Il 26 e il 27 novembre presso il Teatro Palladium di Roma si terrà la diciottesima edizione di Flautissimo, il Festival Italiano del Flauto, organizzato dall'Accademia Italiana del Flauto, con la direzione artistica di Stefano Cioffi.
Anche quest'anno, ad alternarsi sul palco, saranno i migliori rappresentanti dello strumento al mondo come Emmanuel Pahud, Silvia Careddu (recentemente nominata primo flauto della celeberrima orchestra austriaca Wiener Philharmoniker), Mario Caroli e tanti altri...
Il tema scelto di questa edizione è "Il viaggio segreto della musica / Miti in controluce". I grandi viaggi devono alla mitologia classica molto del loro fascino e della loro epica. Al mito è legata proprio la nascita del flauto: fu Atena, volendo riprodurre i suoni lamentosi lanciati dalle Gorgoni, che forò un osso cavo di cervo e cominciò a suonare nell'aulòs. I sei concerti del cartellone cameristico di Flautissimo 2016 sono dedicati proprio alla letteratura flautistica ispirata dalla mitologia classica. "Al dio altro non rimase che prendere una canna, tagliarla in tanti pezzetti e legarli assieme con un legaccio ricavando in questo modo uno strumento che emetteva una melodia dolcissima e che da quel momento prese il nome di Siringa".

Il festival Flautissimo 2016 è realizzato con il contributo di Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale ed è inserito nell'edizione 2016 dei Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città: "Roma, una Cultura Capitale"


PROGRAMMA GENERALE
SABATO 26 NOVEMBRE
Ore 10,30 Presentazioni editoriali Paolo Taballione
Ore 11,00 > 14,30 Masterclass: a tu per tu con i grandi maestri Oliva, Taballione, Pahud
Ore 16,00 Orfeo e Euridice Davide Chiesa, Giulio Francesconi, Sara Matteo
Ore 18,00 Il canto di Lino Giulio Francesconi Alice Morzenti, Irene Veneziano
Ore 21,00 Il flauto di Pan Silvia Careddu, Riccardo Ghiani, Francesca Carta
ORE 10,30 – 18,00 ESPOSIZIONE STRUMENTI

DOMENICA 27 NOVEMBRE
Ore 9,30 Presentazioni editoriali MARIO CAROLI
Ore 10,00>13,00 Masterclass: a tu per tu con i grandi maestri Caroli, Careddu, Ghiani
Ore 15,30 La mitologia Romantica Andrea Manco, Felix Renggli, Irene Veneziano
Ore 17,30 L'apoteosi di Ercole Juliette Hurel, Andrea Oliva, Paolo Totti e I flauti di Toscanini, Francesca Carta
Ore 19,30 Il pomeriggio di un fauno Emmanuel Pahud, Paolo Taballione, Francesca Carta e Gesualdo Coggi
ORE 9,30 – 17,30 ESPOSIZIONE STRUMENTI

MASTERCLASS
Momento privilegiato e paventato, la Masterclass è l'incontro breve e intenso tra un giovane musicista con colui che si usa chiamare Maestro. La masterclass ha il vantaggio di accorciare le distanze che separano spesso i solisti dai giovani studenti, e permettono loro di ricomporre velocemente la scala dei valori, di mettere molto ordine e di rendersi conto di moltissime cose in pochissimo tempo. È una scheggia e ha spesso un effetto folgorante. Quando ad essere folgorato non è addirittura il tanto temuto Maestro... Mario Caroli

SABATO 26 NOVEMBRE dalle 11 alle 14,30
Andrea Oliva
- Dunja Stoji? / CROAZIA Debussy Syrinx
- Ruth Pereira Medina / VENEZUELA Bozza Image

Paolo Taballione
- Bianca Fiorito / ITALIA Karg-Elert Sonata Appassionata
- Monika Volari? / SLOVENIA Ibert Pièce

Emmanuel Pahud
- Riccardo Cellacchi / ITALIA Telemann Fantasia n.3
- Simone Marino / ITALIA Telemann Fantasia n.2

DOMENICA 27 NOVEMBRE dalle 10,00 alle 13,00
Mario Caroli
- Isabel Carmona / SPAGNA Hindemith Acht Stücke
- Erika Macalli / ITALIA Karg-Elert Chacconne

Silvia Careddu
- Andrea Vecchiato / ITALIA Telemann Fantasia n.7
- Francesco Gatti / ITALIA Varèse Density 21.5

Riccardo Ghiani
- Anastasia Baturova / UCRAINA C.P.E. Bach Sonata in la minore
- Francesca Bruno / ITALIA J.S. Bach Partita

SABATO 26 NOVEMBRE ore 10,30
NOVITA' EDITORIALI
De Sarasate-Taballione
Fantasia sull'opera Il flauto magico di Mozart per flauto e pianoforte (arrangiamento di Paolo Taballione)
Edizioni Riverberi Sonori 2016
PRESENTAZIONE CON PAOLO TABALLIONE

DOMENICA 27 NOVEMBRE ore 9.30
NOVITA' EDITORIALI
Claude Debussy
Sonata per flauto e pianoforte (arrangiamento di Mario Caroli)
Edizioni Riverberi Sonori 2016
PRESENTAZIONE CON MARIO CAROLI

L'ultimo progetto compositivo di Debussy consisteva in un vasto e meraviglioso florilegio cameristico di sei sonate per diversi strumenti. In questo progetto, le formazioni classiche avrebbero affiancato delle formazioni completamente inedite. Sfortunatamente, solo tre delle sei sonate furono realizzate: una per violoncello e pianoforte, una per flauto, viola e arpa (in origine, Debussy aveva pensato all'oboe al posto della viola), ed una per violino e pianoforte. In un momento in cui la crisi politica era particolarmente cruenta, con una catastrofica guerra in atto, Debussy insiste molto sull'appartenenza della sua musica alla gloriosa tradizione francese, che trovava in figure come Rameau e Couperin la sua più trasparente manifestazione. Il frontespizio delle sei sonate è particolarmente significativo: risulta a firma di Claude Debussy, "musicien français"!
Terminata nell'inverno del 1917, la prima esecuzione della Sonata per violino e pianoforte vide Debussy stesso al pianoforte e Gaston Poulet al vioino.La trascrizione per flauto di questo capolavoro necessita un intervento piuttosto marcato, giacché se l'universo timbrico e sonoro del pezzo passa dal violino al flauto senza particolari fratture, è anche vero che Debussy esplora a fondo le risorse tecnicocoloristiche del violino, molte delle quali irrealizzabili sul flauto (lunghi glissati, armonici "pp" di note sovracute, registro gravissimo, ecc). Nel tentativo di mantenere intatti i risultati della stregoneria timbrica della sonata, ho fatto a volte ricorso a delle tecniche che, sebbene Debussy non le abbia mai applicate nella sua produzione flautistica, erano tuttavia ben note e utilizzate dai suoi contemporanei ed anche prima. Così, non mi è parso fuori luogo utilizzare un lungo flatterzunge sul do acuto – in sostituzione del tremolo - delle battute 114-119 del secondo movimento, di mantenere intatto il passaggio acuto nel finale del terzo movimento, o, ancora, di fare ricorso agli armonici. Trattandosi di una trascrizione, ovviamente questo tipo di soluzione appare del tutto giustificata. Mario Caroli

CONCERTI
SABATO 26 NOVEMBRE ore 16
Orfeo e Euridice
«Alla musica dolce di Orfeo, cessava il fragore del rapido torrente, e l'acqua fugace, obliosa di proseguire il cammino, perdeva il suo impeto [...]. Le selve inerti si movevano conducendo sugli alberi gli uccelli; o se qualcuno di questi volava, commuovendosi nell'ascoltare il dolce canto, perdeva le forze e cadeva [...]. Le Driadi, uscendo dalle loro querce, si affrettavano verso il cantore, e perfino le belve accorrevano dalle loro tane al melodioso canto [...]».Seneca Hercules Oetaeus

Christoph Willibald Gluck (1714-1787)
Danza degli spiriti beati per flauto e pianoforte
Giuseppe Tartini (1692-1770)
Sonata in sol minore Didone abbandonata B.g10 per flauto e pianoforte
Affettuoso - Presto - Allegro

Charles-Marie Widor (1844-1937)
Suite per flauto e pianoforte op. 34
Moderato - scherzo - romance - final
Giulio Francesconi, flauto
Sara Matteo, pianoforte

César Frank (1822-1890)
Sonata per flauto e pianoforte op. 34
Allegretto ben moderato – Allegro -Recitativo-Fantasia: ben moderato. Largamente con fantasia - Allegretto poco mosso
Davide Chiesa, flauto
Sara Matteo, pianoforte

DAVIDE CHIESA / Nel 2012 è ammesso all'Orchesterakademie dell'Opernhaus di Zurigo, dove suona in qualità di primo flauto sotto la direzione di Fabio Luisi, collaborando inoltre con grandi direttori del calibro di Santi, Albrecht, Currentzis, Petrenko,Altinoglu, Weigle, Armiliato, Gallois. Viene invitato a collaborare con la Philarmonique de Strasbourg, il Musikkollegium Winterthur, l'Orchestra of Europe, la World youth orchestra, la Junge Deutsche-Franzoesische Philarmonie, l'Orchestra filarmonicadi Torino, l'Opéra National de Lyon, Schleswig-Holstein Musik Festival Orchestra, Gustav Mahler Jugendorchester, Teatro Regio di Torino. Come solista si è esibito con la Shenzhen Symphony Orchestra e in seguito con l'Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte e l'Insieme Cameristico di Torino. Collabora regolarmente nella stagione di musica da camera dell'Unione Musicale di Torino. Ha effettuato registrazioni per Radio Vaticana, per la "Bayerische Rundfunk Radio", per la Norddeutsche Rundfunk e per la SFR radio.
GIULIO FRANCESCONI / Primo flauto della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, Giulio Francesconi ha cercato negli anni di sviluppare la sua attività musicale nella maniera più differenziata possibile. Suona regolarmente in diverse ensemble di musica da camera tra cui: Accroche Note, Algoritmo, Ensemble Prometeo, Ensemble Stravinsky affrontando un vasto repertorio fino alle creazioni dei nostri giorni. Dal 2014 è stato incaricato del ruolo di direttore artistico del Fantasia Ensemble. Il suo talento e i suoi progetti sono sostenuti da differenti organismi, tra cui la Drac Alsace, Printemps e l'atelier Vents du Midi di Ginevra che gli ha donato un flauto in legno granidilla che Giulio Francesconi utilizza nel repertorio del periodo barocco e classico. Ha suonato da solista con l' Orchestre Philharmonique de Strasbourg e con l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano. È stato diversi anni primo flauto della World Youth Orchestra e ha collaborato con molte orchestre. Appassionato didatta, insegna inoltre nei corsi del Gubbio Summer Festival.
SARA MATTEO / Vincitrice di molti concorsi pianistici e di numerosi premi, svolge intensa attività concertistica sia in veste di solista che in formazioni da Camera. Ha inciso per Radio Vaticana ed è stata ospite di molte trasmissioni televisive. È spesso chiamata a far parte di Commissioni di giurie in concorsi pianistici nazionali e internazionali. Più volte ospite della manifestazione internazionale Flautissimo all'Auditorium Parco della Musica. Ha suonato per rassegne prestigiose tra le quali "Suona francese" e per il festival "Severino Gazzelloni". Da gennaio 2015 riveste il ruolo di maestro collaboratore al pianoforte presso il Conservatorio "A. Casella" de L'Aquila. È direttore artistico della Scuola di musica "Anton Rubinstein", che ha fondato nel 2003

SABATO 26 NOVEMBRE ore 18.30
Il canto di Lino

Erland von Koch (1910-2009)
Cantilena (Monologue IV) per flauto solo
Frank Martin (1890-1974)
Ballade per flauto e pianoforte
Magnús Blöndal Jóhannsson (1925-2005)
Solitude per flauto solo
André Jolivet (1905-1974)
Chant de Linos per flauto e pianoforte
Mario Caroli, flauto
Irene Veneziano, pianoforte

Albert Roussel (1877-1933)
Andante et scherzo op. 51
Maurice Ravel (1875-1937)
Sonata n°1 "Posthume" per flauto e pianoforte
Paul Hindemith (1895-1963)
Sonata per flauto e pianoforte
Helter bewegt - Sehr langsam - Sehr lebhaft
Alice Morzenti, flauto
Irene Veneziano, pianoforte

MARIO CAROLI / Mario Caroli ha iniziato gli studi flautistici a 14 anni per terminarli a 19. Allievo di Annamaria Morini, riconosce in Manuela Wiesler la sua più profonda fonte di ispirazione. Vincitore a 22 anni dello storico Premio Internazionale "Kranichsteiner Musikpreis" di Darmstadt, Mario si è rivelato come uno dei solisti più sensibili, più camaleontici e più ricercati sulla scena internazionale. Coraggioso esploratore della totalità del repertorio, è a suo agio tanto nella musica antica che nelle frange più estreme del contemporaneo, dove i più grandi compositori di oggi hanno scritto per lui splendide pagine solistiche, elevandolo al rango di interprete d'elezione. È presente tanto nelle più grandi sale da concerto del mondo (dalla Philharmonie di Berlino alla Suntory Hall di Tokyo, dal Lincoln Center di New York al Konzerthaus di Vienna alla Royal Festival Hall di Londra...) quanto nelle scuole, nelle prigioni e negli ospedali. Ha inciso circa 40 dischi lodati dalla critica del mondo intero e lo si può regolarmente ascoltare in Radio e in Televisione. Laureato in Filosofia, Mario insegna flauto alla Musikhochschule di Friburgo e suona su un flauto Miyazawa in platino.

ALICE MORZENTI / Inizia gli studi musicali all?età di sette anni e si diploma in seguito con il massimo dei voti, lode e menzione presso il Conservatorio di Brescia. Si diploma in seguito all?"Hochschule für Musik und Darstellende Kunst" di Stoccarda e si perfeziona all' "Académie Supérieure de Musique". Fino al 2012 ha collaborato con l?"Orchestra" e con la "Filarmonica del Teatro alla Scala" con maestri quali John Eliot Gardiner, Daniele Gatti, Donato Renzetti, Andrew Davis, Georges Pretre, Valery Gergiev, Daniel Barenboim, Daniel Harding, Simon Bychkov, Gustavo Dudamel, Zubin Metha, Riccardo Chailly e Lorin Maazel. Dal 2006 al 2008 collabora assiduamente con l?orchestra milanese "I Pomeriggi Musicali". Ha collaborato, sempre in qualità di primo flauto, con "I virtuosi Italiani" di Modena, con l?Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con la "Filarmonica del Teatro alla Scala" di Milano sotto la direzione di Myung-Whun Chung, David Afkham, Fabio Luisi, Daniele Gatti e con i "Münchner Bachsolisten". Dal 2013 è primo flauto dello Staatstheater di Norimberga. di Madrid e la Universitat fur Musik und darstellende Kunst di Vienna.
IRENE VENEZIANO / Irene Veneziano svolge intensa attività concertistica in Europa, Asia, Africa, Sud America e America. Ha vinto una trentina di concorsi pianistici nazionali ed internazionali. Semifinalista al prestigiosissimo Concorso F. Chopin di Varsavia 2010 e finalista all'International German Piano Award di Francoforte 2015, ha ottenuto tra gli altri il Prix Jean Clostre a Ginevra, il secondo premio al B&B di New York, il premio A. Casella al Premio Venezia, 1° Premio e Grand Prix al Tim di Parigi. Suona in duo con il rinomato flautista Andrea Griminelli. Ha collaborato con importanti musicisti tra i quali: Davide Formisano, Andrea Oliva, Michele Marasco, Bruno Canino, per citarne alcuni. Ha lavorato con i direttori d'orchestra quali: Yuri Bashmet, Ovidiu Balan, Reinhard Seehafer, Emmanuel Lahoz, Sergio Vecerina, Massimiliano Caldi, Giancarlo De Lorenzo, Stephanie Pradoroux, Elena Casella, Roberto Misto, Roberto Bacchini, Sandro Pignataro, Luigi Di Fronzo, Massimo Alessio Taddia, Jader Bignamini, Roberto Pasquini, Keith Goodman, Pier Carlo Orizio, Vladimir Elner, Stanislaw Kochanovski, Reinhard Seehafer. La rivista musicale Amadeus ha pubblicato un suo cd solistico ("Irene Veneziano live in Torino") e uno in duo con il violinista Davide Alogna dedicato a Ottorino Respighi. Tiene numerosi corsi di perfezionamento annuali ed estivi ed è spesso chiamata in giuria in concorsi nazionali ed internazionali. È docente di pianoforte presso il Conservatorio "A. Scontrino" di Trapani.

SABATO 26 NOVEMBRE ore 21
Il flauto di Pan
Pan era il dio silvestre che amava la natura, amava ridere e giocare. Amò e sedusse molte donne, le ninfe Eco e Piti, la dea Artemide, e Siringa, figlia della divinità fluviale Ladone, della quale si innamorò perdutamente. La fanciulla non solo non condivideva il suo amore ma quando lo vide fuggì inorridita, terrorizzata dal suo aspetto caprino. Corse e corse, Siringa, inseguita da Pan e resasi conto che non poteva sfuggirgli iniziò a pregare il proprio padre perchè le mutasse l'aspetto in modo che Pan non potesse riconoscerla. Ladone, straziato dalle preghiere della figlia, la trasformò in una canna nei pressi di una grande palude. Pan, invano cercò di afferrarla ma la trasformazione avvenne sotto i suoi occhi. Afflitto, abbracciò le canne ma più nulla poteva fare per Siringa. A quel punto recise la canna, la tagliò in tanti pezzetti di lunghezza diversa e li legò assieme. Fabbricò così uno strumento musicale al quale diede il nome di "siringa", come la sventurata fanciulla che pur di non sottostare al suo amore, fu condannata a vivere per sempre come una canna.

Niels Wilhelm Gade (1817- 1890)
Sonata per flauto e pianoforte in re minore op. 21
Adagio - Allegro di molto - Larghetto - Allegro Vivace - Adagio - Allegro molto vivace
Albert Roussel (1877-1933)
Joueurs de flûte Op.27 per flauto e pianoforte
Pan - Tityre - Krishna - Mr de la Pejaudie
Theobald Boehm (1794 – 1881)
Aria dall' Orfeo di Gluck "Che farò senza Euridice" per flauto e pianoforte
Riccardo Ghiani, flauto
Francesca Carta, pianoforte

Claude Debussy (1862-1918)
Six épigraphes antiques per flauto e pianoforte
Syrinx per flauto solo
Carl Heinrich Reinecke (1824 –1910)
Sonata «Undine» in mi minore op. 167 per flauto e pianoforte
Allegro - Intermezzo – Andante - Finale allegro assai
Silvia Careddu, flauto
Francesca Carta, pianoforte

SILVIA CAREDDU / Recentemente nominata primo flauto della celeberrima orchestra austriaca Wiener Philharmoniker, già primo flauto dell'altra famosa orchestra viennese Wiener Symphoniker, è stata anche primo flauto della Konzerthausorchester Berlin, oltre a collaborare con orchestre come la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, la Budapest Féstival Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, la Mahler Chamber Orchestra, la Philharmonia Orchestra. Premier Prix à l'unanimité avec les felicitations du Jury a Parigi, vincitrice del Grand Prix à l'unanimité e del Prix du Public del 56° Concorso di Ginevra, del Concorso Syrinx-Roma, del Prix de l' Académie Musicale de Villecroze.Docente presso la Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino, tiene Masterclass in accademie estive in Francia, Austria, Spagna e Corea. È inoltre membro della Kammerakademie Potsdam, che ha vinto l'Echo Preis, come miglior Ensemble orchestrale in Germania.

RICCARDO GHIANI / Primo flauto dell'orchestra della fondazione Teatro Lirico di Cagliari, Ha compiuto i suoi studi fra Cagliari, Parigi e Ginevra studiando con: S. Saddi, R. Guiot, M. Larrieu, A. Marion, R. Dick, B. Canino e M. Bourgue.Ha collaborato con varie orchestre suonando sotto la direzione di prestigiose bacchette quali: G. Korsten, L. Maazel, C. M. Giulini, G. Pretre, P. Steinberg, C. Hogwood, R. Abbado, C.r Hogwood, G.i Rozhdestvensky, R. Frühbeck de Burgos, E. Krivine, I. Fischer, G. Benjamin, F. Bruggen, T. Koopman, T. Pinnock, P. Schreier, L. Berio, S. Baudo. Dal 1996 al 2001 è stato docente assistente di Aurèle Nicolet presso l'Accademia Musicale Chigiana. È docente presso i corsi estivi del Festival Bosa Antica, dei Cursos de musica de Segovia e del festival "Non solo flauto" - Poggio Ubertini (FI). Viene regolarmante invitato a tenere masterclasses flautistiche in Italia e all'estero (Spagna, Croazia, Francia, Romania, Polonia). Ha fatto parte della giuria di Concorsi Nazionali e Internazionali. È membro fondatore dell'Hoffmansthal Ensemble e condirettore artistico del Festival "Le piace Richard Strauss?" in collaborazione con il Richard Strauss Institut di Garmisch Partenkirchen. Dal 1984 suona in duo con la pianista Francesca Carta.

FRANCESCA CARTA / Nata a Cagliari, ha studiato pianoforte presso il Conservatorio G.P.da Palestrina di Cagliari e si è perfezionata con Roger Muraro, Eliane Richepin e Aldo Ciccolini. Come pianista da camera è stata invitata a suonare in diverse sale da concerto in Italia e all'estero. Collabora con illustri strumentisti come Aure?le Nicolet, Jean Pierre Rampal, Maxence Larrieu Antony Pay, Franc?ois Leleux, Emmanuel Pahud, Bruno Pasquier, Felice Cusano, Michel Debost, Michel Strauss, Serge Collot, Patrick Gallois, Michel Arrignon, Milan Turkovic, Silvia Careddu, Raymond Guiot, Philippe Bernold, Shigenori Kudo, Pierre Yves Artaud etc. E' membro dell'Ensemble Hoffmannsthal con Andrea Pettinau, Corrado Masoni, Riccardo Ghiani , Luigi Moccia , Nicola Fioravanti. Ha effettuato registrazioni radiofoniche e discografiche per conto de l'Academie Musicale Villecroze, Riverberi Sonori, Radio Suisse Romande, Radio France.
Dal 1993 al 2002 e? stata pianista assistente presso il Conservatoire National Superieur de Musique de Paris e all'' Ecole Normale de Musique de Paris. Attualmente insegna Pianoforte presso il Conservatorio G.P. da Palestrina di Cagliari.

DOMENICA 27 NOVEMBRE ore 15.30
La mitologia romantica
Esporrò ora un'idea che, a quanto mi risulta, non è ancora divenuta cosciente in nessun uomo - è necessario possedere una nuova mitologia, ma essa deve porsi al servizio delle idee, deve divenire una mitologia della ragione. La mitologia deve divenire filosofica, cosi da rendere il popolo razionale, e la filosofia deve divenire mitologica, così da rendere sensibili i filosofi. Se non daremo alle idee una forma estetica, cioè mitologica, esse non avranno interesse per il popolo [...]. E così alla fine coloro che sono illuminati e coloro che non lo sono si uniranno. Non più sguardi sprezzanti, non più il timore del popolo verso i suoi sapienti e i suoi sacerdoti. Nessuna capacità sarà repressa: finalmente regnerà una generale libertà ed eguaglianza degli spiriti! Sarà l'estrema, la più alta opera dell'uomo. Georg Wilhelm Friedrich Hegel Dialogo sulla poesia, 1821

Robert Schumann (1810-1856)
Fantasiestücke op. 80 per flauto e pianoforte
2 Märchenbilder op.113 per flauto in sol e pianoforte
Carl Reinecke (1824-1910)
Fantasiestücke op. 43 per flauto e pianoforte
Felix Renggli, flauto
Irene Veneziano, pianoforte

Franz Schubert (1797-1828)
Introduzione, tema e variazioni su "Trockne Blumen" op. 160 per flauto e pianoforte
Andrea Manco, flauto
Irene Veneziano, pianoforte

ANDREA MANCO / Primo flauto del Teatro alla Scala di Milano. Considerato uno dei più brillanti flautisti della sua generazione, ha ottenuto premi nei maggiori concorsi flautistici internazionali. Nel 2002 è stato scelto da Riccardo Muti come primo flauto dell'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini", da lui creata. Nel 2003 ha ottenuto il posto di primo flauto nell'Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Gianandrea Noseda. È stato invitato, in qualità di primo flauto ospite, dalle orchestre Teatro alla Scala di Milano, Maggio Musicale Fiorentino, Opera di Roma, Stuttgart Philharmoniker, Hungarian National Philharmonic, Noord Nederlands Orkest, Symphonica Toscanini diretta da Lorin Maazel, effettuando tournée in Europa, U.S.A., Giappone, Cina e Israele. Ha effettuato concerti in numerosi festival italiani ed internazionali, come il MI.TO., il Festival International de Musique de Sion-Valais, il Trasimeno Music Festival, Flautissimo a Roma, Falaut Festival 2009, il Festival di Portogruaro, il Ravello festival, i Festivals del Flauto di Karcag (Ungheria) e di Belgrado. Nel 2009 si è esibito da solista con la Filarmonica del Teatro Regio suonando il concerto di Jolivet per flauto e archi.
FELIX RENGGLI / Felix Renggli è nato a Basilea. Ha studiato sotto la guida di G. Hildenbrand, P. L. Graf e A. Nicolet ottenendo il Diploma di Solista al Conservatorio di Basilea. Insegna flauto in classe professionale in quella città, come pure alla Hochschule di Friburgo in Brisgovia. Si esibisce sia come solista sia nell'ambito della musica da camera, in tutt'Europa, in Giappone, in Cina e negli Stati Uniti. Partecipa a festival internazionali, come quelli di Lucerna, Parigi, Bruxelles, Rio de Janeiro e molti altri. Le sue attività musicali spaziano dalla musica contemporanea (es. con l'Ensemble Contrechamps) all'interpretazione della musica antica su strumenti d'epoca. Insieme, tra gli altri, a Heinz Holliger, al Quartetto Arditti, all'Ensemble Contrechamps ed al pianista Jan Schultzs, ha registrato numerosi CD di musica antica e contemporanea per le case discografiche Phillips, Accord, Discover Int., Schwann-Koch. È stato cofondatore degli Swiss Chamber Concerts, di cui assicura la direzione artistica insieme a Jürg Dähler e a Daniel Haefliger.

DOMENICA 27 NOVEMBRE ore 17.30
L'apoteosi di Ercole
L'apoteosi di Ercole, con Anacreonte in Samo, Scipione in Cartagine, Didone abbandonata, Le nozze di Telemaco e Antiope, Adriano in Siria è solo uno dei numerosi titoli presenti nel catalogo operistico di Saverio Mercadante che fanno riferimento al tradizionale bagaglio mitologico del melodramma italiano. Con Metastasio questa eredità letteraria aveva saputo rinnovarsi e Mercadante cavalcò il successo del filone con una lunga serie di opere rappresentate in tutte le corti europee. Ma il successo Mercadante seppe ritagliarselo anche con la produzione puramente strumentale e al contrario di altri famosi operisti italiani Mercadante abbracciò il genere senza disdegno, consegnandoci alcune delle pagine virtuosistiche più impegnative della letteratura flautistica. Tra le sue partiture strumentali il concerto per flauto in mi minore è di gran lunga la composizione più eseguita, tutt'oggi presente nei maggiori cartelloni concertistici e cavallo di battaglia di grandi solisti.

Mélanie Bonis detta Mel Bonis (1858-1937)
Sonate per flauto e pianoforte
Andantino con moto-scherzo - adagio-finale
Camille Saint-Saëns (1835-1921)
Romance per flauto e pianoforte
Odelette per flauto e pianoforte
Juliette Hurel, flauto
Francesca Carta, pianoforte

François Borne (1840 – 1920)
Fantasia su temi della Carmen per flauto e orchestra
Saverio Mercadante (1795-1870)
Concerto n.1 in mi minore per flauto e orchestra
Allegro maestoso-Largo-Rondo russo
I Flauti di Toscanini
Paolo Totti, direttore
Andrea Oliva, flauto solista
Annamaria Lanciani, ottavino
Luigi Rodorigo, Mauro Baiocchi,
Martina De Longis, Marcella Piccinini,
Chiara Pacifico, Marco Bruni, Alberto
Massari, Fabrizia Urbani, flauto in do
Emilio Incerto, Francesco Maione, flauto in sol
Giulia Cellini, Ida Paris, Giampaolo Macrì,
Laura D'amico, flauto basso
Francesca Grosso, flauto contrabbasso

ANDREA OLIVA / Andrea Oliva è primo flauto solista dell' Orchestra dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma e docente di flauto presso il Conservatorio della Svizzera italiana a Lugano. Vincitore di piu?di una decina di concorsi internazionali tra i quali spicca il Primo premio al Concorso internazionale di Kobe, Giappone (2005), unico italiano ad aver conseguito tale riconoscimento. Giovanissimo membro della GMJO e della Karajan Akademie Berlin e? stato invitato nel ruolo di primo flauto, a soli 23 anni, ai Berliner Philharmoniker suonando sotto la direzione di C. Abbado, V. Gerghiev, S. Oramo e M. Jansons. Si e?esibito come solista dagli USA al Giappone e più volte con l'Orchestra S. Cecilia diretto da C. Hogwood, M.W. Chung, M. Honeck e A. Pappano. È membro del GlobeDuo, flauto e chitarra con C. Savarese e del 'Quintetto a fiati Italiano'. Ha inciso per Le chant de Linos, Amadeus, Brillant, Wide Classique per la Hyperion e per la SONY. Oliva suona un Muramatsu 14k All Gold appositamente progettato per lui.
JULIETTE HUREL / Nata nel 1970, ha vinto numerosi primi premi ai concorsi di flauto di Darmstadt, Bucarest, Kobé e Parigi ("Jean-Pierre Rampal"). Suona come solista e in formazioni cameristiche, in Europa e in Giappone; ha collaborato con Yuri Bashmet, Gary Hoffman, Shlomo Mintz, Marielle Nordmann, Nicholas Angelich, Henri Demarquette, trio Wanderer... Attualmente è primo flauto solista dell'Orchestra Filarmonica di Rotterdam. Interprete di musica contemporanea, ha lavorato accanto a compositori quali Pierre Boulez, Pascal Dusapin, Eric Tanguy, Ivan Fedele ... Le sue registrazioni ("Martinu, Prokofiev" Lyrinx, e "musique française 20ème siècle" Naive), insieme a Hélène Couvert, hanno ricevuto lo Choc du Monde de la musique.

PAOLO TOTTI / Paolo Totti e?nato e si e? formato a Roma compiendo gli studi musicali di Flauto Traverso a pieni voti al Conservatorio Santa Cecilia e laureandosi in filosofia con 110 e lode all'Universita? La Sapienza. Autore di Saggi monografici, articoli di rivista e revisioni è il Fondatore e Direttore stabile dell'orchestra "I Flauti di Toscanini" per la quale cura tutte le trascrizioni. Ha al suo attivo piu? di 1200 concerti, gli ultimi dei quali come Direttore al fianco di solisti del calibro di Emmanuel Rossfelder, il Trio Cardoso, Guy Touvron, Nicola Mazzanti, Peter-Lukas Graf. Ha inciso 6 Cd sempre con musiche in prima assoluta mondiale, gli ultimi due realizzati con I Flauti di Toscanini per l'Etichetta Discografica Alfamusic.
I FLAUTI DI TOSCANINI / Prima orchestra italiana stabile con Direttore ad utilizzare l'intero Consort della famiglia del Flauto traverso, e?nata nel 2003 e vanta piu?di 200 concerti in tutta Italia e ripetute tourne?e tra le quali si segnalano quelle per i nostri Centri Italiani di Cultura di Tunisia, Francia, Germania e Spagna dalle lusinghiere recensioni giornalistiche. Dedicataria di brani contemporanei da parte di Giovanni Veneri, Angela Montemurro, David Fontanesi, Cristina de Santi, Ak2Deru, l'Orchestra spazia dalla musica rinascimentale a sperimentazioni con il Teatro dei registi Gabriele Ciaccia ed Agostino De Angelis e con le arti visive di Paola Marzano. Il repertorio spazia nel vastissimo campo della musica colta, dal 1400 fino al pieno contemporaneo. I Flauti di Toscanini sono artisti Flauti Briccialdi.

DOMENICA 27 NOVEMBRE ore 19.30
Il pomeriggio di un fauno
Il pomeriggio del fauno: "La musica di questo Prélude è un'illustrazione assai libera del bel poema di Stephane Mallarmé. Non pretende affatto di farne una sintesi. Si tratta piuttosto dei successivi scenari attraverso cui si muovono i desideri e i sogni del fauno nella calura di quel pomeriggio. Poi, stanco di inseguire ninfe e naiadi che fuggono impaurite, si abbandona a un sonno inebriante, pieno di sogni finalmente realizzati, di totale possessione della natura universale". Claude Debussy
"L'illustrazione che avete fatto dell'après-midi d'un faune non presenta alcuna dissonanza con il mio testo, se non per il fatto che riesce ad andare realmente più lontano, nella nostalgia e nella luce, con finezza, con inquietudine, con ricchezza [...] La musica evoca le emozioni della mia poesia e definisce lo sfondo in modo più vivo di quanto avrebbe potuto il colore". Stephane Mallarmé

Claude Debussy (1862-1918)
Prélude à l'après-midi d'un faune
per flauto e pianoforte

Franz Schubert (1797-1828)
Sonata Arpeggione in la minore
per flauto e pianoforte
allegro moderato-adagio-allegretto
Paolo Taballione, flauto
Gesualdo Coggi, pianoforte

Gustav Mahler (1714-1888)
Cinque Lieder per flauto e pianoforte da
Des Knaben Wunderhorn, Das Lied von der Erde, Kindertotenlieder
1.Wer hat dies Liedel erdacht?
2.Von der Jugend
3.Rheinlegendchen
4.Trost im Unglück
5.Oft denk' ich, sie sind nur ausgegangen!

Carl Maria von Weber (1860-1911)
Sonata n. 2 in la bemolle maggiore op. 39
per flauto e pianoforte
allegro con spirito ed assai legato
andante-ben tenuto
menuetto capriccioso-presto assai
rondo-moderato e molto grazioso
Emmanuel Pahud, flauto
Francesca Carta, pianoforte

PAOLO TABALLIONE / Dal 2008 è il Flauto Solista della "Bayerische Staatsoper" di Monaco di Baviera. Dopo essersi diplomato al Conservatorio "S. Cecilia" in Roma, si perfeziona in Svizzera al "Conservatoire Supérieur de Musique de Genève" con J. Zoon, ottenendo nel 2007 il "Diplôme de Soliste avec Distinction" all'unanimità. Vince il Primo Premio al Concorso Internazionale per la Musica del XX e XXI secolo per Flauto ed Ottavino "V.Bucchi" nel 2004, ed il Primo Premio all'Unanimità al Concorso Solistico Internazionale "D. Cimarosa" con M. Larrieu presidente di giuria, nel 2005. Da lí in poi si esibisce con successo nelle piú importanti sale europee come il Musikverein di Vienna, Gasteig di Monaco di Baviera, Festspielhaus di Salisburgo, Philarmonie di Berlino, Concertgebouw di Amsterdam, Parco della musica di Roma, Beethovensaal di Stoccarda, Konzertsaal del Kkl di Lucerna, Teatro San Carlo di Napoli ed a registrare in veste di solista per le piú importanti emittenti radio di Germania e Italia, come la Bayerischer Rundfunk e la Filodiffusione di Radio Rai. Regolarmente invitato a tenere Concerti, Corsi e Masterclasses presso le piú importanti istituzioni musicali europee e asiatiche, è docente di flauto, musica da camera e preparazione del repertorio orchestrale presso la "Orchesterakademie des Bayerischen Staatsorchesters". All´attività flautistica, affianca quella della Composizione, disciplina in cui si è diplomato nel 2008 nella classe del M° F. Carotenuto al Conservatorio "S. Cecilia" in Roma.

EMMANUEL PAHUD / È considerato il più grande flautista dei nostri giorni. Ha iniziato gli studi musicali a Roma, per proseguirli in seguito a Bruxelles e al Conservatorio di Parigi dove, nel 1990, ottiene il suo Premier Prix. Intraprende in seguito degli studi supplementari sotto la guida di Aurèle Nicolet. Tra i premi ricevuti vi sono i premi della Fondazione Menuhin, della Tribuna Internazionale dei Giovani Interpreti dell'UNESCO. Una lunga serie di affermazioni nei concorsi internazionali (Duino 1988, Kobe 1989), sfocia nel primo premio all'unanimità al leggendario concorso di Ginevra, sua città natale, nel 1992. Inizia così la sua fenomenale carriera, al tempo stesso solistica, cameristica ed orchestrale. Emmanuel Pahud diventa a soli ventidue anni primo flauto solista dei Berliner Philharmoniker (sotto la direzione di Claudio Abbado), posto che detiene fino al 2000 e che riprende nel 2002, dopo un interludio di un anno consacrato all'insegnamento al Conservatorio superiore di Ginevra. Nel 1998 è stato insignito della Victoire de la Musique Classique come solista strumentale dell'anno. Impostosi come uno dei più significativi interpreti della sua generazione, in discendenza diretta dei grandi flautisti del passato, soprattutto quelli di scuola francese, Pahud porta avanti una carriera contrassegnata da varietà (dal repertorio barocco a quello contemporaneo, passando attraverso il jazz) e un grande prestigio. Oggi il flautista è presente in tutto il mondo, ospite dei più grandi festival e delle orchestre più prestigiose (Berliner Philharmoniker, London Philharmonic, NHK Symphony, Orchestre Philharmonique de Radio France, Tokyo Symphony...). La discografia flautistica gode di un grande contributo grazie alla sua energica presenza e passa in rassegna tutti i capisaldi della letteratura. La sua curiosità musicale lo spinge molto spesso verso il repertorio cameristico, al fianco di partner come Eric Le Sage, Paul Meyer, Stephen Kovacevich, Jean-Guihen Queyras, Hélène Grimaud, Trevor Pinnock.

Tutti noi musicisti percorriamo un lungo cammino in solitudine. Ad alcuni di noi, la solitudine sembra affezionarsi particolarmente. C'è una parte di noi che ha bisogno di solitudine, mentre altri vivono in e di solitudine.
Essere soli è una condizione complessa, a più sfaccettature e a diversi piani di lettura. La solitudine può essere paradossale: più le situazioni sembrano prestarsi alla socializzazione, più si finisce per sentirsi soli. Ci si può sentire soli in coppia, o sentirsi soli pur essendo genitori. Personalmente, appartengo alla categoria di coloro che vivono una specie di vocazione alla solitudine. La solitudine è per me una fonte di ricchezza inestimabile, aiuta a ristabilire la scala dei valori, favorisce l'introspezione, va dritta all'essenziale, funziona da lente d'ingrandimento nei rapporti interpersonali e nel proprio posizionamento sociale e non.
A volte, qualcuno mi chiede perché io suoni così spesso a memoria. La prima risposta che do, è che in realtà non suono a memoria quanto vorrei! E in ogni caso, suonare a memoria è strettamente connesso alla solitudine. Per imparare a memoria, serve maggior solitudine che per studiare normalmente. Il che significa: solitudine assoluta. Suonare a memoria significa costruirmi dentro un nuovo ordine della partitura. Significa appropriarmene in maniera personale, e, soprattutto, sfuggire quello che chiamo il "ricatto visivo" operato da qualsiasi partitura: troppo nero, troppi simboli, troppi vincoli che a un certo punto sembrano soffocarmi.
Per liberarmi di questa sensazione oppressiva, sento il bisogno di immagazzinare in memoria. Mi sembra così che i pezzi "invecchino" meno, perché evito di avere sotto gli occhi sempiterne partiture che datano di decenni. Nella memoria, queste musiche vivono con me, mi seguono ovunque, sono in agguato a carpire emozioni ovunque diffuse, crescono con me, e, soprattutto, si trasformano con me. Non chiedetemi quanto sia io a cambiare loro o quanto siano loro a cambiare me! Sebbene propenda per la seconda ipotesi, non sono in grado di rispondere.
Liberarsi del cartaceo non significa in alcun modo tradirlo. Ma una cosa è leggerlo, e una cosa è sapere che c'è.
Sono arrivato, per alcuni pezzi (vedi la Cantilena di von Koch), a non volerne mai vedere la partitura. Li ho imparati ad orecchio. Forse per paura che vedere una certa musica scritta mi avrebbe deluso... È un po' come la paura che si ha nell'immaginare che qualcuno che si ama possa, in realtà, non essere così speciale come si credeva. Liberarmi della parte musicale (e del leggio, odioso e inadeguato mezzo per chi misura due metri di altezza!) mi concilia con la solitudine: non la accantono mai, neanche durante il concerto. I concerti sono dei rituali: c'è uno strano e flebile fil rouge che li collega tutti. Ad ogni concerto, tante cose cambiano: l'acustica della sala, il pubblico, la temperatura, il pianoforte. Eppure, c'è un vago elemento che li ricuce insieme. E' esattamente come partire in viaggio: non c'è viaggio uguale ad un altro, eppure ogni viaggio possiede una inesorabile similarità con gli altri. Il viaggio è la metafora della solitudine per eccellenza. Perdersi in viaggio lo è ancora di più: ritrovarsi senza ambiente e, magari, in un Paese dalla lingua sconosciuta. Fa paura, certo. Come fa paura la sola idea di ritrovarsi soli. Ecco qualcosa che non arriverò mai a capire e che invece sembra attanagliare la maggior parte: la paura di essere soli....
Per perdersi, non è necessario addentrarsi in luoghi sconosciuti ed esotici. Parafrasando De Maistre, direi che è sufficiente avere una camera. Ah, quante volte mi sono perso nei viaggi intorno alla mia camera! La disciplina della memoria mi aveva portato lontanissimo, e, di ritorno, lo spaesamento era fortissimo.
Von Koch, Martin, Jolivet e, ovviamente, Blöndal mi offriranno un biglietto per un lunghissimo viaggio. Oggi questo viaggio lo faremo insieme, voi ed io. Ma una premessa ad un viaggio con me è necessaria: non sono di compagnia divertente. Anzi, confesso di provare un po' di "tenerezza" nei confronti di chi si diverte in viaggio (leggi "suonando")! Personalmente, per divertirmi preferisco andare al bar, al circo o al parco. La musica non mi ha mai divertito. Per cui no, non sarò divertente. Se questo non sarà un problema, potrò allora condividere con voi quanto cari mi siano i silenzi e mostrarvi dal finestrino del nostro treno, dall'oblò della nostra nave o dalle ali del nostro aereo l'infinita e sconfinata solitudine, i suoi fiumi, le sue foreste, le sue ricchezze e il suo respiro. Mario Caroli

Informazioni, orari e prezzi

Biglietti:
18 euro (intero) e 15 euro (ridotto)

ACCADEMIA ITALIANA DEL FLAUTO
VIA FERRUCCIO 28B - 00185 ROMA
segreteria@accademiaitalianadelflauto.it
www.accademiaitalianadelflauto.it

Per informazioni:
06 44 70 32 90
facebook: flautissimofestival

Dove e quando