Personale d'arte

Venerdì 4 ottobre 2019, alle ore 18,30, Canova 22 inaugura la mostra FOLIAGE di Gabriele Simei, a cura di Laura Fusco e con una presentazione di Gregorio Botta.  

"Con l'arrivo dell'autunno la Natura mette in scena un potente spettacolo cromatico, emozionandoci con panorami grandiosi. (…) Questo fenomeno naturale, conseguenza della differente escursione termica tra il giorno e la notte, conosciuto come foliage, ha ispirato artisti di tutti i tempi per il suo valore evocativo della precarietà della condizione umana.

Anche Gabriele Simei, con acuto spirito di osservazione ed occhi incantati, si è lasciato ammaliare dal foliage, e la mostra che presenta ad ottobre nell'Antica Fornace del Canova a Roma ne prende perfino il nome. L'artista ha inciso su lastre di ferro, materiale privilegiato della sua pratica artistica, le multiformi geometrie della vegetazione attingendo alla relazione più autentica con la Natura, alle sue infinite risorse, ai suoi cicli e alla sua fragilità.

Foliage è la rappresentazione di un mondo transitorio, che muta di continuo seguendo le leggi del ciclo naturale della vita: le complesse traiettorie emozionali, cromatiche e simboliche che ne scaturiscono plasmano il paradigma estetico dell'artista. Le sue opere appaiono interpretazioni amorevoli di chi lascia tracce leggere nel paesaggio naturale, di chi distilla pazientemente segreti e misteri, illuminato da una visione incantata e priva di compromessi. Il suo lavoro, profondamente etico, rappresenta un mondo il cui equilibrio frangibile deve inderogabilmente essere preservato dai disastri della "modernità"; un invito alla riflessione sulla relazione tra Uomo e Natura, per rieducare gli esseri umani al suo rispetto e custodia per le generazioni future, nella consapevolezza di un ineluttabile destino congiunto.

La mostra Foliage di Gabriele Simei, allestita nell'Antica Fornace del Canova, si propone come una passeggiata in un bosco segreto, tra foglie multiformi e variopinte ed un sottobosco popolato di minuscole creature misteriose. L'effetto terapeutico della Natura sull'uomo, amplificato dalla potenza dell'arte, coinvolge non solo il corpo ma anche la mente e l'anima. Foliage è un percorso affascinante che ci accoglie nel cuore del Centro Storico per offrirci un po' di riparo dalla frenesia delle nostre vite, una pausa di salutare respiro, una parentesi temporale per pensare, un appello a riscrivere il patto d'amore con la Madre Terra. "(Laura Fusco)

"Questo progetto, - afferma l'artista - di concerto con la Natura, trova forza nell'attenzione alla parte selvatica che è in noi, quella autentica che stiamo via via perdendo, travolti da tanta tecnologia e visioni virtuali."

"Nei foliage artificiali di Gabriele non è la mano dell'artista a tracciare il disegno: ma è la natura stessa a fare il suo corso e imprimere il suo segno nel mondo. L'artista non è l'artefice diretto, ma un direttore d'orchestra, un regista occulto, o meglio un sacerdote alchemico che conosce i segreti della materia e sa guidare la sua trasformazione. (…) Gabriele Simei ci invita a percepirne l'energia, la ricchezza. La meraviglia. I suoi fossili metallici custodiscono per sempre la forza e la delicatezza di una foglia prima che si secchi e si disperda al vento. Dopo averli visti, avremo uno sguardo diverso quando faremo una passeggiata in un parco, o in un bosco, o semplicemente ci soffermeremo a osservare una pianta sulla strada di casa. Perché come sempre è l'arte che insegna a guardare ai nostri occhi distratti e sopraffatti da troppe immagini. La saggezza antica ci ha insegnato che conoscere vuol dire rivelare: ri-velare, rimettere un velo sull'essere, perché solo così può manifestarsi al nostro sguardo. In questo caso il velo della ruggine, il magnificente manto della patina che ci mostra il mistero del mondo."  (Gregorio Botta)

"Gabriele Simei – scrive il critico Gianluca Marziani - dialoga fluidamente con i materiali e la loro indole aperta. (…) Ciò che emerge dalle opere è, non a caso, un'oggettiva competenza tecnica, quella conoscenza profonda dei materiali con i loro istinti e le plausibili ragioni autoriali, al punto da integrare l'azione artistica ai codici alchemici degli elementi. In secondo luogo, le opere evidenziano un'incessante mutazione interna, come se mantenessero accesa la biologia originaria della materia, evitando così la staticità in senso fisico e ideale. (…) Tutto è tecnicamente vivo e muscolare, la scultura sente l'aria e la gravità terrestre, compie vibrazioni sonore, capta l'elettromagnetismo climatico."

"La scultura assurge così a potente catalizzatore di stati emozionali e interrogativi esistenziali, diviene una moderna struttura totemica dove ansia, piacere, memoria, oblio, musica, silenzi, tesi, antitesi, si susseguono per relazioni, per dinamiche associative scandite dal ricorso a un caleidoscopico alternarsi di materiali nobili e poveri, naturali e artificiali, di lavorazioni artigianali e procedimenti ipertecnologici." (Cesare Biasini Selvaggi)

GABRIELE SIMEI Nasce a Roma nel 1967. Avviato dal padre artigiano, alla conoscenza del ferro si specializza nel design contemporaneo attraverso la collaborazione con studi di architettura internazionali che lo vedono impegnato in prima persona nella sperimentazione applicata alle nuove linee e alla materia, contemporaneamente lavora a stretto contatto con artisti di rilievo internazionale, realizzando grandi installazioni. Ciò è fonte di un continuo confronto artistico che spinge Simei ad approfondire la ricerca sui metalli all'insegna di un connubio tra nuove ed antiche tecniche di lavorazione. Nel 2004 espone i propri lavori in una fabbrica dismessa. Grandi lime di 4 metri in ferro e in legno. Questi oggetti che ricorrono spesso nella simbologia dello scultore romano si configurano come emblema del lavoro fine e compiuto in maniera impeccabile in accordo con la materia ed il concetto. Nel 2007 realizza un'installazione permanente su Ponte Milvio a Roma, curata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali: I cuori di ferro che sostengono le catene dove si attaccano i lucchetti dell'amore, riscuotono notevole successo, tanto da realizzare due mostre all'icona del cuore. Nel 2010 dopo due anni di sperimentazione, mette in mostra i "flussi" alla Casina delle Civette, Museo di Villa Torlonia, Roma. Presente in molte collezioni private, ha esposto inoltre a Palazzo Colonna, a Palazzo Manganelli, Catania, a Villa Rovere, Correggio. Ha partecipato alla Biennale Internazionale di Scultura Regione Piemonte. Primo classificato al Premio per l'arte contemporanea di Civita D'Antino nel 2012.Ha collaborato con la galleria Mucciaccia e galleria Pio Monti di Roma. Nel contempo disegna e realizza mobili in ferro e altre materie naturali, come pezzi unici, seguendo una linea che cammina con il suo pensiero artistico.


Parteciperai? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma