Il chitarrista e compositore trae le mosse dal saggio Due Roma dello scrittore ungherese Balázs Lengyel Balázs

Composto dal giovane Dániel Dobri su libretto di Ági Jókai, Un'altra Roma trae le mosse dal saggio Due Roma dello scrittore ungherese Balázs Lengyel Balázs. In questo scritto l'autore racconta le proprie esperienze nella Città Eterna (visitata nel 1947 e nel 1948 in relazione all'Accademia D'Ungheria) insieme alla moglie e poetessa Ágnes Nemes Nagy.
Un soggiorno importante, parte di una stagione d'incontri tra i due paesi poi terribilmente interrotta, per lunghi anni, dalla dittatura stalinista.
Ventiseienne, chitarrista e compositore, diplomatosi al Jazz Conservatory di Budapest, Dobri fa propria la tradizione dei melodrammi di Liszt e Stravinsky e ripercorre questa esperienza utilizzando le poesie di Nemes Nagy e i testi del compagno scritti durante quei giorni di residenza. A dare voce a questo percorso, insieme alla stessa Jókai, qui anche attrice e narratrice, è il cantante Botond Ódor, tenore del Theater an der Wien.

Cosa c'è al centro di mondi differenti e, solo in apparenza, lontani? Per la trentatreesima edizione di Romaeuropa Festival al centro ci sono le storie, tutte le visioni e suoni dei suoi 300 artisti ospiti. Al centro c'è la danza, il teatro, l'arte visiva analogica e digitale, la performance e lo spettacolo dal vivo, come strumenti e mezzi in grado di mettere in comunicazione idee e realtà agli antipodi. Dal 19 settembre al 25 novembre quattro continenti convergono tutti al centro della città eterna, trasformando Roma nel cuore dello scambio tra mondi, tra diversità culturali e geografiche, che si amalgamano in una sola, grande narrazione, che noi chiamiamo Romaeuropa Festival 2018.

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