Musiche di J. Des Prez e F. Liszt

Due compositori di due epoche diverse, con linguaggi e sensibilità differenti: due capolavori sacri che sono le rispettive opere ultime lasciate in eredità ai posteri. Due mondi lontani che paiono toccarsi nella comune tensione verso il trascendente, il sacro.

La messa "Pange lingua" di Josquin (1515), dall'espressività concentrata e penetrante, è un estratto sublimato del linguaggio immaginifico del suo compositore: ricca di paesaggi sonori diversi, costruiti sulla parafrasi di uno dei più celebri inni di Tommaso d'Aquino, è una composizione che lancia uno sguardo al futuro attraverso l'uso di un contrappunto espressivo e di una dolcezza impressionante di tinte.

Allo stesso modo, tesa verso un'essenzialità e un

linguaggio scarno, ascetico, la "Via Crucis" di Liszt (1878/79) per baritono, mezzosoprano, coro e pianoforte, lavoro estremo del compositore ungherese, con i suoi squarci di inattesa tensione e di rarefatta tenerezza, sembra guardare già al Novecento, pur traendo spunti dal gregoriano (come la messa di Josquin) o dal barocco.

Due lavori distanti nello spazio e nel tempo, dunque, uniti dal comune sforzo di esprimere l'inesprimibile, come solo i capolavori sanno fare.

Musica ai Ss. Apostoli V stagione concertistica 2014/2015 presenta

“VIA CRUCIS”

Musica sacra di J. Des Prez e F. Liszt

Elena Piselli, mezzosoprano

Mauro Utzeri, baritono

Il Gioco delle Parti, ensemble vocale

Alessandro d'Agostini, direzione e pianoforte


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