tastiere e sassofono) si trasfersce in Messico, Peter Principle (basso, elettronica) a New York, Blaine L. Reininger (voce, violino, chitarra) in Grecia, Luc Van Lieshout (tromba) a Bruxelles, Bruce Geduldig (film e visual) a Bruxelles e, recentemente, in Portogallo.

Nel 2004 Tuxedomoon tornano in studio (in Italia, a Cagli) per scrivere e registrare lo splendido album Cabin In The Sky, che li ha trovati al top assoluto della forma e della creatività, confermando la loro natura romantica, ribelle e senza limiti di fantasia. Questo disco è anche caratterizzato da contributi di ospiti selezionati con cura come Tarwater, John McEntire dei Tortoise, Marc Collin dei Nouvelle Vague e DJ Hell.

Poco dopo aver finito Cabin In The Sky, Tuxedomoon tornano a San Francisco, città natale della band, con lo scopo di iniziare a scrivere materiale per il loro successivo album. Ma l'atmosfera del luogo ha avuto effetti inattesi su di loro, e li ha spinti invece a registrare una serie di "composizioni spontanee" che costituiscono la base di un progetto parallelo intitolato "Bardo Hotel Soundtrack" vagamente collegato al romanzo di Brion Gysin “The Bardo Hotel”, ambientato in un hotel di Parigi, dove Gysin e William Burroughs misero a punto le tecniche radicale del “cut-up” e del “fold-in”.

Sia Cabin In The Sky che Bardo Hotel Soundtrack sono stati accolti calorosamente, e nelle recensioni che cercano di descrivere la musica di Tuxedomoon troviamo una grande varietà di riferimenti musicali (Charles Ives, Radiohead, Philip Glass, Miles Davis, electronica tedesca, Tom Waits , John Cage, Kurt Weill, Tortoise, Can ...).

Questi due album hanno confermato che Tuxedomoon non sono mai stati associati a un periodo particolare: erano diventati figure di culto degli anni '80, semplicemente perché questo è il periodo in cui hanno cominciato a produrre la loro musica e hanno cominciato a diventare famosi per questo, ma il gruppo (non sciogliendosi mai…) si è sempre evoluto nella propria direzione e la loro produzione musicale è tuttora fresca ed influente come lo era allora.

E la riprova di ciò la troviamo nel loro, al momento, ultimo album in studio, quel Vapour Trails (2007), che è piaciuto sia agli appassionati dell’avant rock d'avanguardia che dell’ elettronica e del jazz “anomalo”.

Nel 2008 Isabelle Corbisier pubblica in Usa e UK una munumentale biografia: Music For Vagabonds – The Tuxedomoon Chronicles.

Per celebrare il 30° anniversario della band, viene stato pubblicato un cofanetto in edizione limitata intitolato 77o7, che comprende Vapour Trails insieme ad un CD live registrato all'inizio del 2007 e a Lost Cords, un CD di registrazioni inediti di archivio, che mostra tutta la varietà della produzione del gruppo in 30 anni di storia, e Found Films un DVD con 160 minuti di immagini e performance provenienti da varie fonti che aiutano a definire Tuxedomoon come uno dei gruppi art-rock più importanti della scena musicale.

Nel 2014 sono di nuovo in un tour mondiale ed esce (solo su vinile) il sorprendente “Pink Narcissus”, la nuova colonna sonora dello “scandaloso” cult movie di James Bidgood del 1971.


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