Prima edizione

Proseguono gli appuntamenti della prima edizione del Festival inDivenire, progetto multidisciplinare ideato da Alessandro Longobardi, con la direzione artistica di Giampiero Cicciò e l'organizzazione agli eventi di Francesco De Vecchis, nato con l'obiettivo di valorizzare spettacoli di teatro e danza work in progress, ossia ancora in cerca di un contesto in cui esprimersi e realizzarsi, attraverso l'assegnazione del Premio inDivenire.

Il 5 ottobre, terza giornata del Festival, alle ore 19, spazio alla danza con The branch is not weak della compagnia Stresupilami. Una coreografia di Chiara Verdecchia che nasce dall'esigenza di metabolizzare la lotta contro un corpo che decide di non rispondere più a ciò che la testa richiede, e si fa portavoce di quel qualcosa che ci rende meno elastici e che raggiunge il nostro più intimo io fino a influenzare il modo di percepire e soprattutto di porci.

In seguito, alle 21, Dimitri D'Urbano, Miriam Messina, Ludovica Avetrani, Claudio Filardi, Gabriele Namio, Eleonora La Pegna e Matteo Antonucci della Compagnia Cani Sciolti, diretti da Luca Pastore portano in scena Guardate il pazzo, originale drammaturgia che spoglia la figura mitologica di Gesù, lo priva dell'aura di irraggiungibile perfezione e lo colloca in un manicomio del nostro tempo. Racconta la sua vita e lo ascoltano solo i ricordi, che fanno emergere le "verità" che sono state nascoste.

Venerdì 6 ottobre, alle 19, è invece la volta della seconda ospitalità del Festival, Cosa significa convivere-Reperti, un laboratorio performance realizzato da Claudia Donzelli con la collaborazione della Direzione e dei ragazzi migranti del centro Baobab Experience. Un vero e proprio progetto di ricerca sviluppato dal 2011 attraversando vari festival e il Creative Europe Programme, qui riproposto coinvolgendo artisti e migranti desiderosi di esprimersi in un contesto dialettico e confrontarsi sulle dinamiche che entrano in gioco quando ci si ritrova a condividere uno spazio.

Successivamente, alle 21, va in scena Due atti senza vedere dell'ensemble TeatroNovanta, con Simone Borrelli, Raffaele Giglio, Gianluca Merolli, Angelo Maria Notari, Maurizio Rippa, Serena Stella e la voce di Pia Lanciotti. Un'indagine, a partire dai sensi o dalla privazione di essi, nell'oscurità, tramite la musica dei ciechi del '28 di Viviani e Occhiali Neri del '45 di Eduardo, dove si rivela la sacralità del mistero e l'incapacità dell'uomo contemporaneo di scrivere correzioni reali sul mondo.

A chiudere la serata, alle 22,45, il primo appuntamento musicale della kermesse, il concerto di Emanuele Colandrea, il quale presenta il suo disco/racconto "Un giorno di vento": una piccola storia che colloca sotto un unico cielo le vicende dei personaggi descritti nelle canzoni. Si parla di premonizioni da una panchina, di bellezza che non demorde, di ricordi scaduti, di aspettative che sanno aspettare, di spensieratezza congenita, di troppa magrezza che stanca, di pensieri carcerati, di segreti svelati, d'amore, e di quel destino compagnone, che si diverte a giocare allo schiaffo del soldato, con l'accompagnamento dell'attore e cantante Lucio Leoni.

 


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