FOLLY | Ciel et Terre
"Per l'esterno, assumere a modello la Creazione, per l'interno, seguire la Sorgente dell'Anima" (Zhang Cao)

Sabato 17 Febbraio 2O24, INTERZONEGALLERIA presenta la mostra Ciel et Terre dell'artista nata a Roma da madre franco-cinese e padre italiano, Folly.

«Il progetto, intitolato Ciel et Terre, si sostanzia in un dialogo tra fotografie in bianco e nero e monotipi. Si tratta di una ricerca che esplora la correlazione tra polarità ispirata dall'idea di unità e di interdipendenza degli opposti caratteristica delle filosofie asiatiche.»

In mostra a INTERZONEGALLERIA circa un'ottantina di opere che l'artista Folly espone per la prima volta in Italia.
Una scelta ampia di immagini, tra monotipi e fotografie stenopeiche, che coprono un periodo di ricerca artistica di quattro anni, opere stampate su carta giapponese e tessuto antico.
Il lavoro artistico proposto da Folly è un lavoro sulla risonanza tra l'esterno e l'interno, sul loro specchiarsi, e sul loro riflettersi.
Opere di grande formato su tela antica si accompagnano a opere stampate in piccolo formato, dove emerge l'influenza dei principi taoisti, in particolare dall'I-Ching (Yi Jing), il libro dei mutamenti, l'oracolo taoista, il primo dei testi classici cinesi.

«La scelta del mezzo fotografico non è casuale: la fotografia è infatti non solo uno strumento privilegiato per osservare la natura e tentare di entrare in risonanza con la sua energia; è anche e soprattutto arte del tempo. Intimamente legata al concetto di morte, la fotografia racconta ciò che è stato e non è più. Citando Susan Sontag: "il carattere contingente delle fotografie conferma che tutto è caduco". La fotografia è quindi strettamente connessa all'impermanenza - un altro concetto chiave del Taoismo. La fotografia espone la vulnerabilità delle nostre esistenze mettendoci di fronte al decadimento e alla perdita, ci ricorda che tutto è destinato a cambiare, che il cambiamento è inerente a ogni esistenza fenomenica e che non vi è nulla nel campo animato o inanimato, organico o inorganico che si possa definire permanente.»
Immergendoci nella densità dei suoi chiaroscuri, nella corposità della sfocatura, nell'astrazione delle forme, Folly ci racconta che «le fotografie realizzate con il foro stenopeico sono la rappresentazione dei paesaggi esteriori, esposti in dialogo con i monotipi, che riflettono i paesaggi interiori», e ancora che «la scelta del monotipo invece deriva dalla volontà di lasciare spazio all'intuito, alla creatività, al gioco per liberarsi dalle forme automatiche e preconfigurate del pensiero. Nel mio immaginario, le fotografie catturano l'esterno sempre in movimento, in continua trasformazione (di li la scelta del foro) mentre i monotipi rappresentano l'interno, gli stati d'animo, anch'essi in perenne evoluzione.»

L'artista, Folly, ricorre alla gestualità del monotipo "per volgere lo sguardo all'interno (proprio come suggerisce l'etimologia della parola intuito - dal lat. intu?tus-us «l'atto di guardare o di vedere dentro»), per mettere a tacere l'incessante rumore della mente sempre attenta al mondo esterno, alle sue regole rigide, i suoi limiti, i suoi condizionamenti. La gestualità del monotipo si rivela quindi una pratica per sperimentare, giocare con le infinite possibilità di equilibrio attraverso la sottrazione dell'inchiostro calcografico, per soffermarsi sulle asimmetrie, le irregolarità, la loro bellezza… per ricercare il vuoto, il silenzio, l'equilibrio.
Una forma di meditazione quindi, di astrazione in cui permettere all'inchiostro di prendere forma e descrivere paesaggi interiori."
L'artista Folly sarà presente al vernissage della mostra Sabato 17 Febbraio 2O24 dalle 19 alle 22.

Folly, nata a Roma da madre franco-cinese e padre italiano, si laurea in Grafica d'Arte all'Accademia delle Belle Arti di Roma dopo aver lavorato per diversi anni in fotografia. La sua ricerca – che si avvale della combinazione di fotografia e stampa d'arte, è indissolubilmente intrecciata all'esperienza personale e consta di progetti di lungo respiro. I suoi lavori, spesso legati all'osservazione della natura, sono una riflessione su tematiche connesse alla memoria, l'appartenenza, la condizione umana condivisa e si caratterizzano per l'importanza data all'equilibrio. Profondamente influenzata dalla filosofia taoista, il suo lavoro si avvale dei simboli come veicolo di ispirazione ed esplora i concetti di tempo, impermanenza, risonanza e relazione tra gli opposti.
Mostre Collettive: Hit International Relief Print Festival, Art Museum Haugesund Billedgalleri, Haugesund, Norvegia (2019); Festival del Tempo, Sermoneta (2020); Macao International Art Biennale, Macao (2021); C'era una volta, La Linea Arte Contemporanea, Roma (2021); Biennale Antropocene, Art G.A.P. Gallery, Roma (2022); Escape Plan, Athens Printmaking Gallery, Atene, Grecia (2024) - Mostre Personali: Racines, a cura di Sonal Singh, La Linea Arte Contemporanea, Roma (2021); Ce qui reste, a cura di Vania Caruso, Galleria 291 Est, Roma (2023).

https://www.interzonegalleria.it/
https://folly.ink/blog/works/
instagram: @folly_prints
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FOLLY | CIEL ET TERRE
in mostra 17.O2.2O24 | 16.O3.2O24
martedì - venerdì, ore 15 – 2O
sabato 11 – 13 e 16 – 2O

Dove e quando

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